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Alla degustazione dei vini dei Vip, senza pregiudizi

Andar per vini

Alla degustazione dei vini dei Vip, senza pregiudizi

Qualche giorno fa si è tenuto ad Expo l’evento “Professionalità diverse prestate al vino” voluto da Riccardo Cotarella, Presidente del Comitato Scientifico del Padiglione Vino. “Professionalità diverse” è un modo originale per indicare quelli che sono stati definiti da tutti i commentatori, soprattutto sui social, come i Vip che si dedicano al vino, personaggi affermati nello spettacolo, nella politica e nell’imprenditoria che decidono di “regalarsi” un’azienda vitivinicola. L’evento prevedeva la degustazione di 7 vini, abbinati ai piatti proposti dall’executive chef Matteo Vigotti, nel ristorante “Da Peck” al Padiglione Italia. I personaggi in questione, in rigido ordine di degustazione dei loro vini, erano Bruno Vespa, Luisa Todini, Massimo D’Alema, Gianna Nannini, Albano Carrisi, Gian Marco Moratti e Oscar Farinetti.

La polemica si è subito scatenata, come se le persone in questione fossero entrate in un’area alla quale non avessero diritto d’accesso, le facili ironie si sono sprecate: in molti hanno chiesto quante volte fossero andati di persona nel vigneto a dare il ramato.

Personalmente io credo che nel vino ci sia spazio per tutte le figure, per il mio amico Renato Folini che in Valtellina fa 2.500 bottiglie come scelta di vita per i suoi cinquant’anni, per i vigneron da tutti giustamente esaltati come Walter Massa, ma anche per le grande aziende ed i grandi enologi, i Cotarella, i Maule, i Lanati, solo per fare qualche nome. E quindi perchè non dovrebbero avere diritto di cittadinanza persone famose, con disponibilità economiche, che, per mille motivi, ricordi d’infanzia, tradizioni, passioni, voglia di partecipare ad un mondo affascinante come quello del vino, decidono d’investire in questo settore? Portano risorse, una notorietà che, se prestata in modo giusto, può solo fare del bene, anche perchè il loro obiettivo è produrre vini di livello, da collocare in una fascia di mercato medio-alta, sicuramente non facendo la guerra sul prezzo al ribasso come spesso succede. Ho la sensazione che tanti commenti negativi a priori siano dettati da una malcelata invidia: non è forse vero che il sogno nascosto, neppure tanto, di tutti o quasi gli amanti del vino, è avere una propria cantina?

La vera discriminante è il vino, ovvero se le cantine di queste persone realizzano buoni prodotti, e su questo voglio concentrarmi, raccontandoli uno per uno, anche se dell’evento, citato sul web con centinaia di link, si è parlato soprattutto per il duetto canoro tra Albano e Gianna Nannini! E debbo dire che il livello medio dei 7 vini assaggiati era decisamente interessante, con alcune punte di eccellenza come il Barolo di Farinetti e il Cabernet Franc di D’Alema.

NOITRE IGT Salento Spumante Brut Rosé Metodo Classico. Produttore: futura14

E’ l’azienda di Bruno Vespa, situata non in Abruzzo, come potrebbero far pensare i natali del giornalista televisivo, ma in Puglia, esattamente a Manduria, in provincia di Taranto. Quattro le etichette prodotte, tutte a base di Primitivo, tranne questo spumante ottenuto da uve Negroamaro in purezza. Vendemmia a fine agosto, vinificazione in acciaio. In catasta sui lieviti per 30 mesi. Nel bicchiere è di colore rosa tenue, fresco e pulito, si caratterizza per i delicati piccoli frutti rossi, una buona sapidità ed una piacevole nota minerale. Di facile beva, lo definerei un vino civettuolo. Se ne producono 6.000 bottiglie, vendute in enoteca a 25-28 euro.

Grechetto di Todi Superiore DOC Bianco del Cavaliere. Produttore: Cantina Todini

E’ l’azienda fondata negli anni ’70 dal Cavaliere Franco Todini. Siamo in Umbria, a pochi chilometri da Todi. Dal 2014 l’azienda è guidata dalla figlia Luisa e dal suo partner Stefano Russo. Gli ettari di vigneto sono 65, per una produzione di 200.000 bottiglie divise su 7 etichette.

Il Bianco del Cavaliere è un Grechetto di Todi in purezza, vinificato in acciaio con uso del freddo ed affinato per 4 mesi in bottiglia. Vino di grande piacevolezza, di colore giallo paglierino molto vivace, con evidenti riflessi dorati. Si fa apprezzare soprattutto per l’intensità dei suoi profumi, per la loro freschezza, per l’intrigante nota balsamica. In bocca ha una discreta struttura, sapidità ed è di buona persistenza. Bottiglie prodotte circa 16.000, prezzo in enoteca 9-11 euro.

Cabernet Franc Narnot 2012. Produttore: La Madeleine

E’ l’azienda acquistata, mantenendone il nome,  nel 2008 da Linda e Massimo D’Alema per i figli. Siamo in Umbria, in provincia di Terni, tra Narni ed Otricolo. Era un’azienda agricola ma non viticola, i vigneti sono stati impiantati dai D’Alema.Vitigni internazionali per i 6,5 ettari di vigneto, Cabernet Franc e Pinot Nero, circa 40.000 le bottiglie prodotte, 4 le etichette.

Il Narnot è un Cabernet Franc in purezza, prodotto in 6.000 bottiglie. Vendemmia ad agosto, macerazione sulle bucce per 15 giorni con salasso del 15 %. L’affinamento è per 18 mesi in barrique e poi in bottiglia per 12 mesi. Tenore alcolico del 14 %. Estremamente intenso nel colore, conquista per i suoi profumi decisamente complessi tra cui spiccano le spezie e le note fruttate. E’ un vino morbido e profondo, di grande corpo e struttura ma che sa farsi bere. Si trova in enoteca tra i 28 e i 33 euro.

Inno Sangiovese Toscana. Produttore: La Certosa di Belriguardo 

E’ la cantina di Gianna Nannini, sorge sulle colline senesi, a circa 7 km dal centro della città. Siamo nella zona del Chianti, nella terra del Sangiovese. Gli ettari vitati sono 8.

Inno nasce dall’incontro tra Gianna Nannini e Oscar Farinetti. E’ definito da Gianna un Vino Libero, libero dall’impiego di concimi chimici e diserbanti, con bassissimo contenuto di solforosa. E’ ottenuto con l’unione di 2 Sangiovesi in purezza, prodotti con uve provenienti da vigne differenti per età e caratteristiche. Il primo Sangiovese, 80 %, è vinificato in acciaio e affinato 24 mesi in serbatoi di cemento. Il secondo Sangiovese, 20 %, è vinificato in acciaio e affinato 12 mesi in barrique nuove e 12 mesi in serbatoi di cemento. Presentato qui in anteprima, è di colore rosso rubino intenso, ha profumi appena dolciastri, di viola e di frutti rossi come lampone e ribes rosso. Lungo e persistente in bocca, ha delle note di sovramaturazione. Buona l’acidità, forse i tannini hanno ancora qualche spigolosità da smussare. Si acquista on-line a circa 10 euro.

Platone. Produttore: Tenute Albano Carrisi

Sono ormai molti anni che Albano si dedica al vino: la creazione della cantina era una promessa che aveva fatto al papà quando aveva lasciato la Puglia per cercare di sfondare come cantante. L’azienda ora produce circa 800.000 bottiglie. Scherzando Albano dice che ormai vende più bottiglie che CD.

Platone è un vino ottenuto da uve Negroamaro e Primitivo, prodotte da vigneti di oltre 70 anni. Vendemmia tardiva di 15 giorni, vinificazione in acciaio ed affinamento in barrique per 8 mesi. Molto intenso nel colore, al naso sono evidenti la confettura di prugna ed il cioccolato. Ricchezza, potenza, calore e dolcezza sono le principali sensazioni che trasmette. E’ un vino generoso, di cuore, che ti riporta al sole ed alla terra. Si trova on-line ad oltre 40 €.

Barbera La Maga 2012. Produttore: Castello di Cicognola

E’ l’azienda di proprietà di Gianmarco e Letizia Moratti, situata nel cuore dell’Oltrepò Pavese. I vigneti ammontano a 27 ettari, per una produzione di 150.000 bottiglie su 6 etichette. La Maga è una Barbera in purezza, vinificata in acciaio e poi affinata per 12 mesi in botti e 24 mesi in bottiglia.

Nel bicchiere il colore è rosso rubino, carico e deciso, dai grandi profumi di frutta rossa, penso al sottobosco, alle prugne ed alla ciliegia, con una freschezza che è anche croccantezza, che non ha la pesantezza della confettura; frutta accompagnata dalle note speziate. L’acidità tipica della Barbera lo rende amabile, di gran beva anche se possiede corpo e struttura di tutto rispetto. La produzione è di 12.000 bottiglie e si può trovare in enoteca intorno ai 25 €.

Barolo Riserva 2005 Mirafiore. Produttore: Casa E.di Mirafiore

Marchio storico del Barolo, acquisito da Oscar Farinetti con Fontanafredda E’ uno dei baroli nati nella seconda metà dell’Ottocento. Nebbiolo in purezza, le uve provengono da Serralunga d’Alba e Barolo. Vinificazione tradizionale in acciaio, affina per 3 anni in botti di rovere, poi altri 2 anni in cemento ed in bottiglia. Come vuole la tradizione, si ottiene unendo vini provenienti da diversi vigneti.. L’annata 2005 è stata fresca, adatta a produrre vini meno potenti ma di grande longevità. Oscar ce lo fa servire appena fresco. Di colore rosso granato, anche intenso, nei profumi si presenta con liquirizia, sottobosco, cacao e cuoio. Al sorso è dolce, morbido e caldo, delicato ed avvolgente, piacevolissimo nella beva. 20.000 le bottiglie prodotte, acquistabili in enoteca a 60 €.

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