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Il know-how dell'italiana Guala per il sake a prova di contraffazione

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Il know-how dell'italiana Guala per il sake a prova di contraffazione

Guala Closures Group punta sul sake per penetrare il mercato giapponese. La società leader nelle chiusure di sicurezza per bottiglie ha in corso “interessanti progetti” legati alla bevanda alcolica più tipica del Giappone: governo e operatori del settore stanno promuovendo il tradizionale liquore di riso come bevanda internazionale e appaiono molto interessanti al know-how italiano per prevenire eventuali tentativi di contraffazione.

Nel Sol levante il problema non esiste, ma l’internazionalizzazione del sake impone cautele. Dal suo ufficio di Tokyo Enrico Perlo, responsabile Asia Business Development di Guala, sottolinea che il mercato nipponico presenta in prospettiva altre opportunità perché il packaging prevalente – stranamente – è piuttosto “antico” e necessita di una modernizzazione. Con grandi gruppi come Suntory la società già lavora ampiamente in seguito alle grandi acquisizioni all’estero effettuate dalla Corporate Japan ( in particola quella dell’americana Beam).  Da Tokyo Perlo coordina lo sviluppo verso altri mercati di sviluppo del Far-East. In Asia la società ha tre stabilimenti in India e uno in Cina. Ed è leader sul mercato dei whisky in Corea del Sud, dove gli operatori stanno molto attenti al rischio contraffazioni, a difesa di loro stessi e dei consumatori. Pirlo ha deciso di partecipare alla recente festa “Italia amore mio!” svoltasi a Tokyo, sottoponendo al pubblico un questionario sugli orientamenti relativi alle bevande. E le risposte sono state piuttosto favorevoli alle chiusure in alluminio per il vino al posto del tappo in sughero.

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