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la giornata dei mercati

Europa contrastata. Piazza Affari la peggiore (-0,7%) con le banche

Andamento titoli
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Chiusura contrastata per le Borse europee, mentre gli investitori continuano a tenere il fiato sospeso nell’attesa del prossimo 23 agosto quando scatterà il nuovo round di dazi tra Stati Uniti e Cina. In più il 22 agosto gli Stati Uniti faranno entrare in vigore le nuove sanzioni contro la Russia. Anche la Banca centrale europea, nel suo Bollettino mensile, ha puntato l’indice sulle tariffe doganali, che rappresentano un rischio per l’economia mondiale. Comunque, secondo l’istituto centrale, la crescita in Europa rimane «robusta e generalizzata». Gli indici del Vecchio Continente sono stati in balia della volatilità, complice il clima semi-vacanziero e gli scambi ridotti. Milano ha registrato la performance peggiore del Vecchio Continente, con il FTSE MIBin retromarcia dello 0,72%. E’ invece andata bene Francoforte (+0,34%), la migliore d’Europa, anche grazie alla volata quasi del 10% di Adidas, la società ha annunciato di avere chiuso il secondo trimestre del 2018 con un utile netto di 396 milioni di euro, in volata del 151%, anche sull'onda del successo ottenuto de Mondiali di Calcio.

Banche sotto il tiro delle vendite
Piazza Affari ha risentito della debolezza delle banche, a loro volta penalizzate dall’andamento dello spread che rimane su livelli elevati in area i 251 punti. Proprio oggi, invece, Bankitalia ha annunciato che a giugno le sofferenze delle banche italiane sono diminuite del 26,1% su base annua, dopo il -10% di maggio.

Hanno continuato a perdere quota leBanca Pop Er (-1,13%), dopo il forte ribasso della vigilia, innescato, ironia della sorte, dalla buona semestrale, archiviata con un utile netto di pertinenza quasi triplicato a 307,9 milioni di euro. Gli analisti, però, si aspettavano di più, soprattutto sul fronte dei margini di interesse.. H Inoltre Banco Bpmha perso lo 0,67%,Ubi Banca l'1% eUnicredit l'1,9%. E’ andata male ancheIntesa Sanpaolo, che ha lasciato sul parterre l'1%. Mediobanca è invece salita dello 0,2%, con il mercato che continua a interrogarsi sul futuro dell’istituto, che potrebbe risultare interessante avendo una quota di oltre il 13% nel primo gruppo assicurativo italiano, ossia Generali. Tra l’altro a settembre scadrà la finestra che dà l'opportunità ai soci di un'uscita anticipata dal patto, prima della naturale scadenza fissata a fine 2019. Secondo indiscrezioni di stampa, a settembre Unicredit potrebbe dare disdetta al patto, che adesso controlla il 28,47% del capitale. Del resto l’istituto ha indicato di considerare il proprio 8,40% delle azioni di Mediobanca una partecipazione non strategica ma puramente finanziaria. Inoltre, sempre indiscrezioni di stampa, hanno riferito che la Bluebell di Giuseppe Bivona starebbe studiando il dossier su Mediobanca da presentare a qualche fondo interessato non solamente all’istituto guidato da Alberto Nagel, ma anche a Generali.

Bene Saipem e Tenaris, giù Cnh nel giorno nomina nuovo ceo

Per contro il tentativo di rialzo del valore del greggio ha favorito gli ordini in acquisto su Saipem (+2,5%) eTenaris (+0,8%). Hanno invece perso quota le Eni (-0,9%). Tra le azioni del Ftse Mib , le vendite hanno colpito i titoli della galassia Agnelli, con Fiat Chrysler Automobiles che ha perso l'1% e Ferrari lo 0,4%. Cnh Industrial ha registrato un calo dell'1,6%, nel giorno in cui è stato annunciato che dal prossimo 17 settembre Hubertus M. Muehlhaeuser sarà il nuovo ceo.

Ancora in rialzo Ferragamo, occhi puntati su Unipol e Unipolsai

Salvatore Ferragamo ha continuato a guadagnare punti (+0,45%), proseguendo la strada del rialzo imboccata lo scorso 3 agosto pochi giorni dopo la nomina di Micaela Le Divelec alla guida del gruppo. I titoli, dopo che la manager ex Gucci ha preso il comando, hanno guadagnato oltre il 5%. Del settore della moda sono andate bene anche le Moncler (+0,48%). Tra le società a maggiore capitalizzazione, la guardia è rimasta alta su Unipol (-2%) e Unipolsai (-0,19%), nell’attesa dei conti del primo semestre che verranno diffusi domani. Intanto il mercato si interroga su un possibile riassetto del gruppo, anche se l’ad, Carlo Cimbri, ha più volte allontanato questa ipotesi, definendola non necessaria e comunque non sul tavolo, almeno fino a quando Unipol Banca sarà nel perimetro della capogruppo e non convolerà a nozze con un altro istituto. D’altra parte ieri è emerso che Unipol è salita a ridosso dell’80% della controllata, mentre il 24 aprile era solamente al 73,5% del capitale.

Sotto la lente Creval, bene Renergetica nel giorno del debutto
Fuori dal paniere principale, Credito Valtellinese ha registrato un rialzo dello 0,98% dopo che è emerso che Denis Dumont, che tramite la holding Dgfd detiene una quota del 5,78% del capitale dell’istituto, ha chiesto la convocazione dell’assemblea degli azionisti per revocare il consiglio di amministrazione. Intanto il board quest’oggi si è riunito per approvare la semestrale.

Da segnalare che a fine luglio il Credit Agricole è entrato nel capitale del Creval con una quota del 5%, poco meno di quella detenuta da Davide Serra. Credem ha registrato un ribasso del 2,2%, dopo che la banca ha reso noto di avere chiuso il primo semestre con un utile netto di 95,05 milioni di euro, in contrazione del 6,2%, risentendo di componenti straordinarie tra cui 15,2 milioni di euro, al lordo dell’effetto fiscale, come contributo al Fondo di Risoluzione Unico.
Infine sono andate bene le azioni di Renergetica (+2,67%) nel giorno del loro debutto sul mercato Aim, sebbene le azioni abbiano chiuso sotto i massimi di giornata. La società genovese specializzata nello sviluppo di progetti per impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili in fase di collocamento la società ha raccolto 2 milioni di euro. La capitalizzazione è di poco superiore a 11 milioni di euro. Nel 2017 la società ha fatturato 4,6 milioni di euro.

Negli States calano le richieste per disoccupazione

Negli Stati Uniti sono diminuite le richieste di disoccupazione. Nel dettaglio nei sette giorni conclusi il 4 agosto scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso oltre le stime degli analisti, ossia di 6.000 unità a 213mila unità. La media delle ultime quattro settimane, un dato più indicativo e meno volatile, è scesa a 214.250. In più sempre oggi è stato annunciato che i prezzi alla produzione negli Stati Uniti a luglio sono rimasti invariati. Gli analisti, invece, avevano pronosticato un progresso dello 0,2%. Rispetto al luglio 2017 i prezzi sono aumentati del 3,3%. Il dato è sotto la lente della Federal Reserve, visto che è sinonimo di pressioni inflattive .

Euro si indebolisce, tenta il recupero il greggio

Sul fronte dei cambi, l’euro si è indebolito nei confronti del dollaro, violando al ribasso la soglia di 1,16.(segui qui i principali cross). Infine, dopo lo scivolone di ieri, il petrolio tenta il recupero, anche se senza troppa convinzione (segui qui Brent e Wti),

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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