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Molise e Tintilia: il binomio del futuro

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Molise e Tintilia: il binomio del futuro

La viticoltura molisana ha origini millenarie, risalenti addirittura agli antichi sanniti. La Tintilia è sicuramente il suo vitigno autoctono più rappresentativo: a bacca rossa, si ritiene che sia presente nel territorio dalla seconda metà del Settecento.

Purtroppo per troppo tempo la viticoltura molisana ha puntato quasi esclusivamente sulla quantità, lavorando con vitigni che la consentivano, a discapito di altri, come la Tintilia, che ha seriamente rischiato di scomparire. Negli ultimi vent’anni la rotta ha iniziato a cambiare, si è cercato di promuovere percorsi finalizzati alla ricerca della qualità e si è realizzata una certa sinergia tra produttori, mondo universitario ed anche enti regionali: tutto questo ha fatto sì che si investisse in risorse, in tempo, in passione per cercare di fare della Tintilia il vitigno bandiera del Molise.

Importante risultato è arrivato proprio dall’Università del Molise che ha dimostrato con studi di genetica che la Tintilia non è una varietà del Bovale Sardo, ma ha una sua individualità.

Di seguito parlo di Claudio Cipressi e Angelo d’Uva, due storie che secondo me vale la pena raccontare.

Claudio Cipressi – San Felice del Molise (CB)

Claudio, molisano Doc, da circa vent’anni si occupa di vitivinicoltura, dedicandosi alla valorizzazione del territorio e delle sue potenzialità largamente inespresse. I suoi quasi sedici ettari di vigneto sono dedicati esclusivamente a vitigni autoctoni, innanzitutto la Tintilia, di cui è uno dei massimi “promotori”, ma anche Montepulciano e, per le uve a bacca bianca, Falanghina e Trebbiano.

Negli anni anni Novanta era un commerciante di prodotti agricoli, alla ricerca di un nuova strada da percorrere ed un amico agronomo, Michele Danno, gli raccontava di questo vitigno del territorio, la Tintilia, che andava via via scomparendo e dalle potenzialità inespresse.

La cosa piace a Claudio che inizia a dedicarsi a questo progetto, andando di vigna in vigna alla ricerca di queste piante, e nel 1998 realizza il primo impianto. Nel frattempo parte il progetto di ricerca di cui scrivevo sopra, e Claudio diventa uno dei vitivinicoltori a cui si appoggia l’Università per la ricerca. L’interesse di Claudio è andato via via aumentando, tanto che ora ha anche realizzato un campo madre per le barbatelle, ed un campo sperimentale per fare prove di potatura ed allevamento, dato che manca completamente uno storico sulla Tintilia.

La sua produzione oggi è di 50.000 bottiglie, su 7 etichette diverse. L’enologo è Vincenzo Mercurio. L’azienda è certificata biologica.

Macchiarossa 2009 Tintilia del Molise DOC

Attualmente è gia in commercio l’annata 2010. E’ ottenuto da uve Tintilia al 100 %, provenienti da vigneti a circa 500 metri s.l.m. Tenore alcolico del 14,5 %, sono 20.000 le bottiglie prodotte.

Vendemmia a inizio ottobre, a cui segue vinificazione in acciaio e affinamento, sempre in acciaio, per 24 mesi. Dall’annata 2010 l’affinamento diventa di 36 mesi. Di colore rosso tendente al granato, intenso e consistente. Interessanti i profumi, con prevalenza delle note balsamiche e speziate sui sentori di frutto rosso, comunque presenti. Piacevolissimo il tocco del tamarindo. Di buona morbidezza, caldo ed avvolgente, lo definirei elegante alla beva.

Interessante espressione del vitigno, credo anche portato ad una buona longevità: chiederò a Claudio di riassaggiarlo nel 2019.

Prezzo in enoteca: 16-18 Euro

Cantine D’Uva– Larino, Contrada Ricupo (CB)

Azienda familiare, condotta da Angelo D’Uva, il cognome dice tutto, sorta negli anni ’40, quando il nonno di Angelo, con cui condivide il nome, originario di Santa Croce del Sannio, si trasferisce a Larino, paese a circa 25 km dal mare. Vita dura la sua, orfano a 3 anni, con il papà morto in miniera da emigrante, passato per due guerre, riesce a costruirsi la sua azienda agricola sgobbando duramente. Tocca al figlio, Sebastiano, arzillo ottantaquattrenne ancora presente in cantina, il compito di ingrandirla, mentre all’attuale conduttore, Angelo, figlio di Sebastiano, va il merito nel 2000 di aver fatto la scelta di non conferire più le uve alla cantina sociale, di aver cambiato la propria filosofia produttiva, passando dal tendone alla spalliera e di aver costruito la propria cantina di vinificazione.

Percorso non semplice ma che ha dato i risultati sperati, tanto che oggi sono qui ad assaggiare i suoi vini. Collaborano con lui anche la moglie Enrica e la sorella Teresa, che si occupa dell’agriturismo e della fattoria didattica. L’enologo è Donato Di Tommaso Gli ettari vitati sono 15, a cui se ne aggiungono 55 seminativi, 70.000 le bottiglie prodotte per 10 etichette.

Oltre alla Tintilia, si coltiva Montepulciano, Cabernet Sauvignon e, tra i bianchi, Trebbiano, Malvasia, Falanghina e Moscato Giallo. Ho assaggiato la Tintilia Lagena 2012

Lagena 2012 Tintilia del Molise DOC

Tintilia al 100 %, dal tenore alcolico del 13,5 %. Produzione di 8.000 bottiglie. Vendemmia a inizio settembre, a cui segue vinificazione in acciaio ed affinamento, sempre in acciaio, per 18 mesi e per concludere ulteriori 6 mesi in bottiglia. Nel bicchiere si presenta di colore rosso rubino, scuro, persino cupo, con riflessi viola scuro. Intensi e di buona complessità i profumi: violetta, lillà, frutti maturi ed in confettura, come prugna e ciliegia, ma anche delle note iodate ed un’appena accennato balsamico.

In bocca ha un buon tannino, corpo e struttura non mancano, decisa la prugna, interessante la persistenza finale con un nonsochè di menta e liquirizia.

Prezzo in enoteca:  12-16 €

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