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Kuli Kuli, la barretta super-nutriente che incrocia etica e innovazione

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Kuli Kuli, la barretta super-nutriente che incrocia etica e innovazione

Innovativa, benefica, social… Negli Stati Uniti è nata la prima azienda alimentare totalmente finanziata attraverso il crowdfunding.
Sei mesi dopo aver raccolto con successo più di 50mila dollari attraverso una delle più riuscite campagne di raccolta fondi di tutti i tempi, la startup Kuli Kuli di Oakland, in California, aveva già lanciato la sua prima linea di barrette energetiche, un superfood a base vegetale, in dieci punti vendita di Whole Foods nella baia di San Francisco. Oggi, a quasi un anno di distanza, i fondi raccolti sono diventati 350mila e la distribuzione si è ampliata a più di 100 punti vendita. Oltre ai Whole Foods, le barrette Kuli Kuli ora si trovano anche presso altrettante famose catene statunitensi come Krogers, Fred Meyers e altri negozi di alimenti naturali tra la Northern California e il Pacifico nord-occidentale, mentre i fondatori dichiarano di voler utilizzare i nuovi fondi raccolti per estendersi in tutta la West Coast.

Una startup interamente finanziata online

Tutto è cominciato nel maggio del 2013, quando la Kuli Kuli ha rastrellato i primi 50mila dollari, grazie alla piattaforma Indiegogo, ottenendo il primato di maggior finanziamento di crowdfuding nell’alimentare. In seguito ha ricevuto una donazione di 5mila dollari e un prestito d’onore di 3mila dollari dalla piattaforma di social lending Kiva. La campagna ha poi portato una serie di investitori importanti, tra cui compaiono nomi di primo piano dell’industria alimentare a stelle e strisce.

Di che si tratta e perché tanto interesse in una barretta?
Le barrette Kuli Kuli, secondo le dichiarazioni dell’azienda, sono senza glutine, vegane e fatte con pochi ingredienti naturali semplici. A basso contenuto di calorie, ma con elevate quantità di fibre, proteine e vitamine. L’ingrediente principale? La moringa oleifera, un arbusto spontaneo originario delle pendici dell’Himalaya, in India nordoccidentale. La pianta è resistente alla siccità e quasi tutte le sue parti sono commestibili, è gustosa e molto nutriente: tutto, dalle foglie ai baccelli dei semi, fiori, radici e corteccia, offre un complesso di proteine, calcio, minerali, ferro e diverse vitamine. Ironia della sorte, la moringa cresce nelle zone subtropicali, proprio dove la malnutrizione è più diffusa, come l’Africa occidentale. Nonostante l’abbondanza di moringa, però, le persone che vivono in queste aree sembrano essere ignare del potenziale nutritivo della pianta.

Kuli Kuli, dallo snack nigeriano

La startup Kuli Kuli (che prende il nome da un tipico snack nigeriano) sostiene di essere la prima ad aver scoperto queste potenzialità, vendendo al dettaglio prodotti alimentari a base di moringa negli Stati Uniti. L’approvvigionamento di materia prima avviene da una cooperativa di donne in Africa occidentale, nel tentativo di aiutare l’economia di quelle comunità. “Come volontaria dei Peace Corps in Niger, ho visto di prima mano l’impatto che la moringa può avere sul miglioramento della nutrizione”, ha detto Lisa Curtis, fondatrice e ceo di Kuli Kuli. “Sono quindi tornata con l’idea di sostenere le cooperative di donne a coltivare più moringa, nutrire così le loro comunità e guadagnarsi anche da vivere vendendo una parte dei loro raccolti negli Stati Uniti sotto forma di deliziose Kuli Kuli Bars”.

Approvvigionamento etico

L’azienda dichiara di voler contribuire a rendere la moringa di dominio pubblico, diffondere la consapevolezza del suo potenziale come superfood ricco di nutrienti negli Stati Uniti e servire da catalizzatore per migliorare la nutrizione e il sostentamento di tutto il mondo. Con l’augurio che tutto questo si realizzi, di sicuro la Kuli Kuli è già riuscita a nutrire il proprio business.

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