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Vino&territorio: il Soave diventa "vino di paesaggio"

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Vino&territorio: il Soave diventa "vino di paesaggio"

Si è conclusa ormai da alcuni giorni Soave Preview, l’interessante manifestazione, tenutasi a Monteforte d’Alpone, che ha presentato il Soave 2015 ad una platea di 150 giornalisti e buyer provenienti da tutto il mondo.

Due giorni intensi in cui ci siamo focalizzati sul tema del paesaggio e della biodiversità, a completamento di un percorso iniziato nel 2000 e che fino al 2005 ha incentrato l’attenzione su zonazione, identità produttiva e cru, dal 2006 al 2008 sulla longevità del vino bianco grazie al format “Tutti i colori del bianco”. Nel 2009 è nato il progetto “Vulcania” che, utilizzando il vulcano come chiave di comunicazione, ha portato alla nascita dell’Associazione delle DOC Vulcaniche, fino ad evolversi in “Volcanic Wines”, il forum internazionale dei vini da suolo vulcanico, ed a parlare di “vino vulcanico” quasi come una categoria enologica.  Dal 2013 al 2015 l’attenzione è stata su “Origine, Stile e Valori”, le tre dimensioni del vino, ed il Soave è tornato al centro con la nascita di “Soave Preview”, l’anteprima del Soave.

Per l’edizione di Soave Preview targata 2016 è il paesaggio a tornare protagonista, con l’attenzione a tematiche quali la gestione integrata del vigneto, la biodiversità, l’etichetta verde per le produzioni a basso impatto ambientale, le vecchie vigne, il biologico, tutti argomenti che godono di grande appeal all’estero. Chiave di lettura che è stata scelta anche in virtù del riconoscimento ottenuto dal Soave come paesaggio storico rurale d’Italia da parte del ministero delle Politiche Agricole e Forestali: Soave come “vino di paesaggio”.

Prima di parlare delle 3 degustazioni che hanno caratterizzato Soave Preview, ovvero “Il Soave alla prova del tempo”, “Volcanic Wines 2016″ e  “Soave 100×100″, voglio dare spazio ad una riflessione  di Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave, preoccupato che le autorizzazioni per i nuovi impianti vitati rischino di essere un boomerang per la viticoltura di qualità.

Lorenzoni sostiene infatti che le regole per le nuove autorizzazioni agli impianti da attivare in Italia nei prossimi anni “andranno a favorire aziende anche senza precedenti esperienze, situate prevalentemente in areali di pianura, areali dove fino a pochi anni fa erano invece incentivate le estirpazioni con contributi UE o dove erano stati estirpati vigneti con vendita dei diritti ai territori più vocati.” Sempre secondo Lorenzoni si rischia di arrivare all’assurdo: “…ogni regione può vantare nuovi diritti di impianto sulla base di vigne storiche esistenti ma i beneficiari non avranno probabilmente nessun legame con la viticoltura regionale storica.” Lorenzoni spiega che “… in ogni regione abbiamo sistemi vitienologici virtuosi caratterizzati da viticolture estreme che generano oltre che vini inimitabili anche un indotto turistico di grande interesse. Viticolture che però hanno un costo di gestione che spesso supera le 1500 ore ettaro contro un vigneto standardizzato di pianura che ne richiede meno di 400.” Se si favoriscono gli areali di pianura il rischio è di generare “di fatto una concorrenza che tenderà nel tempo a formare un progressivo abbandono degli areali collinari . Areali invece che andrebbero tutelati e valorizzati proprio per le loro implicazioni di carattere ambientale e socio economico e turistico.” La richiesta di Lorenzoni è quindi quella di ripensare questi provvedimenti “per consentire anche alle denominazioni caratterizzate da un’intensità viticola storicizzata, da aziende estremamente piccole, da una viticoltura collinare fortemente parcellizzata, di avere nuovi strumenti in grado di permettere a queste aziende di rimanere competitive.”

E veniamo alle degustazioni.

“Il Soave alla prova del tempo”

Dodici Soave di diversi produttori, dall’annata 2012 fino all’annata 2000: l’obiettivo di dimostrare la longevità di questo vino bianco a base prevalentemente di Garganega e di Trebbiano di Soave è stato perfettamente raggiunto, tanto che il vino che mi è piaciuto di più è stato proprio quello dell’annata 2000.

Soave DOC Classico Superiore “Cà Visco” 2000 di Coffele

Vinificazione ed affinamento in acciaio. Nel bicchiere si presenta di colore dorato, intenso e cristallino. I profumi sono di grande finezza ed intensità, con note fruttate tra cui spiccano gli agrumi. In bocca è fresco, minerale, elegante, con una sottile nota balsamica ed estremamente persistente.

“Volcanic Wines 2016″

Undici terroir vulcanici nel calice, ovvero 11 vini provenienti da varie aree vulcaniche d’Italia e d’Europa, dall’Ungheria alla Germania, dalla Grecia ad Israele. Tutti estremamente interessanti, ognuno con una sua peculiarità territoriale, tra cui, a mio giudizio, spiccava un Riesling tedesco di incredibile bontà.

Ürziger Würtzgarten Riesling Kabinett 2014 di Alfred Merkelbach, Germania (MOSEL)

Straordinario riesling della Mosella, dagli eleganti idrocarburi, accompagnato da note di frutta bianca, camomilla, miele e da sottili accenni di erbe medicinali. Di buon corpo, grande persistenza: beva piacevolissima.

“Soave 100×100″

Sessantuno vini dell’annata 2015, la vera protagonista di Soave Preview, degustati alla cieca.

L’annata si annuncia di grande interesse, con prodotti equIlibrati, bevibili, di buon corpo, in cui i profumi di sambuco, pesca ed albicocca ne sono i descrittori, con corrette acidità e sapidità.

Ho apprezzato in particolare i vini delle aziende Latium e I Stefanini

Latium Morini – Mezzane di Sotto (VR)

La famiglia Morini per diverse generazioni conferisce i vini ad una cantina sociale. Nel 2002, essendo ben 7 i proprietari dell’azienda agricola, 5 fratelli e 2 cugini, tutti Morini, decidono di iniziare a vinificare le proprie uve ed i risultati sono a dir poco sorprendenti. Grande lavoro in vigna, non semplice anche perchè gli oltre 40 ettari di vigneto sono piuttosto sparsi, scelta di passare dalla pergola al Guyot, produzione non solo nell’area del Soave, ma anche in Valpolicella. La produzione annua oscilla tra le 160 e le 170.000 bottiglie. La parte enologica è sotto la responsabilità di Pier Giorgio, quella agronomica di Eugenio. Tra i loro Soave, tutti ottimi, di seguito presento quello ho preferito.

Soave DOC 2015

E’ ottenuto con un uvaggio di Garganega, 80%, e Trebbiano di Soave, 20%. Le uve provengono da vigneti di 25-30 anni. La vendemmia è a fine settembre, a cui seguono vinificazione ed affinamento in acciaio. La gradazione alcolica delle 23.000 bottiglie prodotte è del 12,5 %.

Nel bicchiere è di colore giallo paglierino, cristallino, con profumi freschi ma di buona complessità:  sambuco e biancospino le note floreali più evidenti, frutti non maturi come mela, pesca ed albicocca, agrumi tra cui il bergamotto, muschio e sentori balsamici. In bocca ha un buon corpo, è equilibrato, sapido, piacevole e di ottima persistenza.

Prezzo in enoteca:  8-10 €

Azienda Agricola I Stefanini – Monteforte d’Alpone (Verona)

Fin dall’800  i Tessari coltivavano vigneti nella vallata d’Alpone: il soprannome di famiglia, Stefanini, deriva da un loro antenato, Stefano. Da sempre conferitori di uve ad una Cantina Sociale, nel 2003 le cose cambiano, perchè Francesco decide di realizzare una propria cantina per uscire sul mercato con i suoi vini. Aiutato da tutta la famiglia, non solo i genitori ma anche 4 tra zii e zie, ha saputo in pochi anni diventare una delle realtà emergenti del Soave, di cui produce tre etichette diverse, il Monte di Fice, il Monte de Toni e Il Selese. Il Monte de Toni è stato il mio preferito.

Soave Classico Monte de Toni DOC 2015

E’ ottenuto da uve Garganega in purezza, da vigneti di età media di trent’anni. Le bottiglie prodotte sono circa 12.000, con un tenore alcolico del 13 %. Vendemmia a fine settembre, con vinificazione ed affinamento in acciaio sui lieviti.

Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, ha profumi sottili e delicati, con in prima linea sambuco ed albicocca, affiancati da pesca e biancospino. Elegante e piacevole al sorso, fresco e con una giusta sapidità, piace anche per la persistenza ed il retrogusto.

Prezzo in enoteca:  12-15 €

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