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Cracco e Costacurta testimonial di Milano a Tokyo

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Cracco e Costacurta testimonial di Milano a Tokyo

TOKYO – “Lui e ‘ il numero uno. E non solo per (fa un gesto roteando la mano a dita unite verso il basso, come per girare un mestolo)”. Nelle cucine della residenza dell’ambasciatore, Carlo Cracco lascia i fornelli e abbraccia Massimo Bottura, arrivato a sorpresa alla serata promozionale della cucina milanese a Tokyo nel contesto della prima missione ufficiale all’estero del sindaco Giuseppe Sala (che ha incontrato alcuni dei maggiori Tour operator mondiali). Nel suo discorso agli ospiti della serata, Cracco sottolinea che per la prima volta un ristorante italiano – l’Osteria Francescana di Bottura – e’ stato di recente giudicato il migliore del mondo: “Dobbiamo non solo esserne fieri, ma seguirlo come esempio”. Bottura per tre giorni presenterà un menu’ a quattro mani con Luca Fantin al ristorante Bulgari di Ginza, da poco rinnovato. Appena arrivato, il suo amico Jiro ha aperto apposta per lui e il suo team, preparando un sushi speciale. “Abbiamo tantissime affinità’. I giapponesi adorano la nostra cucina come noi adoriamo la loro. – dice Bottura – Siamo entrambi ossessionati dalla qualità delle materie prime. Le tocchiamo pochissimo, a differenza di quanto accade nella cucina francese. E’ la lettura del palato: il palato sintonizzato sulla lunghezza d’onda delle materie prime”.
Anche per Cracco “e’ sempre un piacere venire in Giappone. Sono come noi maniaci del cibo. C’e’ sempre tanto da imparare, da scoprire, da assaggiare”. Piatti e vini lombardi doc alla serata, ma Cracco ha fatto un omaggio ad Amatrice con una pasta all’amatriciana “dedicata a tutti coloro che in questo momento hanno bisogno di un grande supporto” dopo il terremoto di agosto. “E’ una ricetta tradizionale, nata inizialmente senza pomodoro E’ l’espressione di un territorio, molto forte, concreto e intenso. Un piatto semplice che ha conquistato tutti, conosciuto in tutto il mondo”, dice Cracco. Bottura osserva che nel mondo e’ tornato un forte desiderio di “italianità’”, che contrasta con un atteggiamento piuttosto depresso diffuso nel nostro Paese : “Una crisi identitaria più che reale, in cui si tende a pensare che vada tutto male. Ma e’ sbagliato. Basterebbe guardarsi intorno. Andando a Rio ad aprire il Refettorio Ambrosiano, sono rimasto sconvolto: il Brasile si’ che e’ in crisi”. Il sindaco Sala ha parlato di una Milano più ottimista e fiduciosa rispetto al resto del Paese, capace di rinnovarsi e di guardare al futuro. Costacurta ha parlato del legame tra Milano e il Giappone, mediato sul fronte sportivo dal Milan di cui e’ stato portabandiera (e anche dall’Inter).
“Il mio ricordo più profondo e’ la partita che giocammo a Sendai, non lontano dalla provincia di Fukushima, dopo il terremoto e tsunami – rivela l’ex campione del Milan e della Nazionale – Il nostro orgoglio e la nostra emozione deriva dal fatto che scelsero noi come Milan vecchie glorie per una partita di beneficenza. L’incontro con le vittime fu qualcosa di davvero profondo. Quell’evento ha creato per noi, per il Milan e per Milano, un legame con il Giappone che non si spezzerà mai”. Qualcuno pero’ pensa che il passaggio delle squadre milanesi sotto insegne cinesi possa affievolire l’entusiasmo degli appassionati nipponici. “Forse un po’. Ma quello che conta di più, a mio parere, sono i risultati. Il brand Milan e’ conosciutissimo perché ha vinto tanto. In questo momento ci sono altre squadre che, vincendo di più, rafforzano il loro appeal internazionale”.

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