Food24

I vini della Bergamasca, tradizione da riscoprire

Andar per vini

I vini della Bergamasca, tradizione da riscoprire

Quando si pensa alla provincia di Bergamo probabilmente il vino non è la prima cosa che ci viene in mente, eppure vi sono circa 800 ettari di vigneto, una tradizione che in alcune zone è anche di parecchi secoli e ben 4 denominazioni d’origine: una DOCG, Moscato di Scanzo, 2 DOC, Valcalepio e la recente Terre del Colleoni, ed una IGT, Bergamasca.

Una possibilità di produzione che abbraccia tutte le tipologie di vino, dai vitigni internazionali agli autoctoni, dallo spumante Metodo Classico al passito Moscato di Scanzo. Quello che è interessante è il continuo e costante percorso di miglioramento della qualità intrapreso dai produttori del territorio, molti dei quali sono stati gli artefici della salvaguardia del patrimonio vitivinicolo bergamasco, quando, negli anni ’60, la maggior parte delle persone, in pieno sviluppo industriale, abbandonava le colline e l’agricoltura per attività più remunerative.

Tra le tante storie da raccontare, oggi presento 2 aziende che secondo me hanno nell’IGT Bergamasca i loro prodotti di punta, una dalla storia ventennale, esempio di un imprenditore proveniente da tutt’altro settore, ma amante del vino, che decide per pura passione di fare un investimento anche nel mondo vitivinicolo, l’altra con una tradizione secolare, eredità non dispersa del mondo agricolo dei frati agostiniani.

Caminella – Cenate Sotto (BG)

Azienda fondata nel 1996 da Giovanna Terzi e dal marito Domenico Bosatelli, presidente di GEWISS, si trova proprio nel cuore della Valcalepio,  all’inizio della Val Cavallina. Siamo sulle colline a nord di Bergamo, in una zona in cui i vigneti sono impiantati su un terreno ricco di “Sass de Luna”, una pietra calcareo–marnosa ideale per lo sviluppo della vite, a cui va il merito, tra l’altro, dello sviluppo del Moscato di Scanzo, vitigno autoctono di una parte del bergamasco, con cui si fanno dei deliziosi vini passiti.

I vigneti acquistati sono stati in parte reimpiantati ma soprattutto con Giovanna è stata costruita una nuova, splendida cantina, completamente interrata e scavata nella roccia, a cui si accede da uno scalone di 14 metri. L’affinamento dei vini avviene in una grotta scolpita nel Sasso di Luna, mentre le cassette per l’appassimento delle uve sono poste in un fruttaio di 600 metri quadrati, con temperatura, umidità e ricircolo dell’aria controllate.

La Luna ricorre anche nel logo aziendale e nei nomi di tutte le sei etichette, 3 vini rossi, 1 vino bianco fermo, un metodo classico ed un passito di Moscato di Scanzo. Attualmente i vigneti gestiti hanno una superficie di 7,5 ha: vengono coltivate le varietà a bacca rossa Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Moscato di Scanzo e le varietà a bacca bianca Incrocio Manzoni e Chardonnay. La produzione annua è di 45.000-50.000 bottiglie. L’enologo è Enzo Galletti, mentre l’agronomo è Giacomo Groppetti. La vera memoria storica dell’azienda è il cantiniere, Francesco, praticamente nato e vissuto lì tutta la vita: suo padre ha lavorato per tutti i diversi proprietari dei vigneti che si sono succeduti nei decenni.

Ho degustato Luna Rossa, il rosso di punta dell’azienda.

Luna Rossa Bergamasca IGT Rosso 2011

Prodotta per la prima volta nel 1998, l’etichetta è stata suggerita direttamente dal marito di Giovanna, Domenico Bosatelli.  E’ un vino fermo, secco, ottenuto da un blend di Merlot al 55 %, Cabernet Sauvignon al 40 % e Pinot Nero al 5 %. Vendemmia manuale ad ottobre, a cui seguono circa 20 giorni di appassimento in fruttaio. Vinificazione in acciaio ed affinamento di 16 mesi in piccole botti di rovere e 6 mesi in bottiglia.

Nel bicchiere si presenta con un colore rosso rubino carico, con intense striature violacee. I profumi sono di buona intensità e complessità: frutta rossa e nera in confettura, ciliegia sotto spirito, note floreali di petali appassiti, un interessante caffè seguito da evidenti speziature, penso al pepe nero ed alla vaniglia, ma non dimentichiamo la liquirizia. Mi piace anche il tamarindo ed il tocco di china.

In bocca è morbido, caldo, deciso, coerente con le sensazioni olfattive, di buon corpo e persistenza. Ha una sufficiente acidità da renderlo perfettamente equilibrato, giustamente tannico e piacevolmente minerale.

Prezzo in enoteca: 17-22 Euro

Azienda Agricola Lurani Cernuschi Almenno S. Salvatore (BG)

Siamo ad ovest di Bergamo, in un luogo dove si coltiva la vite forse da 600 anni ! Proprio così: l’azienda ha sede nel convento di S. Maria della Consolazione, detto di S. Nicola, risalente alla  fine del XV secolo ed abitato dai frati Agostiniani fino al 1772, quando la Repubblica Veneta fece chiudere il convento, che venne messo all’incanto. I frati, nella località “Umbriana”, ai piedi del campanile, hanno sempre coltivato la vite. Fu acquistato dal Nobile Paolo Defendo Vitalba e agli inizi del XX secolo, per eredità, entrò in possesso della famiglia degli attuali proprietari, i conti Lurani Cernuschi.

Emanuele Lurani Cernuschi organizzò l’azienda agricola, con alcuni mezzadri che vivevano nel convento e coltivazioni di frumento, vigna, orti e gelsi per l’allevamento del baco da seta. Dopo gli anni ’60, con la fine della mezzadria, il figlio di Emanuele, Giampiero, ha focalizzato l’azienda sulla produzione vitivinicola. Da ormai trent’anni in azienda, dapprima insieme allo zio Giampiero, dal 1993 da solo, c’è il nipote Giovanni De Ferrari, laureatosi in Agraria con il Professor Scienza.

Oggi l’azienda ha una superficie di 12 ettari vitati, produce circa 70.000 bottiglie all’anno, divise su 9 etichette: 3 vini bianchi, 4 rossi, 1 rosato ed uno spumante metodo Martinotti. L’enologo è Enzo Galletti, lo stesso di Caminella di cui parlo sopra: coincidenza involontaria! La moglie di Giovanni, Monica, lo aiuta nei momenti di massimo lavoro, come la vendemmia, oltre che occuparsi del B&B collegato con l’azienda, “Il posto delle Rose”. E’ un’azienda da visitare: i vigneti sotto il campanile di San Nicola meritano di essere visti e Giovanni è in grado con i suoi racconti di farvi fare da un lato un viaggio nel tempo e dall’altro di insegnare tanti segreti del mondo della vitivinicoltura. E poi vende i suoi vini solo in cantina!

Ho assaggiato uno dei suoi bianchi: l’Opis

Opis Bergamasca IGT 2013

E’ un Incrocio Manzoni 6.0.13 (Pinot Bianco x Riesling) in purezza. Ho chiesto a Giovanni l’origine del nome: mi ha risposto che in passato i loro vini avevano nomi molto lunghi, il che prolungava il tempo necessario per la compilazione dei registri, per cui quando ha realizzato questo vino voleva un nome cortissimo: l’ha chiamato con il soprannome dato alla figlia Marta, Opis.

Vendemmia verso metà settembre, vinificazione ed affinamento in vasche di cemento vetrificate, a cui seguono sei mesi in bottiglia. Ne sono rimaste poche bottiglie: tra poco uscirà l’annata 2014.

E’ un vino bianco secco, di colore giallo paglierino, cristallino, dalle piacevoli ed intense note fruttate e floreali: pesca gialla, ananas, banana e gelsomino. In seconda battuta qualche sentore di erbe aromatiche e medicinali. Di buona struttura, ha una corretta acidità ed una giusta persistenza, soprattutto nella frutta esotica. Eccellente  il rapporto qualità/prezzo.

Prezzo in cantina: 5 Euro

© Riproduzione riservata