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Borse incerte in attesa delle banche centrali. Tecnologici ko a Wall Street

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la giornata dei mercati

Borse incerte in attesa delle banche centrali. Tecnologici ko a Wall Street

Andamento titoli
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Chiusura interlocutoria per le Borse europee, nella prima seduta di una settimana fitta di appuntamenti sia sul fronte macro, con le riunioni delle banche centrali di Giappone, Stati Uniti e Gran Bretagna, sia su quello dei conti societari, con una nuova tornata di semestrali in arrivo. Piazza Affari ha terminato la giornata appena sotto la parità (-0,06% il FTSE MIB), sostenuta dai titoli petroliferi (Saipem +1,61%), che hanno approfittato del rally del greggio e hanno fatto da contraltare alle flessioni di Stmicroelectron (-2,74%), Moncler (-2,55%) e Atlantia (-1,66%). In ordine sparso le banche, che nei prossimi giorni alzeranno il velo sui conti del secondo trimestre, mentre resta sotto i riflettori Fiat Chrysler Automobiles (+1,44%) a pochi giorni dal cambio al vertice in seguito alla scomparsa di Sergio Marchionne. Ancora debole invece Ferrari (-1,55%).

Il settore tecnologico ha perso terreno sulla scia dei cali registrati fin da venerdì dai big Usa. Flessioni che continuano nella seduta odierna, con l'indice Nasdaq 100 in calo dell'1,5% zavorrato da Netflix (-4,84%) e dai colossi dei videogiochi: Take Two perde il 7,8% e Electronics Arts il 5,48%.

Ancora occhi puntati sulla galassia Agnelli
A Piazza Affari i riflettori sono ancora accesi sulla galassia Agnelli, dopo i sali e scendi registrati dalle azioni la scorsa settimana, a seguito della scomparsa di Sergio Marchionne. Fiat Chrysler Automobiles è partita bene, ha rallentato il passo ed è tornata a guadagnare terreno tanto da vantare una delle performance migliori del Ftse MIb. Sono invece deboli Ferrari e le Cnh Industrial. Quest'ultime limano i propri valori dopo la volata della scorsa settimana, innescata dalla buona semestrale e dall'annuncio del rialzo dei target di fine anno. Sulle azioni della galassia pesa l'incognita di una possibile indagine della Sec sulla gestione dell'informazione negli ultimi giorni di Marchionne. La Consob americana, comunque, ha comunicato che non farà sapere se sono stati aperti dossier e indagini.

Mediaset volatile dopo la semestrale
Mediaset
volatile dopo la semestrale comunicata venerdì a mercati chiusi. Se le indicazioni sulla raccolta pubblicitaria sono abbastanza confortanti, infatti, il periodo si è chiuso con un utile in deciso calo. Il general manager marketing di Publitalia, Matteo Cardani, ha dichiarato di essere moderatamente positivo per la restante parte dell'anno, aggiungendo che «anche dopo la fine della Coppa del Mondo il trend nella seconda parte di luglio è stata positiva». Quanto alla semestrale, la società di broadcasting ha fatto sapere di avere chiuso il primo semestre 2018 con un utile netto di 42,8 milioni di euro, in calo del 42,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. I ricavi netti sono stati stabili a 1,8 miliardi. Gli analisti di Equita hanno rivisto al rialzo le stime sulla raccolta pubblicitaria dell'intero 2018 dall'1,7% al 2,2%, anche se, hanno sottolineato «la visibilità sull'anno rimane bassa». Durante la conference call, hanno sottolineato gli analisti di Equita, il management ha indicato che continuano i contratti con le emittenti europee per valutare possibili sinergie, ma al momento non c`è alcun accordo. Così Equita ha emesso una raccomandazione di 'Hold' visto che «Il titolo tratta su multipli contenuti, ma non vediamo al momento un catalyst come potrebbe essere un`accelerazione della pubblicità o operazioni di fusione e acquisizioni transfrontaliere». Positiva Telecom Italia in scia alla performance della scorsa settimana dopo l'annuncio della semestrale e poi dopo le dichiarazioni del vicepremier, Luigi Di Maio, sull'auspicio del Governo della formazione di un operatore unico nel settore della banda larga.

Debole Autogrill, ben impostata Aeffe
Fuori dal paniere principale perdono quota le Autogrill, risentendo dei conti in rosso annunciati venerdì. Per contro sono ben impostate le Aeffe, proprio sull'effetto della semestrale annunciata sempre venerdì. In più gli analisti di Mediobanca hanno rivisto la raccomandazione a 'Outperform'. «A seguito dei numeri della semestrale migliori delle attese e le indicazioni positive fornite dal gruppo - hanno spiegato gli esperti di Piazzetta Cuccia - abbiamo alzato le stime sul fatturato di fine anno a 350 milioni, dai precedenti 347 milioni. L’ebitda dovrebbe attestarsi a 45,4 milioni, con un margine al 13%». In più Mediobanca mette in conto un ulteriore rialzo del fatturato e un miglioramento dei margini anche nel 2019 e nel 2020. «Così abbiamo ritoccato al rialzo le stime di utile per azione del periodo 2018-2020 del 20%, mettendo in conto minori oneri finanziari legati al calo del debito», hanno aggiunto. Il giudizio di Mediobanca è stato dunque rivisto a ‘Outperform’ e il target di prezzo portato a 3,78 euro, da 3,4 euro.

Euro sopra 1,17 dollari, petrolio Wti a 70 dollari
Sul mercato dei cambi, dollaro in frenata in vista delle decisioni di BoJ, Fed e BoE: l’euro è risalito sopra quota 1,17 dollari ed è indicato a 1,1713 da 1,1657 venerdì in chiusura. Un euro vale anche 129,99 yen (129,45), mentre il rapporto dollaro/yen è a 110,98 (111,05). L’indebolimento del biglietto verde ha messo le ali al prezzo del petrolio: il future settembre sul wti sale del 2,1% a 70,13 dollari al barile, sopra quota 70 dollari per la prima volta dal 13 luglio, mentre l’analoga consegna sul Brent guadagna lo 0,98% a 75,02 dollari.

Spread poco mosso a 235 punti. Collocati titoli di Stato per 7,5 miliardi
Sul fronte dell'obbligazionario, i BTp terminano la seduta con prezzi in calo ma il contemporaneo calo dei corsi dei Bund consente di ridurre lo spread tra i decennali italiani e tedeschi. Nel finale il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco viene indicato infatti a 235 punti base dai 238 punti base di stamani (234 il finale di venerdì). La discesa dei corsi dei titoli sovrani dell'eurozona ha fatto crescere i rendimenti: i decennali italiani rendono nel finale il 2,8%, i Bund lo 0,45 per cento.

Il Tesoro, intanto, ha collocato in asta complessivamente 7,5 miliardi di BTp a 5 e 10 anni e CcTeu. Si tratta del massimo dell'offerta prevista. I rendimenti sono saliti, eccenzion fatta per i BTp quinquennali. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso l'undicesima tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/03/2023 per 2 miliardi a fronte di una richiesta pari a 2,936 miliardi. Il rendimento e' sceso lievemente di appena un punto base attestandosi all'1,80% (1,47 il rapporto di copertura). Collocata anche la prima tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/12/2028: a fronte di richieste per 5,667 miliardi l'importo emesso è stato pari a 4 miliardi, mentre il rendimento, in rialzo di 10 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato al 2,87% (1,42 il rapporto di copertura). Infine, la settima tranche del CcTeu scadenza 15/09/2025, assegnata per 1,5 miliardi a fronte di una domanda totale pari a 2,397 miliardi (1,60 il rapporto di copertura), ha spuntato un rendimento lordo dell'1,75% (+9 centesimi sull'asta precedente).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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