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F for Franciacorta: il racconto delle bollicine bresciane diventa un film

Andar per vini

F for Franciacorta: il racconto delle bollicine bresciane diventa un film

Con quest’articolo sulla Franciacorta si completa il mio periodico tour per le zone spumantistiche metodo classico più vocate d’Italia: Franciacorta appunto, Trentino e Oltrepò Pavese, a cui ho voluto aggiungere da quest’anno anche l’Alta Langa.

La Franciacorta si estende a sud del lago d’Iseo: è un susseguirsi di dolci colline moreniche che si lasciano cadere fino alla pianura. Clima mite e favorevole nella laboriosa provincia di Brescia. Svariati documenti testimoniano una tradizione vitivinicola perlomeno medioevale, anche se probabilmente si può risalire fino ai Romani. E’ un territorio ricco di abbazie e conventi, tanto che il nome Franciacorta sembra derivare dalle “curtes francae”, piccole comunità di monaci benedettini che bonificavano i territori e istruivano il popolo su come coltivare i campi. Spesso in cambio di questi servigi erano esentati dai dazi per il trasporto ed il commercio delle merci.

La moderna vitivinicoltura in Franciacorta nasce alla fine degli anni ’60, è fra i primi territori ad ottenere la DOC, nel 1967. Il Consorzio Franciacorta nasce nel 1990 e ad oggi riunisce 110 cantine. La DOCG arriva nel 1995: come per lo Champagne si unisce il nome del territorio al vino, ottenendo così un brand. Gli ettari vitati Franciacorta DOCG sono circa 2.800, a cui si aggiungono più o meno 350 ettari della DOC Curtefranca. Parliamo di 15 milioni di bottiglie. Il Franciacorta viene prodotto con uve Chardonnay in prevalenza, con una buona quantità di Pinot Nero e con una parte di Pinot Bianco.

Proprio nei giorni scorsi è stato presentato il film commissionato dal Consorzio Tutela Vini Franciacorta, F for franciacorta, in cui il mondo del Franciacorta è raccontato dai suoi produttori durante lo scorrere delle stagioni dell’anno: la potatura invernale, la fioritura primaverile, la vendemmia estiva e le arature autunnali. Origini storiche, metodo di produzione e territorio: tutto contribuisce a raccontare le bollicine franciacortine.

Come sempre, vi racconto due aziende di cui ho particolarmente apprezzato i vini, Le cantorie e Cavalleri.

LE CANTORIE – Gussago (BS)

Le Cantorie si trova quasi in cima alla collina di Casaglio, al culmine di una salita degna di un Gran Premio della Montagna al Giro d’italia. Siamo nel comune di Gussago, al confine orientale della Franciacorta. Ed è proprio qui che Emiliano Bontempi decise di costruire un’azienda agricola dedicata alla vitivinicoltura. Emiliano è un imprenditore di successo nel settore meccanico, ma non ha dimenticato l’attaccamento alla terra trasmessogli dal papà Luigi, mezzadro dedito anche alla produzione di vino: dico di proposito alla terra, perchè Emiliano è quasi astemio, di vino ne beve ben poco, meglio se dolce, ma si appassiona tantissimo alla vigna, dove si sporca le mani di terra in prima persona, sempre pronto ad uscire col trattore. Nel 1998 vengono impiantati i vigneti, tutti in collina e tutti vicino alla cantina in costruzione. Fino al 2005, anno in cui la cantina è finita, le uve vengono vendute. Se il figlio di Emiliano, Gianluca, si affianca al papà nel settore meccanico, le donne di famiglia si appassionano tantissimo all’azienda vitivinicola: la moglie Maria e le figlie Erika ed Elisabetta ci si dedicano a tempo pieno. Voglio citare in particolare Elisabetta, che sta anche completando il corso  di laurea in Viticoltura ed Enologia.

Il nome dell’azienda deriva dal nome dialettale della collina,  “le canturie”, che, per forma e clima, diventa luogo di ritrovo per le cicale che, come cantori, si esibiscono durante il periodo vendemmiale. Molto bella è anche la cantina, parzialmente interrata.

Oggi siamo arrivati a 12 ettari di vigneti, con una produzione annua intorno alle 70.000 bottiglie: 4 etichette di Franciacorta, 3 di vini rossi, una di bianco ed un passito. Molti sono i vitigni coltivati: a bacca rossa Cabernet Sauvignon, Barbera, Marzemino, Incrocio Terzi, Schiava Gentile, Pinot Nero, Nebbiolo e Moscato di Scanzo; a bacca bianca solo lo Chardonnay. L’enologo è Alessandro Santini, mentre l’agronomo è Roberto Messedaglia.

Nella chiacchierata fatta con Elisabetta, mi raccontava come all’inizio molti prendessero per matto suo papà per la scelta di impiantare i vigneti su colline così ripide, e quindi con necessità di molte ore di lavoro: vero, però la qualità dell’uva ottenuta è eccellente. Un altro aneddoto che mi racconta sorridendo è relativo alla prima vendemmia, 2005, con lei appena ventenne, i genitori assenti (erano in vacanza, “fregati” dal clima che aveva anticipato la vendemmia di qualche giorno) e il papà che,  di fronte alla sua richiesta telefonica di aiuto, rispondeva di arrangiarsi perchè ormai era grande abbastanza. Fin dall’inizio Emiliano ha voluto dare spazio ed autonomia alle figlie, anche correndo qualche rischio ! Comunque la vendemmia è andata bene. Il vino che voglio assaggiare è il Franciacorta Armonia.

Franciacorta DOCG Pas Dosé Riserva 2008 “ARMONIA”

E’ il vino più importante dell’azienda, prodotto solo nelle migliori annate. Di prossima uscita l’annata 2009. E’ un uvaggio di Chardonnay all’80 % e di Pinot Nero al 20 %. La vendemmia è nella seconda metà di agosto, a cui segue una vinificazione in acciaio e, per una piccola parte, il 10 %, in legno. I vini per la cuvèe affinano sia in vasche d’acciaio (80%) che in piccole botti di rovere (20%) fino ad aprile 2009, quando viene effettuato il tiraggio. Resta 60 mesi in catasta sui propri lieviti. La produzione è di 3.500 bottiglie, con un tenore alcolico del 13 %. Di colore giallo paglierino con eleganti riflessi dorati, si caratterizza per un perlage finissimo e di grande persistenza. I profumi sono intensi e di buona complessità, spaziano dalla crosta di pane al fieno secco, dai fiori bianchi e gialli alla mandorla verde, con una sottilissima striscia speziata, tra cui si individua l’anice. In bocca è energico, deciso, sapido e fresco, con una nota aspra di agrume. Piacevolissimo e persistente.

Prezzo in enoteca: 40-45  Euro

CAVALLERI – Erbusco (BS)

La famiglia Cavalleri possedeva terreni ad Erbusco già nel 1450.

Fin da inizio Novecento vi era una cantina di famiglia che produceva vino sfuso. Con l’avvento, nel 1967, della DOC Franciacorta cambia la strategia aziendale: l’anno successivo, 1968, escono le prime bottiglie e l’azienda assume il nome attuale: “Gian Paolo e Giovanni Cavalleri”.

Gian Paolo e Giovanni sono padre e figlio ed insieme compiono un lungo percorso: realizzano la nuova cantina, più moderna rispetto alla precedente, sita nel palazzo oggi sede del Municipio di Erbusco. Nel 1979 producono le prime 6.000 bottiglie di Franciacorta. Nel 1990 Giovanni è tra i fondatori del Consorzio Volontario di Franciacorta, del quale è stato anche Presidente. Col passare degli anni, in azienda entrano le figlie di Giovanni, Giulia e Maria, e i nipoti, Diletta, figlia di Giulia, e Francesco, figlio di Maria. Molto importante è il ruolo di Aldo Pagnoni, direttore commerciale e dell’enologo Giampaolo Turra. Gli ettari vitati sono 42, per una produzione di 210.000 bottiglie annue, di cui 170.000 di Franciacorta (6 etichette diverse) e 40.000 di vini fermi, 2 rossi ed un bianco.

Ho fatto una lunga chiacchierata con Diletta, che mi ha confermato come tutta la famiglia sia coinvolta in azienda, tranne il papà, Massimo Nember, importante imprenditore bresciano. Diletta mi raccontava come la scelta sua e del cugino, Francesco, di dedicarsi fin da subito all’azienda vitivinicola sia stata una cosa scontata, maturata fin da piccoli, perchè trascorrevano moltissimo tempo tra i vigneti ed in cantina, dato che la casa dei nonni era veramente ad un tiro di schioppo. Ho assaggiato il loro Au Contraire 2008, grande vino di cui tra non molto verrà presentata l’annata 2009.

Franciacorta DOCG Au Contraire Pas Dose’ 2008 Oeil De Perdrix

La prima annata di produzione è stata il 2001, e si sono aspettati 7 anni prima di replicare questo vino, assolutamente unico per l’azienda: si sa che Cavalleri è nota per i blanc de blancs, ovvero metodo classico da Chardonnay; in questo caso si decide di sperimentare un assemblaggio con 80% di Chardonnay e 20% di Pinot Nero, lasciato, dopo diversi esperimenti, 72 mesi sui lieviti. Il 2008 è prodotto in 6.696 bottiglie, con una  diversa cuvée: Chardonnay al 60% e Pinot Nero al 40%, un totale di 50 hl.  Vendemmia all’ultima settimana di agosto, fermentazione ed affinamento in acciaio per l’80% e per il 20% in botti grandi di rovere. Il tiraggio è del 21 aprile 2009, a cui seguono ben 72 mesi di permanenza sui lieviti.

Passiamo al bicchiere: il colore è dorato, con una leggera emozione ambrata, dovuta sicuramente alla maggior quantità di Pinot Nero ed alle pratiche di vinificazione poco invasive: da qui l’idea di aggiungere al nome di questo Franciacorta la dicitura Oeil de perdrix, occhio di pernice. Il perlage è di rara finezza ed eleganza, le catenelle sono numerose e sottili e sembrano non finire mai. Imponente la componente agrumata dei suoi profumi, un frutto maturo, anche esotico, le erbe aromatiche di montagna. Un che’ di dolciastro, di spezie e di legno. In bocca è un concentrato di piacere, di grande bevibilità, con una bollicina cremosa, fresco e succoso. Buona la persistenza. Credo che sia un vino che può solo migliorare se ben conservato.

Prezzo in enoteca:  60 Euro

DA NON PERDERE

Dal 6 marzo al 7 marzo 2016 – Lazise (VR)

L’Anteprima – Chiaretto – Lugana – Bardolino: Chiaretto, Lugana e Bardolino si presentano in Anteprima insieme

Per info: http://www.italiadelvino.com/eventi.asp?data=06/03/2016

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