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Il Moscato di Castiglione Tinella

Andar per vini

Il Moscato di Castiglione Tinella

Castiglione Tinella è un comune piemontese di neppure mille abitanti in provincia di Cuneo, fra le Langhe e il Monferrato Astigiano, zona riconosciuta tra le migliori per la produzione dell’uva moscato. Siamo a circa 90 km da Cuneo e Torino, a soli 25 km da Alba e da Asti, ad un’altezza di 408 metri. L’alta qualità dell’uva moscato lì prodotta è probabilmente dovuta alle caratteristiche del terreno delle colline di Castiglione: tufo bianco (o tufo grigio) con argilla, ed al clima con tante e generose ore di sole estivo. Da qui partono per il mondo 800.000 bottiglie all’anno di Moscato d’Asti e Asti Spumante: numeri decisamente ragguardevoli!
Castiglione Tinella è luogo noto agli amanti di storia risorgimentale perchè Virginia Oldoini diventò Contessa di Castiglione. Chi era Virginia ? Considerata la donna più bella del secolo, imparentata alla lontana con Cavour, fu da lui inviata a Parigi come “ambasciatrice” del Regno di Sardegna per convincere l’Imperatore Napoleone III a simpatizzare per la causa italiana. Il risultato fu ottenuto: al Congresso di Pace dopo la Guerra di Crimea, Cavour ottenne che per la prima volta si ponesse la questione italiana in una sede internazionale. Merito di Virginia o no ? Di sicuro per oltre un anno fu l’amante ufficiale di Napoleone III.
Torniamo al Moscato: oggi presento 2 cantine, Caudrina, alla terza generazione, e Cerruti Simone, che presenta il suo primo vino.

Azienda Agricola Caudrina – Castiglione Tinella (CN)
Caudrina è di proprietà di Romano Dogliotti, che continua il lavoro del padre, Redento, che negli anni Quaranta inizio l’attività, producendo mosti per l’industria produttrice di Moscato d’Asti. Negli anni Settanta Romano entra in azienda e decide di produrre ed imbottigliare il Moscato, oltre ai vini rossi: la prima etichetta è La Caudrina. Nel 1989 arriva un’altra etichetta, La Galeisa, fino al 1993 quando Romano propone un Asti spumante, La Selvatica, di cui parleremo tra poco. Nel 1997 papà Redento lascia responsabilità dell’azienda interamente a Romano che porta avanti con determinazione i suoi progetti di crescita, con nuove vigne e nuovi vini. Attualmente vi sono 25 ettari di vigneto, la produzione annua è di circa 200.000 bottiglie, con 10 etichette diverse. Nel frattempo i figli sono cresciuti, e sono passati dal giocare in vigna al fare piccoli lavoretti nei filari, insieme ai cuginetti, fino al giorno d’oggi in cui sono impegnati a tempo pieno in azienda, Alessandro in cantina, Sergio in vigna e Marco per la parte commerciale. Non dimentichiamo la mamma, Bruna, sempre presente e anima dell’azienda. Tra i vini assaggiati, voglio soffermarmi sull’Asti Spumante

Asti Spumante La Selvatica DOCG 2014
Il nome è quello della cascina situata dove c’è l’attuale cantina; l’etichetta, che merita di essere vista, è stata disegnata dallo scomparso Romano Levi, produttore di grappa di Neive, soprannominato da Veronelli il “Grappaiolo Angelico”. E’ un Moscato Bianco in purezza, di tasso alcolometrico pari al 7 %.
Vendemmia a settembre, a cui segue la pressatura dell’uva in modo molto delicato: il mosto ottenuto è reso brillante con chiarificazioni e filtrazioni. Si conserva in vasche frigorifere fino a quando in autoclave si effettua una fermentazione condotta a temperatura controllata con l’impiego di lieviti selezionati. Abbondante e fine la spuma, accompagnata da un perlage fine e persistente. Di colore giallo paglierino, decisamente luminoso. I profumi sono intensi e vivaci, decisamente piacevoli, in particolare sono perfettamente riconoscibili il cedro, la pesca bianca, la citronella, i fiori di ginestra e la salvia. Alla beva è elegante e cremoso, con una buona acidità, non troppo dolce e di grande piacevolezza.
Prezzo in enoteca: 13 Euro

Cerruti Simone – Castiglione Tinella (CN)
I Cerruti sono viticoltori da sempre, ma solo con Simone, classe 1987, si è intrapresa la strada della vinificazione: papà Enrico conferiva infatti le uve ad una cantina di vinificazione. Simone però vuole, oltre che fare il cuoco ed il pasticcere nell’agriturismo di famiglia, fare il suo vino: ora sta proponendo la sua prima etichetta, annata 2014, dedicata al papà, scomparso pochi anni fa. Lavora 4 ettari di vigna, aiutato da mamma Claudia, e per ora produce solo 2.000 bottiglie: la parte restante si usa in parte nell’agriturismo ed in parte è conferita.
Oltre al suo moscato, Matot, ha anche un’eccellente grappa dello stesso.

Moscato d’Asti “Matot” 2014
“Matot” è una dedica di Simone al papà: Matot ne era il soprannome, significa ragazzo giovane, così lo chiamavano gli amici, perchè nonostante fosse il più vecchio della compagnia, nella realtà dei fatti sembrava il più giovane. Così come questo moscato, vino giovane fatto da viti vecchie. Tenore alcolico del 5 %, 2.000 le bottiglie prodotte.
Vendemmia manuale, pressatura soffice, illimpidimento e poi fermentazione in autoclave con lieviti selezionati. Si imbottiglia con macchinari pressurizzati per mantenerne la frizzantezza. Nel bicchiere è giallo paglierino, già tendente verso il dorato, con un bel contorno di spuma ed un delicato perlage. Profuma di agrumi, di salvia, pesca bianca e pera, intenso e piacevole. Bevibilissimo, fresco e delicato, non troppo dolce: non c’è che dire, essendo una prima annata la partenza è decisamente buona. Bravo Simone !
Prezzo in enoteca: 13 Euro

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