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nonostante trimestrale record

Ferrari, titolo a picco (-8%) sui target 2022 «ambiziosi»

Ferrari cade in Borsa nonostante le trimestrale record e dopo che il ceo Louis Camilleri ha definito «ambiziosi» i target del piano al 2022. Il titolo è sprofondato arrivando a perdere l’8,35%. Il nuovo amministratore delegato della casa di Maranello, nel corso della presentazione dei risultati del secondo trimestre 2018, ha detto: «Credo che anche se ci sono dei rischi, ci sono anche delle opportunità. I target (al 2022) sono ambiziosi ma faremo di tutto per raggiungerli». L'obiettivo del piano al 2022 è quello di raddoppiare gli utili a 2 miliardi di euro.

L’addio a Marchionne
Il comunicato stampa di Ferrari sui conti del secondo trimestre, dopo i risultati che - come previsto - sono stati eccellenti, sciorinati numeri, percentuali e tabelle si chiude con questa frase: «Siamo addolorati per la perdita di Sergio Marchionne e i nostri pensieri vanno ai suoi cari. La Società conferma l’impegno a perseguire i valori da lui incarnati e a realizzare la sua visione con immutata determinazione, ambizione e passione, nel solco dell'eredità di Enzo Ferrari». Una frase che riassume tutto e dà anche il senso del delicato debutto alla guida della Casa di Maranello di Camilleri.

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Archiviato trimestre record e primo semestre
Ferrari ha comunque chiuso un'altra «trimestrale record”, l'ultima, appunto, targata Sergio Marchionne. L’utile netto è stato pari a 160 milioni di euro, +18,1% rispetto all'analogo periodo 2017. L’ebitda adjusted del trimestre è pari a 290 milioni di euro, +7%, con un margine che si colloca al 31,9%. L'ebit adjusted è pari a 217 milioni (+7,5%), in crescita per i maggiori volumi (12 milioni di euro), ottenuti grazie alla 812 Superfast e alle famiglie 488 e GTC4Lusso, a cui si aggiungono le prime consegne della Ferrari Portofino.

Quanto al primo semestre 2018, Ferrari ha registrato un utile netto di 309 milioni di euro, in crescita del 19% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. I ricavi dell’ultima semestrale a guida Marchionne, presidente e ad di Ferrari scomparso il 25 luglio scorso, sono stati pari a 1,737 miliardi di euro, pressoché stabili rispetto a un anno fa (-0,3%). Le consegne di vetture sono salite del 6% a 4.591 unità. L’Ebitda è cresciuto del 10% a 563 milioni di euro, l’Ebit del 13% a 428 milioni. L’utile netto per azione base è pari a 1,63 euro, in crescita del 19% rispetto al primo semestre 2017, con l’utile netto per azione diluito a 1,62 euro (+18%).

Nel periodo le Ferrari consegnate hanno raggiunto le 2.463 unità, con un incremento di 131 unità o del 5,6% rispetto all’anno precedente. Questo risultato è stato trainato da un aumento del 22,6% delle vendite dei modelli a 12 cilindri (V12), mentre i modelli a 8 cilindri (V8) sono aumentati dell’1%. La solida performance dei modelli V12 è stata guidata principalmente dalla 812 Superfast. Questo risultato è stato in parte compensato dalla F12berlinetta, giunta a fine produzione, dalla F12tdf, che nel 2017 ha concluso il suo ciclo di vita, e dal calo delle vendite del modello LaFerrari Aperta, che sta per terminare il suo ciclo di produzione limitato. La performance dei modelli V8 è stata sostenuta soprattutto dalla famiglia 488. Le prime, limitate consegne della Ferrari Portofino, lanciata di recente, hanno in parte compensato la fine produzione della California T.

A livello geografico, nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) le consegne di auto trimestrali sono aumentate del 7,2% a 1.073 unità con una ripresa del Medio Oriente. Le Americhe hanno registrato una crescita del 6,6% a 850 unità, con Cina, Hong Kong e Taiwan che su base aggregata hanno segnato un +26% a 177 unità. Il resto dell'Apac (Asia Pacifico), invece, ha visto una flessione dell'8% a 363 unità.

Gli obiettivi per il 2018
La società di Maranello punta a consegnare 9mila auto, comprese le supercar, le stime sui ricavi netti sono confermate a 3,4 miliardi di euro, con un Ebitda adjusted di 1,1 miliardi di euro, con un indebitamento industriale netto inferiore a 400 milioni di euro, inclusa la distribuzione dei dividendi ai possessori di azioni ordinarie ed esclusi potenziali riacquisti di azioni. La società inoltre conferma le spese in conto capitale pari a circa 550 milioni di euro. Il consensus per l'intero anno è di ricavi di 3,5 miliardi di euro, un ebitda di 1,13 miliardi, un utile netto di 595 milioni e un indebitamento netto di 335 milioni di euro.

Il 17 e 18 settembre si svolgerà il Capital Markets Day di Ferrari dove verranno presentati i piani messi in campo per raggiungere gli obiettivi del nuovo piano industriale al 2022.

Rispetto alla Formula 1, nella stagione 2018 la Scuderia Ferrari sta lottando per il vertice delle classifiche. I risultati finora sono di tutto rispetto: 15 podi in 12 gare, con 4 Gran Premi vinti da Sebastian Vettel.

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