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I vini del Carso a Expo

Andar per vini

I vini del Carso a Expo

Il Carso è un altopiano roccioso calcareo che, partendo dal nord-est dell’Italia, si estende fino in Slovenia e Croazia: venerdì 15 maggio hopartecipato, nel padiglione della Slovenia ad Expo, alla giornata della comunità slovena in Italia. L’iniziativa “Sapori del Carso – Okusi Krasa”,  mi ha permesso di assaggiare le eccellenze enogastronomiche di questo splendido territorio, che nel secolo scorso è stato purtroppo teatro di drammatici e sanguinosi eventi durante entrambi i conflitti mondiali. Nutrita la presenza di autorità di primo piano, tra cui Gorazd Žmavc, Ministro per gli Sloveni d’Oltreconfine e nel Mondo.

Una serie di assaggi di piatti tradizionali, anche di cucina povera, della tradizione contadina, ma ricca di sapori e profumi, dalle focaccine al rosmarino al salmone, dallo strudel di frittate con erbe ai sardoni del golfo con finocchietto selvatico, senza dimenticare i crostini al prosciutto crudo con olio del Carso, le guance di maiale ed i mini krasburger. Concludo con i miei preferiti: maltagliati con il gallo (in realtà qui tagliatelle molto larghe per un problema tecnico), strepitoso piatto delle feste tradizionali,e i dolcetti finali di frolla e noci, “corretti” con ottima grappa. Il tutto accompagnato dai vini del Carso, presentati da Aurora Endrici e da molti degli stessi produttori. Questa degustazione aveva anche lo scopo di “lanciare” la manifestazione “Mare e Vitovska”, che si terrà al Castello di Duino nei giorni 5 e 6 giugno, con il valido contributo di Fabiana Romanutti.

Approfondiamo un po’ la parte “vino” dell’evento: 10 vini presentati, quasi tutti da vitigni autoctoni del territorio: Malvasia e Vitovska come vitigni bianchi e Terrano e Refosco per i rossi. Tra i produttori presenti anche i noti, ma che vi ho già raccontato, Zidarich e Škerk: per un principio di alternanza oggi mi soffermo su 2 piccole ed emergenti aziende agricole: Grgič e Cernigoì

Azienda Agricola Grgič Igor – Padriciano (TS)

Igor continua la tradizione di famiglia, iniziata dai nonni, anche se la decisione di dedicarsi completamente all’ agricoltura la prende nel 1992, dopo il conflitto per l’indipendenza della Slovenia dalla Jugoslavia. La sua è una piccola azienda, tutta a conduzione familare, con annesso agriturismo e allevamento di cavalli da passeggiata, con monta americana. Con lui lavorano la moglie Tania e le belle figlie Anja e Saša.

I primi vini in bottiglia sono del 2000: prima solo vino sfuso venduto in azienda. I vigneti occupano una superficie di 3,5 ettari, consentono una produzione di circa 6.000 bottiglie, ugualmente ripartite tra Malvasia, Vitosvka e Refosco, a cui si aggiunge un po’ di vino sfuso. Igor è in fase di conversione biologica. Enologo è Franco Cerniz. Ho assaggiato la sua Malvasia.

Malvasia 2010 Carso – Kras DOC

Malvasia in purezza, con tenore alcolico del 12,5 %. La produzione è di 2.000 bottiglie. La vendemmia è del 20 settembre, in leggera sovramaturazione. Vinificazione in bianco ed affinamento in tonneaux per 12 mesi. Splendida nel bicchiere con il suo colore giallo che corre verso il dorato, di intensi profumi, gradevoli le note balsamiche e di piante medicinali, senza trascurare i sentori fruttati, sapida e di buona persistenza in bocca. Decisamente piacevole ed eccellente il rapporto qualità /prezzo.

Prezzo in cantina: 8 Euro

Azienda Agricola Cernigoi – Trieste 

Gabrijel Cernigoi è il titolare: un giovane ragazzo che sta per laurearsi in enologia. Proprio in questi giorni sta completando la sua tesi di laurea, sulla selezione dei lieviti indigeni. L’azienda agricola è nata grazie al padre che, andato in pensione giovanissimo, da sempre appassionato di vino, ha deciso di impiantare alcune vigne. Dopo la sua scomparsa, Gabrijel ne ha continuato il lavoro e, dopo il vino sfuso venduto nella sua osmiza, ha iniziato ad uscire con le prime bottiglie.

Devo qui aprire una parentesi per spiegare cosa siano le osmize: sono luoghi, sull’altipiano del Carso, dove si comprano e consumano vini e prodotti tipici (quali uova, prosciutti, salami e formaggi) direttamente nei locali e nella cantine dei contadini che li producono. E’ un’usanza medioevale, risalente a Carlo Magno, che concesse a tutti i viticoltori dell’Impero il diritto di vendere direttamente il loro vino segnalando tale attività con l’esposizione di una frasca di edera. Giuseppe d’Asburgo nel 1784 restaurò l’antica usanza, dando questa concessione ai contadini per 8 giorni: in sloveno “osem” significa otto, da qui il nome osmiza. Ai giorni nostri i giorni di apertura non sono 8 ma sono calcolati sulla base del vino prodotto.

Gabrijel, aiutato da mamma Maria, gestisce 1,5 ettari di vigneto, con una produzione di 3.000 bottiglie, su 2 etichette, oltre allo sfuso per l’osmiza. Nel suo vigneto vi sono anche piante di Barbera, portate in loco durante il fascismo, quando venivano espiantati i vitigni autoctoni per sostituirli con altri più italiani. L’azienda è particolarmente ricca d’acqua, grazie a tre pozzi, di cui uno costruito dalle truppe napoleoniche durante la marcia per andare in Russia. Ho assaggiato la sua Vitovska.

Vitovska 2013 Venezia Giulia IGT

Vitovska in purezza, 800 le bottiglie prodotte. Gradazione 11 %. Vendemmia a fine settembre, si effettua una macerazione di 1 settimana, utilizzo di lieviti indigeni, il tutto in acciaio inox. Affina in acciaio fino al giugno successivo e poi per 1 anno in bottiglia. Nel bicchiere è di colore giallo dorato, con riflessi di oro antico. Note minerali delicate e piacevoli, accompagnate da erbe officinali e frutti gialli come l’albicocca. In bocca è fresca e piacevole: la bassa gradazione alcolica può andare incontro alle ultime tendenze del mercato. Anche in questo caso è ottimo il rapporto qualità/prezzo.

Prezzo in cantina: 8 Euro

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