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A La Morra, nel regno del Barolo

Andar per vini

A La Morra, nel regno del Barolo

La Morra, poco meno di 3.000 abitanti, a circa 15 km da Alba, è uno degli undici comuni in cui si produce il Barolo. Fu fondato, col nome di Murra, dal Comune di Alba, diventando successivamente libero comune. Il nome si pensa derivi dal toponimo “murra”, indicante un luogo chiuso, circondato da muretti in pietra in cui veniva custodito il bestiame. Nel 1340 entrò in possesso della famiglia Faletti, nel 1432 passò al duca di Milano. Dopo periodi di dominio di Francia e Spagna, nel 1631 diventò possedimento dei Savoia. La Morra ha Statuti propri risalenti al 1402, in cui è citato il vitigno “Nebiolium”, definito atto alla produzione di ottimo vino. Fu a metà dell’Ottocento, grazie a Camillo Benso Conte di Cavour e Giulia Colbert Falletti, ultima marchesa di Barolo, che si cominciò a produrre un vino complesso, ricco, armonico, atto a durare negli anni, facendone uno degli ambasciatori dei Savoia nelle corti di tutta Europa: il Barolo,

Ed è proprio sul Barolo che è fondata la ricchezza del paese. Sono circa 70 le aziende vitivinicole, che con il loro lavoro nei vigneti disegnano in modo inconfondibile e meraviglioso il paesaggio collinare, come si può vedere dalla balconata in piazza Castello: vista mozzafiato sulle Langhe e di fronte alle Alpi, di vigneto in vigneto, di collina in collina, da cui spuntano borghi e castelli. Il Barolo, da molti chiamato anche “oro rosso”, ha portato un benessere diffuso, trasformando il paese, diventato oggi meta di turismo enogastronomico da parte di appassionati di tutto il mondo: sono così nati moltissimi agriturismi e bed & breakfast. Nei versanti collinari meno esposti, e quindi meno vocati alla viticoltura, e nel fondovalle, è diventata molto importante la coltivazione della nocciola trilobata, considerata la migliore al mondo.

Tra le tante aziende vitivinicole, mi sono soffermato in particolare su Rocche Costamagna e Bosco Agostino

ROCCHE COSTAMAGNA – La Morra (CN)

Alessandro Locatelli è il titolare ed enologo di Rocche Costamagna, azienda vitivinicola i cui vigneti erano di proprietà della famiglia della nonna materna, i Costamagna. La famiglia Costamagna è legata al vino di La Morra da oltre 170 anni: documenti ufficiali attestano che, il 15 maggio 1841, l’Ufficio di Polizia del Regio Comando Militare della città e provincia di Alba concedeva a Luigi Costamagna, figlio di Francesco Antonio, il permesso “per commercio di vino al minuto […] per il vino prodotto dalle uve dei suoi vigneti” in La Morra. Molto importante la  Medaglia d’Oro vinta nel 1911 al Gran Premio dell’Esposizione Internazionale di Torino per i cinquant’anni d’ininterrotta produzione presentati in concorso. Negli anni Trenta la bisnonna Maddalena cedette molte proprietà ma non i vigneti di Rocche dell’Annunziata. La prematura morte in incidente dei nonni di Alessandro causò anche l’interruzione della produzione di vino: la famiglia decise di vendere l’uva prodotta. Sono stati i genitori di Alessandro, Giorgio Locatelli e Claudia Ferraresi alla fine degli anni Sessanta ad impegnarsi nell’azienda agricola di famiglia e a riprendere a vinificare. Molto attiva soprattutto la mamma, pittrice e donna del vino. Negli anni vengono fatti dei lavori sia in vigna sia di restauro delle cantine storiche, tra le più antiche del territorio, credo di fine Settecento. Dal 1986 Alessandro si occupa a tempo pieno di Rocche Costamagna, facendo significativi interventi ed investimenti in vigna e in cantina, girando il mondo per vendere i suoi vini. Diamo qualche numero: 15,5 ettari vitati, di cui 9 di proprietà, permettono di produrre circa 95.000 bottiglie, con 8 vini diversi: un bianco e sette rossi, tra cui tre baroli. I vitigni coltivati sono 4: dolcetto, barbera, nebbiolo e l’arneis, unico a bacca bianca. Lo stile di Alessandro è rispettoso della tradizione, con baroli che fanno lunghe macerazioni ed affinamento in botti di rovere di Slavonia.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2011 DOCG

Se ne producono 18.500 bottiglie, con uve provenienti da un appezzamento a corpo unico nella sottozona Rocche dell’Annunziata, di circa 3,45 ettari. Il terreno è calcareo-argilloso, le piante sono degli ultimi vent’anni. La prima annata risale all’inizio degli anni Settanta.

La vendemmia manuale è stata dal 7 al 9 ottobre. Vinificazione con 2 settimane di macerazione sulle bucce a  26 °C. Affinamento per 24 mesi in botti di rovere di Slavonia da 30 hl e per almeno 1 anno in bottiglia. Tenore alcolico del 14,5 %.

Di colore rosso rubino con riflessi granati, ha un bouquet intenso, ampio e complesso, che spazia dal fiore, come la viola, al frutto, ad esempio prugna e ciliegia, alle note speziate e di liquirizia. In bocca è un vino di grande corpo e struttura, caldo ed elegante, di lunghissima persistenza soprattutto nei sapori fruttati.

Prezzo in enoteca: 30-35  Euro

BOSCO AGOSTINO – La Morra (CN)

Bosco Agostino è una piccola azienda familiare fondata da Pietro, nonno dell’attuale conduttore, Andrea. Per molti anni Pietro ha conferito le uve ad altri, finchè nel 1979, spinto dal figlio Agostino, avendo anche costruito una propria cantina, decide di realizzare la sua prima etichetta. La cantina si orienta sempre di più alla vinificazione, prezioso è anche il lavoro della moglie di Agostino, Carla. Grandissima energia la porta l’ingresso in azienda del figlio di Agostino, Andrea, diplomatosi nel 1995 alla Scuola Enologica di Alba. Dopo qualche anno passato a lavorare presso altre aziende, Andrea decide di dedicarsi a tempo pieno ai vigneti di famiglia: siamo più o meno nel 2000. Nuova spinta propulsiva arriva col matrimonio di Andrea con Elisa e la nascita della piccola Isabella: Andrea decide infatti di regalarle un nuovo vigneto! Importantissimi gli investimenti fatti in azienda nel 2013, soprattutto per la pigiatura. Oggi gli ettari vitati sono 5,5 , coltivati a Nebbiolo, Barbera e Dolcetto. La produzione è di circa 27.000 bottiglie, divise su 5 diverse etichette. E’ un’azienda notissima all’estero, soprattutto in Danimarca, Svizzera e Stati Uniti, dove vende il 90 % delle bottiglie. Di seguito presento il loro Barolo La Serra, anche se mi piace citare il Barbera d’Alba, Volupta, assolutamente da assaggiare

Barolo La Serra 2011 DOCG 

La Serra è il vigneto cru dell’azienda, con piante vecchie, in parte reimpiantate anche a causa di una grossa grandinata. Siamo a circa 400 metri di altezza, con esposizione sud-est. Vinificazione in acciaio a cui segue un affinamento in botti piccole di  legno di Slavonia per circa 2 anni. La produzione è di 3.500 bottiglie, con un tenore alcolico del 14,5 %.

Nel bicchiere è di colore rosso rubino, di buona intensità, tendente verso il granato. Piacevoli ed intensi i profumi, con prevalenza del frutto, sotto forma di ciliegie sotto spirito e di confettura di frutti rossi, sulle spezie, segno anche di un uso del legno in accompagnamento e non invasivo. Piacciono tra le spezie il pepe e le note chinate. In bocca è morbido, elegante, persistente: consiglio di dimenticarlo qualche anno in cantina!

Prezzo in enoteca:  35 Euro

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11° Edizione di ‘Trentodoc Bollicine sulla Città': la manifestazione che la città di Trento dedica al metodo classico del territorio trentino

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V° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti: a Piacenza Expo convergono 330 espositori provenienti da ogni regione italiana

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