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Una Valle biologica in Valtellina?

Andar per vini

Una Valle biologica in Valtellina?

Tra le tante iniziative di promozione del territorio legate all’ormai imminente Expo, la Regione Lombardia ha coniato per la Valtellina lo slogan di “Food Valley Alpina”: la cosa mi ha colpito e mi ha portato ad un ulteriore riflessione o, a seconda del punto di vista, provocazione: perchè non pensare ad una Valtellina biologica, in cui tutti i viticoltori seguano i dettami di questa metodologia e filosofia di lavorazione della terra ?
Il tutto è rafforzato dagli ultimi dati provenienti da “Millèsime Bio”, il salone francese del vino biologico appena conclusosi a Montpellier, dati che confermano il settore biologico in crescita vertiginosa.

Ho così deciso di riunire 4 produttori valtellinesi, che lavorano in biologico e biodinamico, per confrontarmi con loro, capire le problematiche e le difficoltà che incontrano e, soprattutto, assaggiarne i vini.
Le aziende che hanno raccolto il mio invito sono state Fattoria S.Siro di Marcel Zanolari, che mi ha aiutato ad organizzare il tutto, mettendo a disposizione la sua cantina come punto d’incontro, i Dirupi, l’Officina della Terra e Amedeo Moretti.
Ognuno di loro ha portato più bottiglie, tanto che abbiamo assaggiato circa una quindicina di vini diversi, il cui livello qualitativo medio mi ha stupito piacevolmente per peculiarità ed originalità.

La mia idea di Valtellina come possibile isola biologica è stata accolta con entusiasmo: c’è già un punto di partenza importante: la particolare conformazione della valle ed i vigneti quasi tutti terrazzati hanno portato ad un’agricoltura comunque rispettosa del territorio, ma la vera difficoltà di realizzare una coltivazione biologica su vasta scala in montagna è la sostenibilità economica.
Come mi spiegavano Marcel e gli altri amici viticoltori, il problema è che la pratica biologica richiede molte operazioni di gestione del vigneto fatte un tempo a mano.
L’agricoltura moderna, non potendo più sostenere certi costi del lavoro, ha risolto molto con l’utilizzo di prodotti chimici.
La risposta per rendere sostenibile il biologico arriva con la meccanizzazione, che permette di curare il vigneto riducendo drasticamente l’uso di tali prodotti.
Meccanizzare in montagna è però più difficile, per le difficoltà causate da spazi e pendenze.
Non dimentichiamo poi i problemi climatici: siamo in contesti dove attecchiscono facilmente malattie come la peronospora e l’oidio.

Quindi la risposta al mio quesito iniziale è: grandi difficoltà nel realizzare una valle biologica, ma non è impossibile: serve una rivoluzione culturale vera e propria da parte dei tanti picccoli viticoltori del territorio, che devono rendersi disponibili ad un maggior lavoro, ma devono essere supportati dal consumatore finale, che deve essere concorde nell’accettare un maggior costo della bottiglia, in nome di una maggiore salubrità, per rendere sostenibile il tutto.

Di sotto vi presento le 4 aziende che hanno partecipato a questo incontro.

Fattoria S.Siro – Bianzone (SO)
Nata nel 2001, da Marcel Zanolari e famiglia, l’azienda è situata in Valtellina, nel comune di Bianzone, proprio nei pressi della Chiesa di San Siro.
La storia però parte un po’ prima: negli anni ’80 il papà di Marcel, Giuliano, sperimenta la coltivazione della vite senza trattamenti anticrittogamici proprio su due appezzamenti a Bianzone.
Si lavora ovviamente sul Nebbiolo, ma anche su Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Pinot Bianco, Riesling e Traminer.
L’azienda si certifica biologicamente e negli ultimi anni viene fatto un passo ulteriore: Marcel diventa biodinamico, assimilando ed applicando le idee di Steiner.
Mi piace molto parlare con Marcel del suo modo di fare agricoltura perchè ci mette passione, entusiasmo ed è molto bravo a condividere e coinvolgere. E, da non sottovalutare, mi piaccion i suoi vini: recentemente ho aperto un suo entusiasmante Cabernet 2005 che avevo nella mia cantina, per questo oggi mi concentro sul Cabernet 2009

Cabernet Sauvignon Le Anfore 2009 IGT Terrazze Retiche di Sondrio
Cabernet Sauvignon in purezza.
Le uve provengono da un vigneto di Bianzone, in produzione dal 2001.
Le bottiglie prodotte sono 3.012, 12,5 % il tenore alcolico.
Vendemmia dopo un appassimento parziale in vigna.
Vinificazione in acciaio, con lieviti naturali, a cui segue un affinamento di almeno 3 anni in anfore di argilla-cemento. Non filtrato.
Nel bicchiere è rosso granato, piuttosto fitto e deciso.
Al naso è intenso, con sentori che spaziano dalla viola al frutto rosso, con una particolare caratterizzazione da note speziate.
In bocca è di buona eleganza, giustamente sapido, fermo nei tannini ma comunque equilibrato. Molto persistente, chiude con un finale amarognolo. Decisamente intrigante.
Con Marcel lo abbiamo abbinato ad un filetto di scottona ai ferri con rucola e riduzione di balsamico.

Prezzo in enoteca: 20 Euro

Dirupi – Montagna in Valtellina (SO)
E’una piccola realtà valtellinese: da non molto ha festeggiato i 10 anni di vita e fin dalla sua nascita ha saputo porsi all’attenzione del mondo enologico circostante.
Protagonisti e fondatori sono due grandi amici, Davide Fasolini, il “lungo” nel loro logo, e Pierpaolo Di Franco, il “corto”, compagni di studi nel corso di Enologia a Milano.
Si caratterizzano per l’approccio ai loro vigneti: vecchi appezzamenti, ricerca della sostenibilità, elevate densità d’impianto e basse rese.
Hanno ottenuto la certificazione biologica.
Si sono divisi perfettamente i compiti: Pierpaolo è concentrato sulla vigna mentre Davide si occupa in prima battuta di marketing, promozione e vendite, andando nei vigneti appena può.
Sono arrivati a gestire quasi 5 ettari di vigneti, con una produzione di 15.000-20.000 bottiglie, su 4 etichette diverse, con una quinta in arrivo tra qualche mese.
La cantina è a Ponte in Valtellina, all’interno di un palazzo del 1568 di proprietà del comune.

Vino Sbagliato 2012 Sforzato di Valtellina DOCG
Nebbiolo al 100 %, con una produzione di poco superiore alle 1.100 bottiglie.
Le uve provengono da un vigneto situato a Chioso, nel comune di Tresivio, a 600 metri s.l.m., per una parte è un vigneto storico e per una parte è stato realizzato nel 2005.
Vendemmia manuale, in data 12 ottobre 2012.
Dopo l’appassimento, vinificazione in acciaio.
Affinamento per 12 mesi in barriques, seguito da 12 mesi in bottiglia.
Nel bicchiere si presenta di colore rosso rubino, fitto, deciso.
Ampio ed intenso il bouquet: trionfo del sottobosco, striature speziate tra cui è particolarmente evidente il pepe nero e credo le bacche di ginepro, piacevole la nota vinosa.
In bocca è decisamente elegante, corpo e struttura non mancano, non fini a se stesse, ma al servizio di una generale piacevolezza e freschezza.
Estremamente persistente, invita decisamente ad un secondo bicchiere.

Prezzo in enoteca: 50 Euro

Officina della Terra – Berbenno di Valtellina (SO)
L’azienda agricola, con certificazione biodinamica, nasce nel 2011 a Berbenno, nella sottozona Maroggia in Valtellina.
E’ il risultato di un percorso di diversi anni dei fratelli Francesco e Michele Mondora e di Lucia, moglie di Francesco: dapprima una produzione biologica amatoriale, poi una realtà associativa che li porta a condividere le teorie di Steiner, valutando i benefici dell’ agricoltura biodinamica e gli effetti nel vigneto.
Rispettare la terra è il loro slogan.
Il loro vigneto ha una superficie di 8.000 metri quadrati, con una produzione di 1.600 bottiglie, attualmente divise su 2 etichette.
Una terza è in arrivo, ed è proprio quella che ho assaggiato in anteprima.

501 Maroggia DOCG 2013 in anfora (non ancora in commercio)
Nebbiolo in purezza, ottenuto da uve provenienti da un vigneto di Berbenno, in produzione dal 2011.
Vinificazione in acciaio e successivo affinamento per almeno 24 mesi in anfore di argilla.
Sarà imbottigliato nel prossimo autunno: produzione prevista di 1.600 bottiglie.
Nel bicchiere tende verso il rosso granato, limpido e pulito. Al naso è di buona intensità, profumi di frutto rosso, buona vinosità.
In bocca è piacevole, fresco, elegante e delicato, decisamente piacevole.

Prezzo previsto dal produttore: 20 Euro

Amedeo Moretti – Tresivio (SO)
Amedeo, classe 1946, è un simpatico bancario in pensione che, dopo aver fatto per una vita l’agricoltore per passione, dal 1998 lo fa per lavoro e scelta di vita.
Biodinamico per filosofia prima e poi anche per certificazione, nella sua azienda agricola si può trovare un po’ di tutto, dalle mele al vino, ma anche patate, cereali e verdura: come dice Amedeo, tutto quello che gli può dare la terra.
La sua compagna, Serena, lo affianca in quest’avventura.
La produzione è di non molto superiore alle 1.000 bottiglie: le etichette prodotte fino ad ora sono 2, un Valtellina Superiore ed uno Sforzato. Ottimi entrambi, voglio focalizzarmi sullo Sforzato 2009.

Sforzato 2009
Nebbiolo in purezza, con uve provenienti da un vigneto in Tresivio, in produzione dal 2001.
Dopo la vendemmia le uve sono messe in appassimento e pigiate il 20 dicembre.
Produzione di 1.100 bottiglie, con un tenore alcolico del 14,5 %.
Vinificazione in acciaio, uso di lieviti naturali e successivo affinamento per 48 mesi in barriques di 4 passaggio. Non filtrato.
Nel bicchiere è di un bel colore rosso di passaggio dal rubino al granata.
Pulito e intenso nei profumi, decise note fruttate, anche sotto spirito e speziate, in bocca è decisamente piacevole, morbido e caldo, perfettamente equilibrato, gradevole nei tannini e di lunga persistenza. Mi piace molto.

Prezzo dal produttore: 25 Euro

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