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Bce, per famiglie e imprese “nessuna nuova, buona nuova”

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politica monetaria

Bce, per famiglie e imprese “nessuna nuova, buona nuova”

Mario Draghi, presidente della Bce, durante la conferenza stampa dopo la riunione del consiglio direttivo  - REUTERS/Kai Pfaffenbach
Mario Draghi, presidente della Bce, durante la conferenza stampa dopo la riunione del consiglio direttivo - REUTERS/Kai Pfaffenbach

Per le famiglie e le imprese italiane, le non-decisioni oggi della Bce sono una “nessuna nuova, buona nuova”.

Il fatto che i tassi d’interesse resteranno «su livelli pari a quelli attuali almeno nell’orizzonte dell’estate 2019» è una buona notizia perché significa che la politica monetaria nell’Eurozona resta accomodante e di sostegno per i prestiti all’economia, serve «ancora uno stimolo significativo da parte della politica monetaria per sostenere l’ulteriore accumularsi di pressioni interne sui prezzi».

E questo significa che i tassi d’interesse su mutui e prestiti resteranno bassi, ancorati almeno per un anno ancora ai depositi presso la Bce (-0,40%) e al saggio guida della Bce (0%). Altrettanto buona per famiglie e imprese è la chiave di lettura della Bce sull’andamento della crescita europea, con gli ultimi indicatori economici e i risultati delle indagini congiunturali che «si sono stabilizzati» e indicano il «perdurare di una crescita solida e generalizzata dell’economia».

Dazi, la ripresa del dialogo è un buon segnale ma mancano i dettagli
Anche l’accordo preliminare raggiunto dal presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente americano Donald Trump sui dazi è stato accolto dal presidente Mario Draghi come «un buon segno» anche se mancano ancora i dettagli ed è «presto per trarre conclusioni». In quanto all’inflazione, è vero che quella principale è arrivata al 2% ma quella cosiddetta “core”, depurata dai prezzi di energia e beni alimentari, è ancora allo 0,9 per cento. «È presto per cantare vittoria», ha detto Draghi in conferenza stampa relativamente al target della Bce che è quello di riportare l’inflazione «in direzione di un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine».

Mercati delusi, Bce troppo vaga
Chi è rimasto deluso dalla riunione del consiglio direttivo della Bce è stato il mercato, o quegli operatori finanziari che hanno sperato di poter avere già questo luglio qualche dettaglio in più sulla cosiddetta “forward guidance”, cioè le prossime mosse sull’andamento dei tassi, e sulle modalità di reinvestimento dei titoli di Stato in scadenza e accumulati dal marzo 2015 in bilancio dalle banche centrali dell’Eurosistema. Si tratta di ammontari molto elevati e che andando avanti, dopo la fine del QE prevista il 31 dicembre 2018, potrebbero contribuire alla politica monetaria: «Non ne abbiamo discusso, del reinvestimento», ha ribadito più volte Draghi sollecitato dai giornalisti, mostrando nessuna voglia di andare oltre questo tipo di “no comment”.

Draghi: i tempi del whatever it takes appaiono lontani, le fondamenta dell’euro sono più forti
Questo luglio 2018 cadono due ricorrenze per la Bce: sono passati sei anni esatti dal discorso del “whatever it takes” di Mario Draghi, pronunciato il 26 luglio del 2012 a Londra per difendere l’irreversibilità dell’euro. E sono passati sette anni dal luglio 2011 quando Trichet decise l’ultimo rialzo dei tassi in Bce dall’1,25% all’1,50%. In riferimento ai tempi del whatever it takes, Draghi ha riconosciuto in conferenza stampa che quei tempi appaiono ora «lontani», da allora l’euro ha fondamenta più solide, grazie al mix di riforme strutturali e di politica monetaria. «La Bce è una banca centrale molto diversa da quei tempi, la sua cassetta degli attrezzi ha nuovi strumenti e il Consiglio direttivo della banca può essere orgoglioso di aver assicurato la stabilità dei prezzi in tempi difficili», ha detto il presidente della Bce, astenendosi dal commentare sia l’ultimo rialzo dei tassi del predecessore Trichet sia il rialzo dei tassi che prevedibilmente nel 2019 porterà la sua firma.

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