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Pantelleria lancia l'itinerario della vite ad alberello

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Pantelleria lancia l'itinerario della vite ad alberello

Pantelleria si apre alla conoscenza del territorio. L’amministrazione comunale ha presentato l’Itinerario della Vite ad Alberello di Pantelleria, un circuito di 37 chilometri che attraversa tutta l’isola, svelandone le interazioni suolo-clima-esposizione, le tecniche di allevamento e le pratiche colturali legate alla gestione dell’alberello. L’obiettivo è quello di sfruttare il riconoscimento Unesco intercettando una domanda qualificata di turismo culturale ed enologico. Un fattore di competitività che Mauro Agnoletto dell’università di Firenze ha posto, nel corso della seconda edizione di Passitaly 2015, al centro del suo intervento: ” Pantelleria – ha detto – ha un valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza secondo le risorse naturali e umane dell’isola che le conferiscono una identità specifica”.

Passitaly è la manifestazione dedicata ai vini passiti e alla pratica colturale della Vite ad Alberello, che ha tenuto banco dal 23 al 27 ottobre.   A livello planetario sono 162 i territori che possono vantare un valore competitivo legato al paesaggio, alla sua identità e al lavoro dell’uomo. Pantelleria è tra i più importanti e suggestivi. Un’isola vulcanica, fortemente antropizzata, tanto da diventare un simbolo  d’equilibrio tra uomo e natura, dove si pratica una viticoltura eroica, impegnativa sotto il profilo e in un ambiente mutevole e spesso impervio, caratterizzato da terrazzamenti e muretti a secco. Un contesto produttivo dove lo Zibibbo (Moscato d’Alessandria),  il vitigno predominante sull’isola,  è protagonista assoluto. Cresce  ad alberello, fra anfratti e terrazzamenti. Un’eccellenza da cui si ottiene un vino, il Passito naturale di Pantelleria.

Tante le aziende vitivinicole coinvolte in questo Passitaly a cui si sono affiancate altre realtà produttive legate alla terra, tra cui la Cooperativa dei Capperi di Pantelleria, piccoli olivicoltori e contadini. Tra le aziende Salvatore Murana, Coste Ghirlanda, Marco De Bartoli Bukkuram, Donnafugata, Dietro L’Isola, Azienda Agricola Emanuela Bonomo.
Tante voci concordi per celebrare la vite e il vino a Pantelleria. L’Imprenditrice abruzzese innamorata dell’isola, Giulia Pazienza, titolare di Coste Ghirlanda, parla della capacità del vino passito di regalare  “una grande emozione perché racchiude la grande fatica degli uomini e produrlo non è semplicemente fare un vino ma curare i singoli chicchi. E la nostra missione è la salvaguardia del paesaggio e il recupero della terra, promuovendo Pantelleria e la sua pratica vinicola”. Per  Giacomo Rallo di Donnafugata,  da 30 anni impegnato a produrre sull’isola.  il riconoscimento Unesco all’Alberello di Pantelleria “è la santificazione dell’opera del contadino pantesco nel corso dei secoli. L’attenzione oggi quindi va posta sia alla cultura sia al mercato per comunicare la bontà delle caratteristiche organolettiche dell’alberello. L’alberello rappresenta la biodiversità avanzata tra passato e futuro”.

Un concetto, quello dell’innovazione, che al Passitaly 2015 ha trovato elementi di concretezza in alcuni progetti pilota, condotti sui temi dell’energia da fonti rinnovabili e del benessere legato alla valorizzazione della Dieta (Pantesca) Mediterranea. Sull’energia è stato presentato un progetto pilota che ha visto in campo il Politecnico di Torino, l’amministrazione del comune di Pantelleria, Enel Green Power e l’innovativa idea di Andrea Gulisano. Ai primi di agosto è stato posizionato il primo dispositivo che, sfruttando il moto ondoso, genera energia elettrica. Il progetto nato nel 2006 presso il Politecnico di Torino utilizza la tecnologia Iswec che produce energia pulita per 100/150 abitanti. Si stima di potenziare l’apporto riuscendo a fornire il 10-15%  del fabbisogno di Pantelleria.
Per il sindaco Salvatore Gabriele  “Pantelleria può giocarsi una partita di esemplarità senza eguali. Questo passaggio storico è fondamentale per trasferire ciò che ci viene dal passato in un presente e, soprattutto, in un futuro dove le nuove generazioni trovino condizioni di qualità della vita allineate ad altri territori felici e carichi d’identità, dove la viticoltura d’eccellenza è diventata un fattore attrattivo di successo, qualificante, riconosciuto”.

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