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Pagamenti digitali, Satispay si allea con Cse ed entra in 30mila Pos

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Pagamenti digitali, Satispay si allea con Cse ed entra in 30mila Pos

I fondatori di Satispay: da sinistra Dario Brignone, Alberto Dalmasso e Samuele Pinta
I fondatori di Satispay: da sinistra Dario Brignone, Alberto Dalmasso e Samuele Pinta

Satispay, l’app dei pagamenti via smartphone, entra anche nei Pos. Attiva sul mercato da gennaio 2015, la startup fintech continua un percorso di crescita che le ha garantito finora in quattro round di finanziamenti una raccolta complessiva di 37 milioni di euro e una valutazione che supera i 100 milioni. Questa volta si tratta di un accordo con Cse (Consorzio servizi bancari), realtà che offre servizi informatici agli istituti di credito, che si traduce in 1.900 sportelli collegati, 6 milioni di conti correnti, 9 milioni di clienti finali e 20 milioni di operazioni quotidiane. L’incontro con Cse porterà Satispay a vedere integrata l’app sugli oltre 30mila Pos delle banche clienti del consorzio.

«Questo accordo è un acceleratore – spiega Stefano Schiavio, head of financial partnership di Satispay – sia in termini di capacità di penetrazione che di velocità di convenzionamento da parte delle banche già partner, perché Cse funziona come centro servizi e gestore terminali per banche che già lavorano con noi. La richiesta è arrivata da queste stesse banche e altre si sono aggiunte quando sono venute a conoscenza della nuova feature». I vantaggi? «Stanno nella possibilità di semplificare la fase di on boarding, quindi iscrizione e registrazione dei commercianti, che diventa molto più veloce e immediata, perché davvero si fa tutto con un click». Il secondo valore aggiunto di questo nuovo servizio, continua Schiavio, «è la messa a disposizione del Pos come ulteriore device, il cui display funzionerà come quello di uno smartphone. Il tutto migliorerà sia l’esperienza del consumatore che del commerciante».

Satispay è una startup innovativa guidata dai fondatori Alberto Dalmasso, ceo, Dario Brignone, It & organization director e il direttore operativo Samuele Pinta, tutti meno che quarantenni. L’idea è stata quella di portare il borsellino nel telefono, pensando soprattutto a chi paga prevalentemente in contanti. E in Italia sono ancora tantissimi, visto che oltre l’80% deelle transazioni avviene cash contro, per fare un esempio, il 20% della Svezia.

Per usare Satispay è sufficiente scaricare l’app sullo smartphone e registrarsi inserendo l'iban del proprio conto corrente. Una volta iscritti si imposta la somma prepagata di cui si desidera disporre e si può iniziare a spendere presso gli esercenti convenzionati (ormai 44mila in tutta Italia, in crescita di 120 unità al giorno, fra i quali Esselunga, Coop, Eataly, Pam, Yamamay, Trenord, Benetton, Motivi, Venchi, Grom, Arcaplanet e Kasanova), effettuare ricariche telefoniche, pagare i servizi della pubblica amministrazione (multe, tasse e bolli con PagoPa), scambiare denaro con i contatti della propria rubrica telefonica.

Per gli utenti privati il servizio è gratuito, per gli esercenti la commissione è di 20 centesimi sui pagamenti superiori a 10 euro. L'ultima novità si chiama Risparmi ed è una funzionalità che consente di creare dei salvadanai personalizzati (in questo settore è attiva anche un'altra app creata da italiani, Oval) e che da questo autunno consentirà di aderire a un servizio di previdenza, di sottoscrivere una polizza assicurativa, un piano pensionistico o un fondo di risparmio gestito.

Satispay ad oggi conta oltre 600mila download e più di 340mila utenti attivi, che usano l’app una media di 8 volte al mese. Il tasso giornaliero di crescita è di 800 nuove sottoscrizioni. Nel 2017 Satispay ha coperto in Italia, con oltre 35 milioni di euro, il 50% del valore delle transazioni eseguite in store via smartphone, che sono ammontate complessivamente a 70 milioni di euro. Le regioni a maggiore penetrazione sono soprattutto Lombardia e Piemonte, seguite da Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Puglia e Toscana.

Nel 2017 i ricavi sono stati superiori alle attese: 3,3 milioni di euro, con un margine netto di 600mila euro. Ma per il 2018 le attese sono per ricavi attorno ai 20 milioni con un margine netto di 2 milioni.

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