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A Venezia il summit sull'alimentazione: così il cibo salva la…

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A Venezia il summit sull'alimentazione: così il cibo salva la salute

Lotta al fame nel mondo e lotta all’obesità, due aspetti dello stesso problema che coinvolge studiosi e scienziati di tutto il mondo nella ricerca di una vita migliore per l’uomo e per il pianeta.
Due miliardi di persone al mondo, infatti, soffrono la fame o sono a rischio di malnutrizione, mentre dall’altro capo un miliardo è affetto da obesità. Con l’aumentare della popolazione mondiale, la risoluzione di questi problemi e una più equilibrata ridistribuzione delle risorse alimentari non è solo un imperativo morale, ma rappresenta l’unica strada per uno sviluppo sostenibile e per la sicurezza a livello mondiale.
“L’ingiustizia alimentare è una delle peggiori iniquità dei nostri tempi – dichiara la professoressa Chiara Tonelli, presidente del comitato scientifico di Fondazione Veronesi, lanciando il tema del prossimo World Food Summit –, un’offesa alla cultura e alla civiltà umana di fronte alla quale non possiamo rimanere inerti. L’obiettivo che ci siamo posti è di dimezzare tra il 1990 e il 2015 il numero di persone che soffrono la fame e la malnutrizione, un risultato ancora molto lontano da raggiungere”. Di queste, la maggior parte vive nei paesi in via di sviluppo e il 75% di esse dipende dall’agricoltura per il proprio sostentamento. Delle 250mila specie di piante note alla scienza, circa 10mila possono essere utilizzate come alimenti, ma solo 700 vengono coltivate in modo sistematico e solo tre (riso, frumento e mais) rappresentano oltre il 60% di tutta la produzione mondiale. A oggi, il 75% della diversità genetica delle piante è andata perduta.

Sono i dati allarmanti da cui prenderà avvio la decima edizione del World Food Summit promosso da Fondazione Veronesi per discutere di politiche di gestione economica e sociale delle risorse vegetali e idriche, ingegneria genetica e Ogm, sicurezza alimentare, relazione tra cibo e salute, percezione pubblica e sociale delle tematiche connesse all’alimentazione.

Uno dei più grandi appuntamenti italiani di divulgazione e cultura scientifica: un evento che per tre giorni riunisce i più importanti e affermati scienziati di tutto il mondo per raccontare alla società le sfide e le nuove frontiere della scienza, con l’obiettivo di migliorare la vita di tutti nella dignità e nel rispetto dell’uomo e del pianeta. Tra gli ospiti di questa edizione, nomi del mondo scientifico e non, come la stessa Chiara Tonelli, prorettore alla ricerca e leader del gruppo di genetica molecolare all’Università degli Studi di Milano, Marco Tronchetti Provera, presidente della Fondazione Silvio Tronchetti Provera, Shivaji Pandey, consigliere speciale del direttore della divisione produzione e protezione delle piante dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) a Roma, Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, Arif Husain, chief economist e vice direttore di Policy, Programme & Innovation del World Food Programme, e Andrea Segré, professore ordinario di politica agraria internazionale e comparata all’Università degli Studi di Bologna e fondatore dello spin-off Last Minute Market. The Future of Science, che si svolgerà dal 18 al 20 settembre all’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, sarà dedicato ogni giorno a un aspetto diverso del tema “The eradication of hunger”.

Insegnare ai bambini la corretta alimentazione

Ma la Fondazione è molto impegnata anche sull’altro fronte: se l’accesso a cibo e acqua è la principale problematica per i Paesi in via di sviluppo, in quelli occidentali è invece la lotta all’obesità la piaga da sanare, come la Fondazione sta cercando di fare da tre anni con il progetto Blue for Food, ovvero l’insegnamento della corretta alimentazione a bimbi e adulti perché “La prevenzione comincia dalla tavola”.
L’aumento esponenziale nel consumo di cibi di origine animale porta, infatti, a una serie di patologie correlate: diabete, obesità e malattie cardiovascolari. Più di 2 milioni e mezzo di obesi muoiono proprio a causa del sovrappeso, e oltre 4 milioni per eventi legati a elevati livelli di colesterolo. Si stima che un terzo dei tumori e fino all’80% degli eventi cardiovascolari avversi potrebbero essere evitati da una sana alimentazione e corretti stili di vita.
“Ogni giorno abbiamo tra le mani lo strumento per poter migliorare la nostra qualità di vita”, ci spiega Marco Bianchi, divulgatore scientifico e cuoco per vocazione, oltre che testimonial di Blue for Food. “Il progetto Bimbi in cucina mamme in classe – illustra Bianchi – ha già coinvolto circa 1.600 bambini e 1.250 genitori in diverse città e nuovi appuntamenti sono previsti nel 2014 in tutta Italia. L’assunzione di una corretta alimentazione è, infatti, una questione culturale che va insegnata fin dall’infanzia”. Ormai è risaputo che una dieta ricca di grassi e di zuccheri nei bambini e nei giovani aumenta il rischio di sviluppare diabete, obesità e problemi cardiovascolari in età adulta, ma non sempre se ne conosce la gravità. Secondo l’indagine Okkio alla Salute del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia il 22,9% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e l’11% è obeso. “I laboratori divulgativi nascono proprio per contrastare questo fenomeno. I piccoli, anche di età prescolare, con me imparano a cucinare piatti salutari ma gustosi, ovviamente divertendosi. E se conquisti i bambini, poi raggiungi anche i genitori. Ai quali arriviamo anche attraverso lezioni di approfondimento sull’alimentazione sana, tenuta dai ricercatori e nutrizionisti della Fondazione”.

Un progetto sulle mense aziendali

Più specificatamente agli adulti è invece dedicato il progetto rivolto alle mense aziendali, con la proposta di menu salutari, lezioni teoriche, video da trasmettere attraverso l’intranet aziendale, volantini e pieghevoli esplicativi. “Abbiamo anche delle giornate di formazione per il personale della mensa, perché a volte basta un ingrediente sbagliato per annientare gli effetti benefici di un ottimo piatto”. Sotto accusa principalmente l’eccessivo consumo di carne e i grassi, soprattutto gli oli di palma e cocco, tanto utilizzati nell’industria alimentare per il loro basso costo. Un altro tema controverso di cui dovrebbero occuparsi gli esperti mondiali di agricoltura e nutrizione. Perché, alla fine, il mondo è rotondo.

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