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Escalation guerra dei dazi pesa sui listini. A Piazza Affari tonfo di Bper

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Escalation guerra dei dazi pesa sui listini. A Piazza Affari tonfo di Bper

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L’escalation della guerra commerciale sui dazi colpisce ancora e, dopo la pausa di ieri, sulle borse europee è tornata a prevalere la volatilità. Il botta e risposta tra Usa e Cina infatti continua, con Pechino che ha annunciato ritorsioni commerciali con misure equivalenti a quelle di Washington che dal prossimo 23 agosto farà scattare dazi al 25% su 16 miliardi di dollari di merci cinesi. A pesare sui listini, soprattutto nella fase finale di mercato, anche il crollo del petrolio, in netto calo dopo i dati sulle scorte Usa risultati molto peggio delle attese. Hanno fatto le spese di tutto ciò i listini del Vecchio Continente, con una seduta volatile e nervosa (inclusa anche Wall Street, che resta poco sotto la parità). Il FTSE MIB alla fine ha lasciato sul terreno lo 0,29%, con lo spread con il Bund che ha chiuso in rialzo a 251 punti. Gli altri listini europei: Parigi (-0,35%), Madrid (-0,28%) e Francoforte (-0,12%). Fa eccezione Londra, l’unica in positivo a +0,6% (qui tutti gli indici principali).

Tornando a Piazza Affari, la maglia nera è andata a Banca Pop Er, il titolo peggiore, che ha terminato la seduta con un tonfo finale del 5,9%. La banca ha diffuso martedì a mercati chiusi i conti semestrali. Tra i big le vendite hanno toccato anche Moncler (-2,2%) e Intesa Sanpaolo (-1,2%). Dall’altro lato del listino è andata in controtendenza Pirelli & C (+2,38%), che dopo i conti ha confermato i target di redditività sul 2018. Fuori dal listino principale spicca Salini Impregilo, che ha guadagnato il 3,9% sull’onda dell’imminente vendita di una parte delle attività in Nord America della Lane Industries (a un prezzo maggiore di quanto pagato a suo tempo per acquistarle). Tra i titoli in flessione Bca Carige (-2,1%) alle prese con il taglio del rating da parte di Moody’s.

Banche sempre sotto la lente, la maglia nera è Bper
A Piazza Affari sono rimaste sotto la lente per tutta la seduta le azioni delle banche. Banca Pop Er ha accusato la performance peggiore del Ftse MIb, nonostante la buona semestrale comunicata martedì a mercati chiusi. L'istituto guidato da Alessandro Vandelli ha chiuso il periodo gennaio-giugno con un utile netto di pertinenza della capogruppo a 307,9 milioni di euro, quasi triplicato rispetto ai 119,1 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno (+158,6%). Gli analisti, però, si aspettavano di più. Hanno chiuso in rosso anche gli altri bancari, da Ubi Banca (-0,05%) fino a Intesa Sanpaolo (-1,2%).

Carige in retromarcia dopo la scure di Moody's
Fuori dal paniere principale Bca Carige è stata debole, risentendo del giudizio di Moody's, che non solo ha declassato la valutazione del merito di base dell’istituto (da Caa1 a Caa2, il suo rating a lungo termine a Caa3 da Caa2 e quello relativo ai depositi a lungo termine a Caa1 da B3), ma ha preannunciato possibili nuovi downgrade, in modo da riflettere «il maggiore rischio» che Carige possa essere posta in risoluzione.

Pirelli post-semestrale ha chiuso in rialzo dopo un avvio sottotono
Pirelli & C
ha ottenuto alla fine un rialzo superiore al 2% dopo un avvio sottotono. Ieri a mercati chiusi l'azienda di pneumatici ha annunciato i conti del primo semestre, chiusi con ricavi in crescita organica del 5,5% a 2,63 miliardi di euro e un utile netto balzato a 177,2 milioni di euro da 67,7 milioni un anno fa. Seduta positiva anche per Azimut, dopo i numeri sulla raccolta di luglio. La società del risparmio gestito il mese scorso ha registrato una raccolta netta positiva per 775 milioni, raggiungendo così 3,1 miliardi da inizio anno.

Euro in area 1,16 dollari, crolla sul finale il greggio
Sul fronte dei cambi, l'euro ha riconquistato la soglia di 1,16 sul biglietto verde. Non si è invece fermata la flessione del petrolio dopo la notizia che le scorte settimanali negli Stati Uniti hanno registrato un calo inferiore alle stime. Il dato è calato di 1,351 milioni di barili mentre gli analisti attendevano una contrazione di 2,3 milioni di barili. Il Wti, contratto con consegna a settembre, è così sceso sotto la soglia dei 67 dollari.

Spread ha chiuso in rialzo a 251 punti, Tria rassicura «niente fuga dai Btp»
Chiusura, invece, in rialzo per lo spread BTp/Bund con il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e il pari scadenza tedesco che ha terminato gli scambi a 251 punti base, in aumento di 5 centesimi rispetto ai valori della vigilia. In rialzo anche il rendimento che si attesta in chiusura al 2,91% (dal 2,88% del riferimento di martedì). Un trend che è arrivato nel giorno in cui il ministro all'Economia, Giovanni Tria, ha dichiarato su Il Sole 24 Ore che non risulta ci sia una fuga dai titoli di stato italiani. Lo spread, ha spiegato il ministro, nelle ultime settimane si è mosso risentendo più che del programma di Governo, dell'incertezza sulle prospettive e del rallentamento dell'economia. Inoltre, ha detto, «ad agosto i mercati sono più sottili, bastano anche piccoli movimenti per dare fluttuazioni di prezzo».

(Radiocor Il Sole 24 Ore)

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