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Un pannello solare, una pompa, una batteria: così l'acqua diventa potabile ovunque

Un pannello solare, una pompa e una batteria in grado di filtrare batteri, virus e metalli: basta poco per produrre acqua potabile per cinquanta persone al costo – annuo – di 2 dollari a persona. Coltivare frutta e verdura biofortificata con il ricorso a fitonutrienti nelle coltivazioni. Diffondere il Golden rice, la varietà geneticamente modificata che accumula nei semi la provitamina A (la sua carenza può provocare cecità e ridotto sviluppo cerebrale). Sviluppare nuove colture in grado di consumare meno acqua, visto che oltre il 70% dell’acqua disponibile è destinata all’agricoltura. Curarsi con il cibo, applicando i principi della nutrigenomica, o più semplicemente continuando a nutrirsi secondo i canoni della dieta mediterranea, non a caso riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Cominciare sul serio a ridurre gli sprechi alimentari, cominciando dal bidone della spazzatura di casa.

Sconfiggere la fame si può

Sono alcuni dei modi – pochi spunti, rispetto al moltiplicarsi di iniziative in giro per il mondo – per affrontare la principale sfida che il mondo si trova davanti: nutrire 6,7 miliardi di persone, curare i disastri alimentari e sanitari che infestano i paesi occidentali, riuscendo a tutelare l’ambiente. Di questi temi si sta discutendo in questi giorni a Venezia dove tre fondazioni – Umberto Veronesi, Silvio Tronchetti Provera e Giorgio Cini – hanno riunito scienziati, economisti e filosofi. È il tema della decima edizione della conferenza di The Future of Science: “The Eradication of Hunger”.

Acqua potabile ovunque

Sun4water, il sistema portatile per rendere l’acqua potabile presentato a Venezia avrà costi accessibili (circa 600 euro quando la produzione sarà a regime) e produrrà circa 20 litri l’ora di acqua potabile (da 120 a 160 litri al giorno). Le dimensioni sono ridotte – più o meno quelle di un trolley – e il peso del prodotto finale sarà di circa 80 chili. Il prototipo è stato disegnato da 3Sun – joint venture tra STMicroelectronics, EnelGreenPower eSharp – a Catania e realizzato da MR&D a Gallarate.

Il confronto epocale sugli Ogm

Le ricette sono numerose, a volte in contrasto tra loro, e non possono prescindere dalla pregiudiziale sul tavolo: è giusto, utile e urgente aprire la strada agli Ogm? Gli scienziati concordano sulla necessità di non porre limiti alla ricerca, ma si è levata più di una voce a sollevare il tema spinoso della brevettabilità. È corretto mettere i semi sotto copyright? I governi dovrebbero invece rivendicare il diritto alla salute pubblica e quindi di fatto vietare la profittabilità delle nuove sementi geneticamente modificate? Tra le tesi degli opposti integralismi il crinale dell’equilibrio è ancor difficile da trovare. Ma intanto si può cercare di non cadere nelle “trappole cognitive” che ci inducono a scegliere in base a pregiudizi indotti.

Sviluppo in accordo con la tutela dell’ambiente

Quel che è certo è che il mondo ha necessità di aumentare la produzione di alimenti, trovando vie di sviluppo sostenibili. L’aumentato consumo di carne nei paesi in via di sviluppo ha per esempio aumentato la domanda di foraggi, ma le piante vengono sempre più utilizzate anche per produrre biocarburanti. L’industrializzazione dell’agricoltura ha permesso di produrre più cibo a prezzi contenuti, ma a costi molto elevati per l’ambiente e la biodiversità. Delle 250mila specie di piante ad oggi note circa 10mila possono essere utilizzate come alimenti, ma solo 700 vengono coltivate in modo sistematico: ad oggi il 75% della diversità genetica delle  piante è andata perduta.

Intervenire in difesa dell’ambiente conviene, anche in termini economici. Basta pensare all’acqua: investendo un dollaro in risorse idriche nei paesi più poveri, è stato ricordato alla conferenza, si può ottenere un ritorno tra gli 8 e i 35 dollari e aumentare il Pil di una nazione del 3,7%.

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