Food24

Bollicine per le Feste, dal Trentino al Piemonte

Andar per vini

Bollicine per le Feste, dal Trentino al Piemonte

Come ogni anno, con l'avvicinarsi della festività natalizie mi piace dedicarmi al tema degli Spumanti Metodo Classico, e a quelli che sono i territori tradizionali per la spumantistica italiana. Quest'anno voglio però iniziare parlando del Challenge Euposia 2016, concorso dedicato esclusivamente ai vini spumante “Metodo Classico”, unico o quasi nel suo genere, giunto alla nona edizione, ed organizzato da Euposia-La Rivista del Vino. Si è tenuto a Bardolino, presso l'Aqualux Hotel, sotto la regia organizzativa dell'amico Carlo Rossi. Oltre trenta giudici provenienti da tutto il mondo, fra i quali vi ero anch'io, hanno potuto assaggiare alla cieca 140 spumanti provenienti da Argentina, Messico, Spagna, Andorra, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Slovenia, India e Giappone. Giuria presieduta quest'anno dal giornalista Paolo Baracchino del Grand Jury Européen.
E' stata un'occasione veramente ghiotta per divertirsi ad assaggiare spumanti provenienti da paesi di cui non siamo abituati a conoscere le produzioni, e spesso anche di difficile reperibilità.
A questo link l'elenco, anche piuttosto lungo, di tutti i premi assegnati, compresi quelli per la singola nazione.
Grande successo è stato ottenuto dagli spumanti del Trentino Alto Adige, sia i Trentodoc, sia gli Alto Adige Doc. In particolare è risultato vincitore assoluto l'Altinum Riserva 2010 Trentodoc della Cantina di Aldeno. Il primo premio per lo spumante da vitigno autoctono è andato invece in Piemonte, all' Erbaluce Caluso VSQPRD Brut 2010 di Tenuta Roletto.
Tra i Rosè il vincitore assoluto proviene dal Regno Unito: Camel Valley, UK Cornwall, Brut Rosè Cuvée Raymond Blanc 2014.
Vincitore tra i vitigni autoctoni Cavicchioli Fratelli & Figli, Lambrusco Sorbara Doc, Rosé del Cristo 2012
Mi piace ricordare che il premio Italia è andato al mio metodo classico preferito, il Nature di Monsupello, cantina lombarda dell'Oltrepò Pavese.
Ma veniamo ai vincitori.
Cantina Aldeno – Aldeno (TN)
Cantina sociale fondata nel 2010, conta attualmente 370 soci che lavorano 335 ha di vigneto, per una produzione di circa 300.000 bottiglie. Le vigne vanno dal sud di Rovereto fino a Trento, e le varietà coltivate sono Marzemino, Teroldego, Lagrein, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon e Merlot tra le uve a bacca a scura; Chardonnay, Muller Thurgau, Moscato Giallo e Gewurztraminer tra quelle a bacca chiara. Direttore ed enologo è Walter Webber. Cantina dalla produzione maggiormente focalizzata sulle uve a bacca bianca (68 %), merita tra i rossi di essere citata per il suo Merlot. Dal 2011 la Cantina produce una linea di vini biologici, diventati dal 2013 Biovegan. Il vino di cui parlerò è l'Altinum Riserva.
Trento Doc Extra Brut Altinum Riserva 2010
Altinum è il nome latino di Aldeno: già questo indica il legame tra vino e territorio.
Ottenuto da Pinot Nero al 30 % e da Chardonnay al 70%. Il 60 % delle uve (tutto il Pinot Nero e parte dello Chardonnay) è vinificato in acciaio, il resto in legno, in barrique nuove. Resta in catasta sui lieviti per 60 mesi. Tenore alcolico del 12 % per le 1.800 bottiglie
Nel bicchiere si presenta di colore giallo, più dorato che paglierino. Perlage finissimo e persistente.
Sensazioni di passeggiata in montagna per gli intensi profumi floreali di media quota: vi ricordate i bucaneve ed i primi fiori primaverili che caratterizzavano le fresche brezze mattutine? Poi acacia, mentuccia, nota balsamica, ed ancora la mela e il tocco agrumato del cedro, ma candito. Un pizzico di vaniglia e ora assaggiamolo e lo scopriamo fresco, giovane nonostante i 60 mesi sui lieviti, elegantemente sapido e di grande equilibrio.
Prezzo in enoteca: € 45-50
Tenuta Roletto – Cuceglio (TO)
Tenuta Roletto nasce nel Novecento per merito di Tinetti Giovanni, aiutato poi dalla figlia Caterina e dal genero Enrico Roletto. Oggi l'azienda è condotta da Iuculano Mamao Antonino e dalla moglie Domenica Roletto Zabella. Siamo a Cuceglio, piccolo paese del Canavese – neppure mille abitanti – in provincia di Torino. Sulle colline moreniche del territorio si coltiva la vite da sempre: l'Erbaluce di Caluso, a bacca bianca, è il vitigno della zona, sulla cui origine vi sono meravigliose leggende (http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-03-14/l-erbaluce-caluso-vino-passito-romantiche-origini-085134.shtml?uuid=ABLEi02 ) . Si ritiene che sia stato portato sul territorio dai Romani e che derivi dal Greco di Fiano. Viene vinificato in tre tipologie: bianco secco, spumante e passito.
L'azienda possiede 34 ettari di vigneti, a cui presto se ne aggiungeranno altri 4, quasi pronti per andare in produzione. Annualmente si fanno circa 380.000 bottiglie, a cui si aggiunge del vino sfuso venduto ai privati, come da tradizione piemontese. L'enologo è Giampiero Gerbi.
Erbaluce Caluso VSQPRD Brut 2010
Erbaluce in purezza, produzione di 23.000 bottiglie, tenore alcolico del 12 %.
Vinificazione in acciaio, permanenza sui lieviti in catasta per almeno 36 mesi.
Nel bicchiere è giallo paglierino dai variegati riflessi verdolini e dorati. Ampio ed intenso lo spettro dei profumi: crosta di pane innanzitutto ma divertenti giochi di erbe medicinali, salvia, camomilla, sesamo e fieno appena tagliato. Arriva il finocchietto e poi la frutta gialla, il mango ed il frutto della passione. Sensazioni di pietra focaia ed idrocarburo. In bocca colpisce per la sua bolla al contempo cremosa ed aggressiva, decisa ed equIlibrata, avvolgente ma inafferrabile
Prezzo in enoteca: € 30-35

© Riproduzione riservata