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Tornano le "Cene galeotte" al carcere di Volterra

Locandina

Tornano le "Cene galeotte" al carcere di Volterra

Galeotta fu la cena, o meglio dire galeotte sono le cene che da ormai nove anni rendono il carcere di Volterra un luogo unico, cornice di una bellissima iniziativa capace di coniugare piaceri della tavola e solidarietà, l’occasione di “toccare” con mano la cucina di grandi chef con la possibilità concreta di riscatto sociale.

Già 16 posti di lavoro creati

Si chiamano Cene Galeotte appunto, ed ogni anno infilano in calendario otto appuntamenti mensili dove chef di caratura nazionale coinvolti dal giornalista Leonardo Romanelli affiancano in maniera gratuita i detenuti nella realizzazione di cene aperte al pubblico, arricchendo il percorso formativo e di reinserimento sociale intrapreso con questo progetto. Scopo dell’iniziativa è infatti contribuire alla “seconda possibilità” che ognuno dovrebbe sempre avere, tanto che grazie al bagaglio professionale acquisito fra cucina e sala in ben sedici casi l’esperienza si è tradotta in un impiego vero e proprio in ristoranti del posto. Ma torniamo alla tavola. Dopo la pausa invernale e le quattro cene organizzate fra settembre e dicembre è infatti tutto pronto per la seconda parte dell’edizione in corso, che a partire da venerdì 27 marzo metterà in fila quattro grandi firme del panorama ristorativo nazionale: Roy Caceres del ristorante romano Metamorfosi, in scena appunto a fine marzo; poi Cristina Bowerman di Glass Hostaria, sempre da Roma, che sarà a Volterra il 17 aprile; dal Veneto sarà poi la volta di Alessandro Dal Degan del ristorante La Tana, in provincia di Vicenza, atteso venerdì 15 maggio; chiuderà il ciclo lo chef Filippo La Mantia, a Volterra venerdì 26 giugno.

L’intero ricavato in beneficienza

L’intero ricavato di ciascun appuntamento (35 euro a persona), nato da un’idea della direttrice del carcere Mariagrazia Giampiccolo, viene da sempre devoluto a progetti umanitari sostenuti dalla Fondazione Il Cuore Si Scioglie Onlus di Unicoop Firenze, che oltre a fornire le materie prime a costo zero assume i detenuti retribuendoli regolarmente. Detto della cucina, non secondaria è la formazione al servizio in sala, che per la parte vino vede fin dagli inizi coinvolta la Fisar – Delegazione Storica di Volterra con corsi ai carcerati e coinvolgimento delle cantine che, sempre gratuitamente, annaffiano i menu. Un ristorante quantomai sui generis insomma, un’esperienza unica anche per i visitatori che, in un clima di sorprendente leggerezza, possono condividere un po’ del proprio tempo con ragazzi a volte solo poco fortunati. E, magari, dimenticarsi all’interno del carcere qualche pregiudizio.

Prenotazione obbligatoria:
Agenzie Toscana Turismo,
ARGONAUTA VIAGGI (gruppo ROBINTUR), Tel. 055.2345040

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