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Passopisciaro, dove l'Etna diventa piccola Borgogna

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Passopisciaro, dove l'Etna diventa piccola Borgogna

Passopisciaro è una frazione di Castiglione di Sicilia (Castigghiuni in siciliano), comune siciliano di neppure 4.000 abitanti in provincia di Catania, facente parte del circuito dei borghi più belli d’Italia.
Siamo sul versante Nord dell’Etna, in una zona dalla millenaria tradizione vitivinicola: la storia del vino etneo risale alla colonizzazione greca della Sicilia Orientale (729 a.C.), anche se vi sono testimonianze di comunità agricole riferentesi al Neolitico.
Negli ultimi 15-20 anni si è assistito ad una sorta di rinascimento enoico del territorio dell’Etna, con la nascita di aziende, impianto di nuovi vigneti, raggiungimento di premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali a testimonianza del comune percorso di ricerca della qualità.
Viticoltori locali, imprenditori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero hanno creduto nelle potenzialità di questo territorio, nella magia del vulcano, con territori anche vicini profondamente diversi a seconda della colata lavica da cui nascono, grandi differenze tra un’annata e l’altra e caratteristiche del vino così peculiari rispetto al resto della Sicilia, da farne una potenziale piccola Borgogna.
I vigneti si coltivano maggiormente tra i 300 e i 900 metri, ma in alcune zone si arrampicano fino ai 1.100 metri.
I vitigni coltivati sono quelli autoctoni: a bacca rossa soprattutto il Nerello Mascalese ed il Nerello Cappuccio, tra quelli a bacca bianca prevalgono il Caricante, il Cataratto ed il Minnella.
Tra le zone più vocate di tutto l’Etna vi è proprio Passopisciaro.
E per meglio rappresentare lo sviluppo del territorio voglio presentarvi due cantine, una nata da toscani che credono nell’Etna, l’altra da viticoltori locali.

Contrada Santo Spirito di Passopisciaro – Castiglione di Sicilia (CT)
Antonio Moretti, nato ad Arezzo, con studi compiuti a Firenze e Siena, imprenditore di successo nel tessile, da anni produce eccellenti vini in Toscana – Tenuta Sette Ponti, Orma e Poggio al Lupo – ed in Sicilia, Feudo Maccari.
Negli ultimi anni si è appassionato all’Etna e ha deciso di cimentarsi anche in quelle zone.
Proprio davanti ad una bottiglia, nell’ultimo Vinitaly, mi spiegava che è affascinato dalle particolarità dei vini di questo territorio vulcanico, così unico, diverso da ogni altro luogo della Sicilia.
Si producono lì vini più scarichi, più asciutti, simili alla Borgogna, dai profumi unici.
Per questo ha acquistato i vigneti, affittato ed attrezzato dei locali alla Contrada Santo Spirito di Passopisciaro ed ha iniziato questa nuova avventura, per ora dai numeri ancora contenuti, 4,5 ettari di vigneto, 7.000 bottiglie prodotte e 2 etichette, un Etna bianco e un Etna rosso.
Numeri destinati a crescere di pari passo con la qualità conquistata.
Ho scelto di raccontare l’Etna Rosso, Animardente.

Animardente 2012 Etna Rosso DOC
E’ un Nerello Mascalese in purezza, con tenore alcolico del 14,5 %.
Produzione di circa 5.000 bottiglie, con uve provenienti da vigneti di oltre 60 anni, in cui il sistema di allevamento usato è il tradizionale alberello.
Dopo la vinificazione affina per 12-18 mesi in botti e tonneaux e per 6 mesi in bottiglia.
Nel bicchiere è rosso rubino, luminoso e vivace ma con già avviato il cammino verso il granato.
Nei profumi trionfano le spezie: pepe, chiodi di garofano, liquirizia, note tostate e lievemente fumè. Ecco la grafite e, in un secondo momento, la frutta, cotta e sotto spirito.
Ammaliante la beva, è avvolgente, setoso, delicato, coinvolgente nei tannini.
Nota acida e sapida, di discreta persistenza, se ne va in lenta dissolvenza, come nei western anni ’50 in cui nel finale l’eroe scompariva all’orizzonte.
Discuto dell’abbinamento con Sara Lazzeri, mia giovane amica e seconda classificata all’ultimo concorso dei Sommelier di Lombardia: troviamo un punto d’incontro su una squisita sella di vitello con funghi.

Prezzo in enoteca: 30,00 Euro

Graci – Passopisciaro – Castiglione di Sicilia (CT)
Azienda di proprietà della famiglia Graci, sorta nel 2004.
E’ condotta da Alberto e dalla sorella Elena.
Enologo è Emiliano Falsini.
L’azienda dispone di 18 ettari di vigneto e produce 65.000 bottiglie, ripartite su 6 etichette.
Le vigne si trovano nel cuore della Valle dell’Alcantara, in Contrada Arcurìa, in Contrada Feudo Di Mezzo e in Contrada Barbabecchi, a un’altitudine compresa tra i 600 e i 1.000 metri sul livello del mare.
Alberto lavorava in banca , faceva l’analista finanziario: ha convinto i suoi a vendere l’azienda di famiglia, nei pressi di Enna, sita in una zona secondo lui poco vocata, ed a investire il tutto nei terreni vulcanici dell’Etna.
Alberto ha fatto una scommessa e l’ha vinta, cambiando radicalmente la sua vita.
Ha deciso di coltivare solo vitigni dell’Etna, limitando al minimo gli interventi in vigna e cantina per meglio assecondare ed esaltare le caratteristiche del territorio: niente diserbo in vigna e niente barriques, ma soltanto tini e botti grandi prodotte con legni di lunghissima stagionatura, tanto per fare due esempi.
Ho degustato il suo Etna Rosso.

Arcurìa 2012 Etna Rosso DOC
La produzione dell’annata è di 9.500 bottiglie: si tratta di un Nerello Mascalese in purezza.
La gradazione alcolica è del 14,5 %.
Le uve provengono da un’antica vigna sita ad un’altitudine compresa tra i 600 ed i 700 mt s.l.m.
Vendemmia nell’ultima settimana di ottobre.
Vinificazione tradizionale in rosso in tini di rovere senza l’utilizzo di lieviti selezionati.
Affinamento per 18 mesi in grandi tini di rovere e per 6 mesi in bottiglia.
E’ di un classico rosso rubino, con un ampio bouquet olfattivo: pesche mature, prugne, lamponi, chiodo di garofano e tabacco, giusto per citare le sensazioni più coinvolgenti.
In bocca è irruento, deciso, dai tannini marcati ma ben equilibrati: personalità in abbondanza, una leggera nota amarognola in un finale di grande persistenza e piacevolezza.
Io e Sara decidiamo di provarlo con un coniglio al vino rosso con mela acida e polpetta di purè croccante.

Prezzo in enoteca: 30,00 Euro

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