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I Sauvignon Blanc del mondo a raccolta in Friuli

Andar per vini

I Sauvignon Blanc del mondo a raccolta in Friuli

Il Sauvignon Blanc è un vitigno semi-aromatico a bacca bianca, quasi certamente originario dell’area di  Bordeaux, che raggiunge le sue massime espressioni nella Valle della Loira. E’ un vitigno meno adattabile dello Chardonnay, che dà origine a vini di forte personalità, molto diversi in funzione del territorio e del clima, estremamente varietale, che negli ultimi anni ha saputo catturare l’interesse dei mercati internazionali, anche grazie alla nota esotica data ad esempio da alcuni grandi produttori della nuova Zelanda.  Le nazioni di riferimento sono soprattutto Francia, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e California: per l’Italia interessanti risultati in Alto Adige e soprattutto nel Collio, in Friuli Venezia Giulia.

La grande attenzione per questo vitigno in Friuli ha fatto sì che questa regione abbia ottenuto di organizzare qualche settimana fa la  sesta edizione del Concours Mondial du Sauvignon, Concorso per la prima volta non svoltosi in terra francese, ma nel comune di Buttrio, ormai da diversi anni sulla ribalta come uno dei comuni italiani più intraprendenti nell’organizzazione di manifestazioni legate al vino e all’enoturismo.

Ricordo qualche numero del Concorso: 816 campioni iscritti provenienti da 20 nazioni, 61 degustatori di 16 nazionalità diverse. La Francia ha fatto incetta di primi premi: 3 su 4, con la Spagna ad impedirle l’en plein. L’Italia ha ottenuto 15 medaglie d’oro e 34 medaglie d’argento.

Per vedere tutti i premiati: http://registration.cmsauvignon.com/index.php?page=cms_results

Di seguito vi racconto due delle aziende italiane premiate, di cui ho avuto occasione di assaggiare i vini in modo piuttosto casuale, ma che mi hanno colpito in modo particolare: Specogna e Ronco del Gnemiz.

Specogna – Corno di Rosazzo (UD)

Sita in uno splendido territorio, circondata dai propri vigneti, Specogna è al contempo un’azienda con una certa storia, è stata fondata nel 1963, e molto giovane, essendo guidata dai fratelli Michele e Cristian, di età intorno ai trent’anni. Tutto è iniziato nel 1963: nonno Leonardo, che non era mai uscito dal suo paese, per sfuggire alla povertà diffusa in molte zone di montagna del Friuli, nel 1958 emigra in Svizzera. Rientra in Italia nel 1963 e durante il viaggio di ritorno passa da Corno di Rosazzo, innamorandosi del posto, e decide quindi di investire quanto duramente guadagnato in Svizzera in un piccolo appezzamento  di terra sulle colline della Rocca Bernarda a Corno di Rosazzo, terra vocata alla vite, come già scoperto dai Romani. L’azienda agricola, come accadeva in quegli anni, si dedica un po’ a tutto, con produzioni dedicate anche all’autoconsumo. E’ il figlio di Leonardo, Graziano, che, con la moglie Anna Maria, decide di specializzarsi nella produzione vinicola, facendo importanti investimenti in vigna ed in cantina.

Oggi l’azienda,  affermatasi in Italia e all’estero, è arrivata a 20 ettari di vigneti, con una produzione annua di 120.000 bottiglie per 10 etichette. Biologica da anni, fa della ricerca della sostenibilità il suo credo.

La conduzione, anche dal punto di vista agronomico ed enologico, è nelle mani di Michele e Cristian, naturalmente sempre sotto l’occhio attento dei genitori. L’ultimo arrivo in azienda è Violetta, fidanzata di Cristian, che si occupa della ricezione della clientela: Cristian simpaticamente mi racconta che lei lavorava in un’enoteca cliente e che lui, per poterla vedere più spesso, consegnava le bottiglie non proprio una alla volta….ma quasi.

Ho assaggiato il Sauvignon 2014, medaglia d’oro al 6° Concours Mondial du Sauvignon, e premiato come miglior Sauvignon d’Italia

Sauvignon 2014 – DOC Friuli Colli Orientali

Sauvignon in purezza, da vigneti del 1985. Vendemmia manuale in più passaggi nella prima decade di settembre, la vinificazione è per il 90 % in acciaio e per il 10 % in botti di legno di rovere. Dopo 8 mesi si effettua l’assemblaggio in acciaio e l’imbottigliamento. Tenore alcolico del 12,5 %.

Nel bicchiere è brillante nel suo giallo paglierino, piacevoli e complessi i suoi profumi: spaziamo dal fieno appena tagliato al bosso, dal peperone giallo ai fiori bianchi di campo, senza tralasciare gli agrumi, pompelmo soprattutto, e l’inconfondibile striatura della foglia di pomodoro. Bevendolo ne apprezzo freschezza e sapidità, che ben si coniugano con una ragguardevole struttura: il tutto porta ad una lunga e piacevole persistenza.

Prezzo in enoteca:  12-15 €

Ronco del Gnemiz – San Giovanni al Natisone (UD)

L’azienda di Serena Palazzolo, condotta insieme al marito Christian ed ai figli Giovanni, Zeno e, solo parzialmente, essendo ancora studente, Jacopo, è stata acquistata nel 1964 dal papà di Serena, commercialista. Nei primi anni la produzione è prevalentemente ad uso locale, familiare e di vino sfuso.

Ad inizio degli anni Ottanta Serena entra a tempo pieno in azienda e ne cambia logiche, filosofia e sviluppo, puntando a vini in bottiglia, di qualità e in cui tramettere la sua passione, austeri ma veri. E’ in regime biologico.

Attualmente gli ettari di vigneto sono 7, in cui vengono coltivate le varietà a bacca bianca Sauvignon, Chardonnay, Friulano e quelle a bacca nera Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Schioppettino. La produzione è di circa 15.000 bottiglie, con ben 10 etichette diverse.

Ho degustato il Salici 2013, medaglia d’argento al recente  Concours Mondial du Sauvignon

Sauvignon Salici 2013 – DOC Friuli Colli Orientali

Sauvignon in purezza, con uve provenienti da un unico vigneto. La produzione è di circa 2.000 bottiglie, con una gradazione del 14,5 %. Vendemmia manuale il 10 settembre, vinificazione per 1 giorno in acciaio e poi in legno, con successivo affinamento per 9-10 mesi.

Fin dal colore, giallo paglierino deciso e luminoso, si presenta come un vino tipicamente varietale, espressione del Sauvignon in Friuli-Venezia Giulia, con sentori di lime, foglie di menta ma anche peperone giallo e tanta mineralità. E’ sapido, con una decisa spalla acida, energico e di grande personalità: peculiarità che lo marcano in modo univoco, rendendolo perfettamente riconoscibile.

Prezzo in enoteca:  22-25 €

DA NON PERDERE

02/08/2015 – Bormio (SO).

Vini di Valtellina nelle corti: incontro con la maggior parte dei produttori valtellinesi, visitando, tra un bicchiere e l’altro, le antiche corti del centro storico di Bormio.

Per info: http://www.italiadelvino.com/news.asp?id_news=1111

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