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Ecco il digital cooker: lo spaghetto si "cuoce" in 3D

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Ecco il digital cooker: lo spaghetto si "cuoce" in 3D

Il primo spaghetto stampato in 3D, già condito con sugo e parmigiano, non poteva che nascere in Italia con la stampante più veloce, anche questa made in Italy, ma il vero debutto avverrà a New York nel frizzante quartiere Chelsea a Manhattan, tra qualche settimana, in un nuovo ristorante progettato appositamente per questa nuova tecnologia della cottura.

«E a settembre metteremo a tavola, qui a Milano, diversi invitati per un pranzo completo – dichiara Gioacchino Acampora della carrozzeria Castagna dove è nato il progetto non abbiamo e non ci sono limiti a ciò che questa stampante può fare, perché è sufficiente inserire file di software su misura per avere un amalgama, un impasto da tradurre in un piatto ogni volta diverso». Dopo il cibo, sarà la volta dei vini a eternare annate sublimi non replicabili in natura ma in 3D… Un esperimento di alta tecnologia culinaria e informatica destinato a sostituire personale di cucina e attrezzature professionali? La pastasciutta al computer e al tecnigrafo – in realtà nasce prima al tavolo del progettista – è destinata ad un ristretto pubblico di estimatori della cucina e delle esperienze innovative e audaci degli chef di scuola ispanica (e non solo).

«Non certo per il costo perché – assicura Acampora – il prezzo varierà, secondo le versioni, da 5 a 8mila euro, ma perché è un’avanguardistica interpretazione del cibo, secondo la visione Expo, che offre in cambio una grande qualità dei sapori e delle varianti di presentazione». Quanto al procedimento, le tecnologie hardware e software lo rendono semplice e molto molto rapido, pochi secondi per sfornare una pastasciutta. Gli ingredienti, tutti di prima qualità e freschissimi, entrano nell’estrusore intelligente, concepito ex novo da Acampora, che deposita micro-particelle da 0,3 a 1,5 mm, per una cottura con temperature perfettamente calibrate. Ne esce un mix di sostanze, profumi e sapori, che può essere modellato nelle forme più diverse.

«Il primo piatto di pastasciutta l’abbiamo voluto con la forma del Vesuvio, in omaggio – sottolinea Acampora – alla mia origine paterna; ma chi userà questa stampante tridimensionale potrà guidarla tramite software per qualsiasi forma e con qualsiasi decorazione». Un progetto nato quasi per caso, in occasione del concorso Expo Foodie’s Challenge al quale Acampora, in collaborazione con il food shaper (termine coniato per l’occasione) Eugenio Boer, chef del ristorante Essenza, partecipa. E presto sarà possibile ordinare le cene a distanza che verranno ricevute via corriere dal cliente insieme al file necessario per realizzare in ristorante piatti speciali, personalizzati, e addirittura perfette imitazioni dei grandi successi degli chef stellati. Gli stessi chef potranno memorizzare per sempre la migliore versione delle loro specialità chiudendo il segreto di ingredienti, temperature, dosi e lavorazioni all’interno dell’estrusore più intelligente al mondo, tutto made in Italy.

Anche per le emergenze alimentari?

Un commento decisamente originale è quello espresso da Federica Rossi Gasparrini, vicepresidente del Movimento Mondiale delle Mamme (MMM) dell’Onu, con l’incarico di presentare progetti per le emergenze alimentari nei paesi poveri e in situazioni di gravi carenze socio-economiche. «Da sempre siamo convinti nel Movimento e all’Onu che solo una tecnologia intelligente e facilmente replicabile può dare risposte reali, operative e rapide. E questo è un progetto davvero straordinario».

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