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Donatella Cinelli Colombini, il vino ha il suo cavaliere rosa

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Donatella Cinelli Colombini, il vino ha il suo cavaliere rosa

Un pieno di riconoscimenti per le donne del vino italiane. Da chi riceve il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica fino alle prime dieci donne del vino secondo la rivista londinese “The Drink Business”.

In prima fila c’è però il riconoscimento di Cavaliere al Merito della Repubblica italiana che è stato conferito in occasione della Festa della Repubblica a Siena a Donatella Cinelli Colombini, produttrice di Brunello di Montalcino (e non solo) ma soprattutto una dei principali attori dell’enoturismo in Italia.

L’Ordine al Merito della Repubblica italiana è stato istituito oltre sessant’anni fa ed è destinato a «ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari».

Una spinta propulsiva all’enoturismo

Donatella Cinelli Colombini oltre ad essere una produttrice di Brunello di Montalcino (è consigliere del relativo Consorzio di tutela dopo aver ricoperto a più riprese il ruolo di vicepresidente) è però anche presidente del Consorzio della Val d’Orcia (sempre in provincia di Siena). Ma al di là delle cariche più strettamente “produttive” la Cinelli Colombini – in particolare nel periodo in cui è stata assessore al Turismo del Comune di Siena – ha svolto un importante ruolo nello sviluppo del turismo del vino in Italia. Ha fra l’altro inventato e promosso l’evento Cantine Aperte (che da oltre 21 anni attrae nell’ultimo weekend di maggio nelle aziende italiane in media circa 800mila visitatori) oltre ad aver fondato (e guidato fino al 2011) l’associazione del Movimento turismo del vino.

La Top 10 delle donne del vino italiano

Ma nei giorni scorsi è stata anche diramata la “Top 10 women in italian wine” la classifica delle dieci donne più influenti del vino italiano redatta da Tom Bruce Gardyne per la rivista britannica “The drink business”. Si tratta di figure femminili che hanno in mano le redini delle proprie aziende e che sempre più spesso svolgono un ruolo chiave nel settore vitivinicolo italiano.

Al primo posto di questa classifica compare ad esempio Chiara Lungarotti, titolare dell’omonima azienda umbra e che pure nel recente passato ha guidato il Movimento turismo del vino. Ma tutte le principali regioni vitivinicole italiane sono rappresentate visto che si va dalla piemontese Gaia Gaja (che segue in particolare i mercati esteri per la celebre etichetta di famiglia) alle venete Silvia Franco (Nino Franco Spumanti), Sabrina Tedeschi (Az. agricola Fratelli Tedeschi) e Marilisa Allegrini (Allegrini Estates). Fra le regioni del Centro oltre alla già citata Lungarotti vanno ricordate Daria Garofoli (della Casa vinicola Gioacchino Garofoli, Marche) e Cristina Mariani May (della toscana Castello Banfi). Folta è anche la rappresentanza delle regioni del Sud con la campana Elena Martusciello (Grotta del Sole e attuale presidente dell’Associazione nazionale Donne del vino) fino alle siciliane Francesca Planeta (Planeta) e José Rallo (Donnafugata).

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