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L’ad Monteverdi: «Editoriale il Fatto in Borsa, Ipo tra i 10…

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L’ad Monteverdi: «Editoriale il Fatto in Borsa, Ipo tra i 10 e i 12 milioni»

Editoriale Il Fatto Spa (SeiF) riavvia il progetto di quotazione in Borsa, già accarezzato nel 2014, puntando ad una raccolta da destinare alla crescita delle attività del gruppo, a partire dalla business unit che ruota attorno al progetto televisivo Loft. «Già quattro anni fa avevamo valutato l’ipotesi di allargare la compagine azionaria e andare sul mercato a cercare risorse per crescere - spiega Cinzia Monteverdi, presidente e amministratore delegato di Editoriale Il Fatto - ma avevamo poi rinviato l'operazione per la crisi del mercato. Nel frattempo abbiamo portato avanti la diversificazione del business affiancando ai due marchi di punta rappresentati dal giornale il Fatto Quotidiano e dal sito ilfattoquotidiano.it, la casa editrice di libri Paper First, il periodico mensile FQ Millennium, gli eventi e Loft TV. L’obiettivo del gruppo è raccogliere tramite un Ipo tra i 10 e i 12 milioni di capitale per una valutazione complessiva certamente superiore ai 30 milioni».

Se dal punto di vista finanziario l'operazione è ancora in fase di strutturazione insieme agli advisor Advance Sim, Emintad e Fidentis - anche se con ogni probabilità sul mercato finirà il 25,6% del capitale di azioni proprie acquistate negli ultimi anni dai soci fuoriusciti (da Michele Santoro a Bruno Tinti, fino a Fabio Franceschi di Grafica Veneta) - industrialmente il piano di sviluppo passa soprattutto da due nuove iniziative. «La prima è la trasformazione del gruppo in una data company, anche grazie alla partnership siglata con Weborama». L’idea è quella di “profilare” l'ampia community di lettori che ruota attorno alle testate e ai social del gruppo per renderli più appetibili agli investitori pubblicitari. «Il secondo driver della crescita è il progetto Loft TV, che non è e non sarà la TV del Fatto Quotidiano ma una casa di produzione di contenuti televisivi realizzati presso nostri studi TV e disponibili anche tramite app, da vendere a emittenti italiane ed estere. Per ora abbiamo siglato l'accordo con Discovery, altri ne arriveranno». Contenuti di pura informazione? «Non solo, anche di intrattenimento e cultura. Con personaggi nuovi, di cui ancora non posso rivelare i nomi». Se il progetto Tv rappresenta il perno dei piani di crescita, il grosso dei ricavi del gruppo per almeno i primi 2 anni continuerà ad arrivare dal quotidiano diretto da Marco Travaglio. «Il quotidiano va bene, con diffusione in crescita e non siamo dipendenti dalla pubblicità. L'autorevolezza conquistata va mantenuta ed ampliata, con investimento sulle inchieste giornalistiche e su nuove firme». Continuità editoriale e sviluppo saranno anche i driver del sito ilfattoquotidiano.it diretto da Peter Gomez, che punta ad aumentare i ricavi con la nuova concessionaria pubblicitaria Moving Up specializzata nel digitale.

Polemiche interne al gruppo, soprattutto tra i giornalisti, ha destato la decisione di distribuire parte delle riserve ai soci prima della quotazione. Perché il Cda ha preso questa decisione? «Premesso che su oltre 4 milioni di riserve, è stata decisa la distribuzione di meno di un milione e premesso che distribuire utili non è solo una scelta legittima ma anche segno di salute di una società - spiega Monteverdi - la scelta va inserita nella prospettiva che i soci che aderiranno al patto parasociale si impegneranno a un lock up di 24 mesi, rinunciando a poter vendere le azioni per un periodo ampio di tempo proprio perché' credono nel piano di crescita».

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