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la giornata dei mercati

Effetto Trump sulle Borse, giù la galassia Agnelli. Torna la tensione sui BTp

Andamento titoli
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Chiusura in calo per le Borse europee, di nuovo agitate dalle minacce sul commercio internazionale da parte del presidente americano, Donald Trump, che ha dichiarato di essere disposto a innalzare i dazi su tutte le merci importare dalla Cina, per un controvalore di 500 miliardi di dollari. In più Trump ha anche accusato la Cina e l’Europa di manipolare le valute. E’ inoltre tornato a criticare la politica monetaria restrittiva della Fed, asserendo che «Stringere sui tassi adesso danneggia tutto quello che abbiamo fatto». Francoforte ha registrato la performance peggiore, scivolando dello 0,98%. E' invece andata in controtendenza Madrid, l'unica che ha chiuso in territorio positivo per un soffio (+0,09%). Il FTSE MIB ha registrato un ribasso dello 0,41%. In Italia è risalito anche lo spread (in area 221 punti), complici le tensioni interne al Governo per le nomine dei vertici in Cassa Depositi e Prestiti. Anche se è stata trovata la quadra per il ceo, sul nome dell’attuale direttore finanziario, Fabrizio Palermo, i rendimenti sui titoli di stato a dieci anni sono rimasti su livelli elevati, in area 2,58%.

In rosso la galassia Agnelli
A Piazza Affari è andata male la galassia Agnelli, con Fiat Chrysler Automobiles che ha lasciato sul parterre il 2,3%, nell'attesa della semestrale che verrà diffusa mercoledì. I titoli sono stati penalizzati sia dal rincorrersi di voci sulla successione all'ad, Sergio Marchionne, sia dall'andamento debole di tutto il comparto auto. Mediobanca, che ha reiteraro la raccomandazione di 'Outperform', sulle azioni ha acceso i riflettori sulla presenza del ceo alla conference call di presentazione dei conti del secondo trimestre 2018 del gruppo italo-americano, in calendario il prossimo 25 di luglio. «Le indiscrezioni di stampa degli ultimi giorni hanno riferito che il ceo potrebbe essere assente alla conference call, per una convalescenza più lunga del previsto dopo un'operazione subita alla spalla», hanno scritto gli esperti nella morning note odierna, aggiungendo che sempre indiscrezioni di stampa hanno ipotizzato un «ritiro anticipato del manager da Fca per motivi di salute».
Gli analisti di Mediobanca ricordano che secondo il calendario fin qui annunciato Marchionne dovrebbe lasciare la guida del gruppo nell'aprile del 2019, dopo l'approvazione del bilancio del 2018 da parte dell'assemblea dei soci e che il nuovo ceo di Fca dovrebbe essere un manager interno al gruppo. «D'altra parte - aggiungono gli esperti di Mediobanca - se verrà confermata l'uscita anticipata di Marchionne da Fca, questo potrebbe comportare una reazione negativa delle azioni, fino all'arrivo del nuovo ceo». Inoltre, aggiungono gli analisti di Piazzetta Cuccia, «se Marchionne sarà assente alla presentazione dei conti del secondo trimestre 2018, ci aspettiamo che scatterà una pressione sui titoli». Sono inoltre andate male le Ferrari (-2,4%), leCnh Industrial(-0,25%) e le Exor (-1,97%).

Non si ferma il calo di Tim, Luxottica sale in attese dei conti
L’attesa per i numeri del periodo gennaio-giugno ha invece di nuovo fatto scivolare le Telecom Italia (-0,66%), il cui cda si riunirà martedì. Secondo gli analisti i conti dovrebbero risultare abbastanza deludenti. Intanto la controllata brasiliana, Tim Brasil ha annunciato un secondo trimestre 2018 di crescita, con i ricavi saliti in valuta locale del 5,8%, un ebitda in miglioramento del 14% e l’utile volato del 53%. Gli analisti di Equita hanno commentato che i numeri testimoniano lo stato di salute dell’azienda carioca, che così ha sfidato i rallentamenti macro e le problematiche legati agli scioperi che hanno impattato il Paese. «A livello consolidato – hanno però ricordato gli esperti – questi numeri sono penalizzati da un cambio tra euro e valuta brasiliana in flessione del 18% nel secondo trimestre». Ad ogni modo Equita raccomanda di acquistare le azioni di Telecom. Giudizio condiviso anche con gli analisti di Mediobanca. Per contro Mediaset ha guadagnato lo 0,7% nell’attesa dei conti semestrali che verranno svelati venerdì prossimo. Gli esperti di Equita si attendono un incremento degli introiti pubblicitari del 5% nel secondo trimestre, sull’onda dell’effetto dei Mondiali di Calcio. Luxottica Group ha guadagnato lo 0,89%, in vista dei conti del primo semestre in calendario lunedì. Sono inoltre andate bene le Davide Campari(+1,4%), incoraggiate dai risultati di bilancio positivi della rivale francese Remy Cointreau.

Recordati scatta sul Ftse Mib con report positivo
Recordati è salita quasi del 4%,
beneficiando di un report favorevole di Goldman Sachs, che non solamente ha ritoccato il giudizio da "Neutral" a "Buy", ma ha individuato il target di prezzo a 36 euro (dal precedente 31 euro), livello ben superiore ai 28 euro ai quali verrà lanciata l’opa da parte del fondo Cvc, che a inizio luglio ha raggiunto un accordo con l’omonima famiglia per rilevare il 51,8% del capitale.

Ancora vendite su Buzzi, banche deboli
In coda al listino principale Buzzi Unicem che è scivolata del 3,57%, risentendo di commenti critici da parte di alcune sim. Equita, ad esempio, ha tagliato la raccomandazione a ‘Hold’, mettendo in conto che i numeri del primo semestre, che saranno diffusi il prossimo 2 agosto, risulteranno deludenti soprattutto relativamente all’andamento dell’ebitda, che dovrebbe calare del 6%, risentendo della performance dell’azienda sul mercato americano, dove detiene otto stabilimenti. In Italia i margini dovrebbero essere più stabili, ma i volumi potrebbero risultare in calo. Sono andate male le azioni delle banche, continuando a percorrere la strada del ribasso imboccata nelle ultime sedute, anche sui timori innescati dalle considerazioni del Fondo Monetario Internazionale, che ha auspicato che siano ulteriormente ridotti i crediti in sofferenza del sistema bancario, nonostante i passi in avanti già effettuati. in Italia gli Npl in pancia alle banche sono diminuiti nel 2017 di 70 miliardi di euro. Così Banca Pop Er ha lasciato sul parterre l’1,19%, Banco Bpmlo 0,38% e Intesa Sanpaolo lo 0,7%. Hanno inoltre ceduto lo 0,2% le Ubi Banca, mentre sul finale hanno virato al rialzo e guadagnato un frazionale 0,1% le Unicredit.

Euro torna sopra quota 1,17, debole il petrolio
Sul fronte dei cambi (segui qui le principali valute) l’euro ha riconquistato quota 1,17 dollari. Le parole di Trump contro la politica monetaria restrittiva hanno fatto indebolire il biglietto verde. Il rapporto dollaro-yen si è portato a 111,83 da 112,37 di ieri, mentre l’euro-yen si attesta a 130,9 in linea con i valori di ieri a 130,98. Infine è debole il valore del greggio. Il wtii, contratto con consegna a settembre, passa di mano a 68 dollari al barile, in ribasso dello 0,23%.

Spread con Bund chiude in rialzo a 222 punti base
Seduta negativa per i BTp in una giornata caratterizzata da prese di beneficio su tutto il comparto dei titoli sovrani dell'eurozona. I Btp decennali registrano un calo più ampio rispetto ai titoli core e cedono sei punti base rispetto al finale di giovedì anche se nel pomeriggio la forbice dello spread si è ristretta per effetto della debolezza dei bund. Nel finale il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco viene indicato a 222 punti base (224 punti in avvio e 218 la chiusura di ieri). I decennali per effetto del calo dei prezzi registrano un netto rialzo dei rendimenti al 2,59 per cento (2,51% alla chiusura di gioved').

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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