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Sorprese e conferme in Valdarno, terra di grandi vini tra Arezzo e Firenze

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Sorprese e conferme in Valdarno, terra di grandi vini tra Arezzo e Firenze

Siamo nella zona tra Firenze ed Arezzo, a meno di un’ora da Siena: è il territorio di una delle più recenti DOC toscane, nata nel 2011 tra la piana di Arezzo e i colli fiorentini: Valdarno di Sopra . Territorio di chiese e ponti romanici, splendidi paesi medioevali, immortalato per l’eternità nei quadri di Piero della Francesca e Leonardo da Vinci. Zona considerata di grandissimo pregio per i vini fin dai tempi del Granducato di Toscana, come testimoniano 2 bandi del 1716 del  Granduca Cosimo III. Anche Veronelli era un amante dei vini di questo angolo di Toscana.

Si producono vini bianchi e rossi, sia con vitigni autoctoni, come Malvasia Bianca Lunga, detta anche di Montegonzi, Canaiolo Nero, Pugnitello, Malvasia Nera, Ciliegiolo e Sangiovese, che internazionali, come Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot eSyrah.

Oggi presento una delle più piccole aziende della zona, Eredi Benito Mantellini, e quella della famiglia Ferragamo, Il Borro.

Azienda Agricola Eredi Benito Mantellini – Terranuova Bracciolini (Arezzo)

Stefano Mantellini è un noto operatore finanziario che ha deciso di continuare l’attività del papà, che ha creato nel 1978 la fattoria “Campo del Monte” a Terranuova Bracciolini. L’azienda agricola con agriturismo si trova lungo la strada Terre del Vino di Arezzo, ed ha un’estensione di 30 ettari, di cui quasi 8 di vigneti e poco più di 3 di uliveti.

Stefano è aiutato dalla sorella Giovanna e dai nipoti, Duccio e Vieri, ancora molto giovani ma già coinvolti in azienda. La produzione è di sole 15.000 bottiglie,  ripartite tra 7 etichette, a cui si aggiunge del vino sfuso venduto ad alcune delle più importanti cantine toscane. Stefano si avvale della consulenza enologica di Carlo Sala. Tra i suoi vini, ho assaggiato il Vin Santo, su cui c’è una storia che vale la pena raccontare.

Vin Santo del Chianti DOC “Il Conio” 2005

Di questo vino Stefano produce 436 bottiglie. Ho avuto modo di assaggiarlo 2 anni fa prima che venisse imbottigliato e l’ho trovato sublime. Immaginate il mio stupore quando ho scoperto che Stefano non lo metteva in commercio, ma che era una produzione “casalinga” destinata a parenti ed amici. Il sogno di chiunque faccia il mio mestiere di “cacciatore” e degustatore di vini è di imbattersi in un vino “sconosciuto” ed essere il primo a riconoscerne il potenziale: anche, ma sicuramente non solo, per le mie insistenze, Stefano lo ha imbottigliato e presentato al Concorso Enologico Internazionale del Vinitaly 2015. I risultati sono stati a dir poco stupefacenti: Gran Medaglia d’Oro nella categoria Vini Dolci Naturali e Premio Speciale “BANCO POPOLARE 2015” come vino italiano che in assoluto ottiene il miglior punteggio di tutte le categorie previste nel concorso enologico!

Giovedì 21 maggio lo presentiamo insiema a Milano. E’ ottenuto con uve di Malvasia Bianca Lunga, storicamente chiamata Malvasia Bianca di Montegonzi. Vendemmia a metà settembre a cui seguono 4 mesi di appassimento. La vinificazione e poi l’affinamento avvengono in caratelli di più legni secondo ricetta aziendale, per oltre 7 anni. Almeno un anno di affinamento in bottiglia. Tenore alcolico del 13,5 %.

Nel bicchiere è di un delizioso color ambra, vivace e brillante, degno preludio degli splendidi profumi, dove trionfa la frutta secca, l’albicocca e la nocciola, ma anche canditi di cedro, piacevoli sensazioni eteree a cui segue un gusto caldo, morbido, estremamente fresco ma di grande corpo e struttura, con armonia, equilibrio ed una persistenza pressoché infinita.

Prezzo in enoteca: 110 Euro

Il Borro – Loro Ciuffenna (AR)

E’ una meravigliosa tenuta che nel corso dei secoli è appartenuta a famiglie che hanno fatto la storia, come i Pazzi, i Medici Tornaquinci ed i Savoia. Dal 1993 è di proprietà di Ferruccio Ferragamo. Cuore della tenuta è il borgo medioevale, risalente al 1039, ed ora perfettamente restaurato.

Il Borro si estende sulle colline del Valdarno ai piedi del monte Pratomagno, circa 700 ettari costeggiati in gran parte dall’antica via dei Setteponti. I vigneti hanno un’estensione di 45 ettari, poi vi sono uliveti, prati e boschi incontaminati: un piccolo paradiso. I vitigni coltivati, tutti ad un’altezza tra i 300 e i 500 m s.l.m., sono Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, Petit Verdot, Sangiovese e Chardonnay.

La bellezza del paesaggio e la filosofia della proprietà hanno reso naturale praticare una viticoltura eco-sostenibile, seguendo principi biologici e biodinamici, rispettando e cercando di aiutare la terra a mantenere il proprio equilibrio. Spettacolare la cantina, scavata nella terra, in una struttura di origine medioevale. La produzione è di circa 160.000 bottiglie, divise tra 7 etichette. L’agronomo è Leonardo Cistullo, l’enologo Stefano Chioccioli.

Prima di raccontare il loro vino simbolo, “Il Borro”, mi piace raccontare un aneddoto: Ferruccio Ferragamo non vuole che si usi, o comunque che che lo si faccia in misura molto limitata, il marchio Ferragamo per vendere più facilmente il loro vino: questo si deve vendere perchè è buono, e non perchè è una griffe!

Il Borro IGT Toscana 2011

E’ un blend di Merlot al 50 %, Cabernet al 35 %, Syrah al 10 % e PetitVerdot al 5 %. La produzione è di 30.000 bottiglie, con un tenore alcolico del 15 %.

Vendemmia manuale, separata per varietà, che vengono vinificate una ad una in acciaio. Dopo la svinatura i 4 vini passano in barriques di rovere di Alliers nuove e solo dopo la fermentazione malolattica, circa nel mese di novembre, vengono fatti gli assemblaggi dei 4 vini. Affina in barriques per 18 mesi e per almeno altri 8 mesi in bottiglia. Nel bicchiere si presenta violaceo, intenso, quasi impenetrabile, con riflessi che abbracciano il porpora.

Estremamente intenso nei sui profumi, direi energici ma piacevoli, un trionfo del sottobosco e della frutta rossa e nera, decisa la speziatura, pepe nero, cannella, tamarindo, ma anche china ed inchiostro. In bocca è morbido, caldo, vellutato, con grande equilibrio nei tannini. Buona la persistenza, lo definisco un vino pronto a bersi ma che può sicuramente evolversi nei prossimi anni in modo interessante.

Prezzo in cantina: 35-40 Euro

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