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La Bce conferma fine del Qe a dicembre, tassi invariati almeno fino…

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politica monetaria

La Bce conferma fine del Qe a dicembre, tassi invariati almeno fino all’estate 2019

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di lasciare come ampiamente previsto i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40 per cento.

Il Consiglio direttivo si attende inoltre che i tassi di interesse si mantengano «su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'evoluzione dell’inflazione resti in linea con le attuali aspettative di un profilo di aggiustamento durevole».

Confermata infine anche la forward guidance sul Qe, che prevede acquisti ridotti di attività da 30 a 15 miliardi di euro al mese a partire da ottobre con chiusura definitiva del programma al 31 dicembre. Il Consiglio direttivo intende infine proseguire la propria politica di reinvestimento del capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività «per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario».

Draghi: ancora necessario stimolo monetario
Nella conferenza stampa che segue la riunione, il presidente della Bce Mario Draghi ha spiegato che «nonostante le incertezze sul commercio globale, i dati indicano che l’Eurozona precede su un terreno di crescita solida e diffusa, ma serve ancora uno stimolo significativo da parte della politica monetaria per sostenere l’ulteriore accumularsi di pressioni interne sui prezzi e la dinamica dell'inflazione complessiva nel medio periodo». «In ogni caso - ha aggiunto - il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito dal Consiglio direttivo». «Se i dati più recenti confermeranno le nostre prospettive per l’inflazione a medio termine, ridurremo il ritmo mensile degli acquisti netti di attività a 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018 e in seguito porremo termine agli acquisti netti», ha confermato Draghi.

I rischi per le prospettive di crescita restano bilanciati
Per il presidente della Bce «i rischi per le prospettive di crescita restano sostanzialmente bilanciati nell'area dell'euro: hanno tuttavia acquistato più preminenza le incertezze connesse a fattori di carattere globale, fra cui la minaccia di maggiore protezionismo». Inoltre, il rischio del perdurare di un'accentuata variabilità nei mercati finanziari necessita un'attenta osservazione. A proposito dell’incontro Juncker-Trump, per Draghi è ancora troppo presto per valutare l'esatto contenuto dell'accordo, ma - ha detto il numero uno dell’Eurotower - «abbiamo preso nota del meeting. Si può dire che è un buon segno perchè in un certo senso mostra che c'è una volontà di tornare a discutere di questioni commerciali in un quadro nuovamente multilaterale. Ma sarebbe difficile dire altro».

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