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Soave: il vino bianco di Verona

Andar per vini

Soave: il vino bianco di Verona

Continua questo mio tour, deciso anche per via delle attuali temperature, per i vini bianchi: dopo il Custoza faccio una seconda tappa in Veneto, prima di spostarmi in Friuli e nel meridione. E’ il momento del Soave, senza dubbio fra i bianchi italiani più famosi nel mondo, e certamente il più esportato, realizzato con due vitigni autoctoni come la Garganega e il Trebbiano di Soave. I vigneti del Soave sono nella parte orientale dell’arco collinare della provincia di Verona, a nord dell’autostrada Serenissima: una zona climaticamente mite, con inverni non eccessivamente rigidi ed estati piuttosto temperate. Si tratta di colline costituite da terreni vulcanici e sedimenti calcarei, paesaggisticamente uniche, ricche di fossili. E sono proprio questi terreni tufacei di origine vulcanica a marcare in modo univoco il Soave, donandogli la sua inconfondibile mineralità.
Diverse sono le teorie sull’origine del nome Soave; quella attualmente più accreditata lo fa derivare dagli Svevi, popolo germanico che calò in Italia nel 568 con Alboino e i suoi Longobardi.
Le caratteristiche principali di questo intrigante bianco del veronese sono i sentori fruttati, floreali e speziati, l’intensità, la mineralità e la sua pienezza gustativa.
Ho assaggiato, fra gli altri, i vini delle aziende Cappuccina e Coffele Alberto.

Cappuccina- Monteforte d’Alpone (Verona)

Fondata nel 1890 dalla bisnonna degli attuali proprietari, i fratelli Pietro, Sisto ed Elena Tessari, la Cappuccina è situata nel cuore della zona di produzione del vino Soave, a Monteforte d’Alpone. Il nome dell’azienda deriva dalla cappella privata, annessa a Villa BuriTessari, risalente al XVI sec., stilizzata nel logo dell’azienda.
La prima bottiglia aziendale risale al 1970. I genitori degli attuali conduttori hanno preso in mano l’azienda nel 1989. Diamo qualche numero: 40 ettari vitati, 300.000 bottiglie prodotte, ripartite tra 12 etichette, 6 bianchi, 2 rossi, 2 spumanti e 2 passiti. Nel 2015 l’azienda festeggia i trent’anni di Agricoltura Biologica: scelta che nel 1985 era quasi pioneristica e dimostrazione di una filosofia aziendale spinta verso l’ecosostenibilità. I 3 fratelli si sono suddivisi in modo perfetto formazione e compiti in azienda: Pietro è l’enologo, Sisto l’agronomo ed Elena la commerciale.
Ho assaggiato il Monte Stelle 2013.

Monte Stelle 2013 – Soave DOC Classico
E’ il cru che nasce da pergole vecchie di 60 anni di uva Garganega. Se ne producono 10.000 bottiglie, con tenore alcolico del 13 %. Vinificazione in acciaio, a cui segue un affinamento, sempre in acciaio, di 8 mesi, ed infine 2 mesi in bottiglia. Nel bicchiere si è subito affascinati dalle note floreali, intense e variegate, glicine, ginestra, acacia e forse anche la proibita tuberosa, fino agli agrumi. E’ fresco, sapido e dai sentori minerali, persistente e piacevole alla beva.

Prezzo in enoteca: 10-12 €

Coffele Alberto – Soave (Verona)

E’ un’azienda storica della denominazione, nata del 1854 col nome Visco, la famiglia della mamma di Alberto e Chiara Coffele, che rappresentano la quarta generazione di vitivinicoltori. Nel 1971 la cantina prende il nome del papà, Giuseppe Coffele, professore di lettere quasi costretto a dedicarsi al vino visti i vigneti di proprietà della moglie. Viticoltore per amore, è anche uno dei primi, se non il primo, produttore di Soave a realizzare un Soave spumante, per sbaglio, perchè voleva fare un recioto spumante! Nel 1996, seppur la presenza in azienda di Giuseppe non viene mai a mancare, è il figlio Alberto ad assumerne la conduzione, occupandosi di vigneto e cantina, mentre la sorella Chiara segue la parte commerciale. I vini sono custoditi in una cantina del 1600. Gli ettari vitati sono 29, coltivati col minor impatto ambientale, possibile, senza diserbo e concimazioni chimiche. Le bottiglie prodotte sono 120.000, 12 le etichette, 4 bianchi, 3 rossi, 3 passiti e 2 spumanti.
Ho degustato il Cà Visco 2013
Cà Visco 2013 – Soave Classico DOC
E’ il vino dedicato alla famiglia della mamma. E’ ottenuto con uve Garganega, 75 %, e di Trebbiano di Soave al 25 %. Vendemmia manuale, a settembre per il Trebbiano di Soave e ottobre per la Garganega.
Vinificazione in acciaio, a cui seguono 4 mesi di affinamento, sempre in acciaio.
Produzione di 25.000 bottiglie, tenore alcolico del 13 %.
Nel bicchiere è giallo ed intenso, con grandi sentori floreali, mughetto e sambuco prima di tutto. Belle le note agrumate e tropicali, presente la pesca. Morbido, fresco e sapido, piacevolmente ammandorlato, dal finale slanciato.

Prezzo in enoteca: 12-14 €

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