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A Montecarlo (Toscana) vino e olio da ricordare

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A Montecarlo (Toscana) vino e olio da ricordare

Montecarlo è uno splendido borgo toscano, in provincia di Lucca, fondato nel 1333 dal futuro imperatore Carlo IV di Boemia, da cui prende il nome, a cavallo tra la Lucchesia e la Valdinievole. Domina la pianura circostante ed è a breve distanza dal mare e dai locali della Versilia. Sulla collina di Montecarlo troviamo non solo vigneti ma anche uliveti: strepitoso l’olio prodotto da piante secolari: ne ho vista una del 1.400.

La DOC “Montecarlo” è stata riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica del 13 Agosto 1969 e comprende, oltre a Montecarlo, i comuni di Altopascio, Capannori e Porcari.

La storia del vino a Montecarlo parte da lontano: vi sono documenti che parlano del vino di Montecarlo risalenti all’anno 846 d.C. Nei secoli i vini di Montecarlo sono arrivati alla corte dei Medici a Firenze e in Vaticano: sembra che Papa Gregorio XII ordinò nel 1408 che tale vino non mancasse mai nelle mense papali. Nel 1930 i vini di Montecarlo erano nella Carta dei Vini al Quirinale nelle nozze reali del Principe Umberto di Savoia con Maria Josè del Belgio.

Il Disciplinare della DOC “Montecarlo” prevede la produzione di Montecarlo Bianco, Rosso, Rosso Riserva, Vermentino, Sauvignon, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot, Vin santo, Vin santo Occhio di Pernice. Gli ettari vitati sono circa 300, con una produzione di 1 milione di bottiglie, grazie ad una ventina di produttori.

Di seguito racconto due piccoli ma significativi vitivinicoltori.

Vitivinicultore Gino Fuso Carmignani – Montecarlo (LU)

Ho pranzato qualche giorno fa nell’agriturismo di Gino, Da Baffo, nome dedicato a suo padre, Lorenzo, personaggio storico del territorio, fra i principali a capire tanti anni fa le potenzialità della viticoltura, scomparso nel 2013. Gino è un personaggio incredibile, amante della musica rock e pop: dice che tutto il suo percorso è iniziato dopo aver visto il concerto di Franck Zappa a Bologna nel 1974, ha Bob Dylan come punto di riferimento, cosa che condividiamo, e ha dedicato uno dei suoi vini, il primo ad essere imbottigliato, a Duke Ellington: For Duke, bottiglia arrivata anche alla Casa Bianca al tavolo di Obama.

Toscanaccio vecchio stampo, contadino ed amatore, sempre pronto a fare un salto nei locali della Versilia ed irresistibilmente attratto dal gentil sesso, è anche il Presidente del Consorzio Vini. Quasi un personaggio da film, ma accidenti come sa fare il vino, come ebbe modo di scrivere anche Veronelli circa 15 anni fa.

Possiede meno di 3 ettari di vigneto, con cui produce 10-12.000 bottiglie, divise su 4 etichette, non sempre prodotte in ogni annata. Ho bevuto con lui il suo Merlot.

Merlo della Topa Nera 2009

Il nome dell’etichetta rivela tutto il carattere e l’ironia di Gino, a volte sfrontata e dissacrante, nel voler dichiarare al mondo quella che è la sua principale passione insieme alla musica. E’ un uvaggio di Merlot all’85 % e di Marselan per il restante 15 %.

Il Marselan è un vitigno francese, incrocio tra il Cabernet-Sauvignon ed il Grenache. È stato coltivato per la prima volta nel 1961 da Paul Truel vicino alla città francese di Marseillan, da cui il nome. Viene prodotto solo in Magnum, credo meno di un migliaio. Il tenore alcolico è del 13,5 %. Vendemmia a settembre, dopo la vinificazione affina in legno per 16 mesi.

Veronelli, dell’annata 1998 scriveva: “Un merlot d’assaggiare…..Un vino di quelli ch’ io definisco compiuti per consistenza, calore e dialettico incanto. Quel gattaccio di un Gino – proprio come i gatti che stesi si fregano e fanno le fusa, lisciati sgraffiano – ha dato al vino del suo desiderio un nome che graffia.”

E dopo 11 annate le cose si ripetono: colore rosso rubino, profumi intensi che giocano sulla frutta matura, rossa e nera, e sulle spezie, soprattutto pepe bianco. Appena accennata la tostatura, è molto più evidente una piacevolissima nota balsamica. Alla beva è fresco ed equilibrato, persistente e direi ancora in parte da farsi: mi sembrano interessanti le sue potenzialità in evoluzione.

Prezzo in enoteca: 100-120 Euro

Azienda agricola Lo Sgretoli – Montecarlo (LU)

Piccola azienda familiare che, ammetto, mi è stata segnalata dal Gino Fuso Carmignani. Protagonista è la famiglia Nacchi, vitivinicoltori da diverse generazioni. La cantina è stata rinnovata totalmente nel 2001 ed è condotta da Riccardo Nacchi, enologo, coadiuvato dal fratello Alessandro e dai genitori Alfredo ed Angela. Dispongono di 3 ettari di vigneti, coltivati con le varietà a bacca rossa Sangiovese, Cabernet, Merlot, Syrah e con le varietà a bacca bianca Trebbiano, Colombana, Vermentino, Roussanne e Sauvignon blanc. Vi sono anche 2 ettari di uliveto con produzione di un ottimo olio. Pur non essendo ancora certificata, l’azienda segue tutti i principi della coltivazione biologica. Ho assaggiato il Montecarlo Bianco, forse il vino simbolo della denominazione.

Montecarlo Bianco DOC 2013

E’ un uvaggio di Trebbiano al 30 %, Vermentino al 30 %, Roussanne al 20 % e Sauvignon Blanc al 20 %. La produzione è di circa 2.500 bottiglie, con un tenore alcolico del 13 %. Vinificazione in acciaio, a cui seguono 6 mesi di affinamento, sempre in acciaio. Il colore è giallo paglierino con alcuni tenui riflessi dorati. Piacevoli i profumi, con in particolare evidenza i fiori bianchi e alcune note erbacee. Frutta bianca e gialla in maturazione ma ancora in parte acerba. In bocca è fresco, sapido, di buona persistenza. Eccellente il rapporto qualità / prezzo.

Prezzo in enoteca: 8 – 10 Euro

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