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Quattro Metodo classico dell'Oltrepo Pavese da mettere in cantina

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Quattro Metodo classico dell'Oltrepo Pavese da mettere in cantina

Già nel 1979 Gianni Brera definiva la provincia di Pavia una provincia a forma di grappolo d'uva.
Di questo grappolo l'Oltrepò Pavese, il cui nome risale al 1164, è la parte più a sud, prevalentemente collinare, oltre il fiume Po. E' una sorta di triangolo, incuneato fra Piemonte, Liguria ed Emilia, quasi una terra di nessuno in cui si sono incontrate e trasformate tradizioni, cucine, memorie di queste tre regioni. Terza Denominazione italiana per numero di ettari vitati, ben 13.500, prima per presenza di Pinot Nero, più di 3.000 ettari.

La storia del Pinot Nero in Oltrepò Pavese nasce nella seconda metà del 1800, a Rocca de' Giorgi, dove il Conte Carlo Giorgi di Vistarino impianta, con successo, diversi ettari di cloni francesi di Pinot Nero: dopo 150 anni possiamo definire l'Oltrepò Pavese una delle zone spumantistiche più vocate d'Italia, proprio grazie al Pinot Nero. Purtroppo l'Oltrepò Pavese non gode di una fama pari alle sue potenzialità, per sfortune ma anche per colpe proprie: credo che un modo per affermarsi sia puntare sul Pinot Nero come vitigno bandiera del territorio, soprattutto se usato per il Metodo Classico.
Di seguito presento Anteo e Bruno Verdi, interessantissimi produttori di Metodo Classico del territorio, ed inizio il mio progetto RIASSAGGI con Conte Vistarino e Giorgi.

ANTEO – Rocca de' Giorgi (PV)
Antonella e Piero Cribellati continuano con grande passione il lavoro iniziato anni prima dal papà Trento che nel 1981 fondo' Anteo insieme ad alcuni soci, andando a rilevare quei terreni che un tempo appartenevano al beneficio parrocchiale di Rocca de'Giorgi. Alla morte del papà, 1994, Antonella e Piero decidono di abbandonare il settore dei mangimi, in cui operava principalmente la famiglia, e di acquisire tutte le quote di Anteo, facendo del vino la loro vita.
Decisione azzeccata, anche perchè hanno la fortuna di avere i circa 23 ettari dei loro vigneti a Rocca de' Giorgi, probabilmente la zona più vocata per il Pinot Nero di tutto l'Oltrepò Pavese.

Azienda dalla vocazione decisamente spumantistica, si avvale della collaborazione enologica di Aldo Venco e di Mazzocchi come agronomo. Visitandoli si respira tradizione, passione ma anche poesia, grazie agli influssi di papà Trento, poeta prima che imprenditore. Anche la scelta del nome, Anteo è significativa: così come il gigante Anteo, figlio di Gea (la Terra), sfidava e vinceva ogni avversario perchè riceveva sempre nuova forza dal contatto con la madre Gea, anche l'azienda Anteo e i suoi uomini e donne ricevono forza dalla loro terra e dalle loro vigne.
Voglio qui citare, prima di recensire il loro Riserva del Poeta, un verso di papà Trento, dedicato all'autunno di Rocca de' Giorgi: “...sa portare dolci / e succose le vendemmie / ed ha con se i colori / chiari e festevoli / dei giovani cuori....”

Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut Riserva del Poeta DOCG 2008
Pinot Nero con una piccola percentuale di Chardonnay, inferiore al 15 %. La vinificazione in acciaio è seguita da un parziale affinamento del vino base in barrique. Dopo il tiraggio, resta in catasta sui lieviti per almeno 72 mesi . Le bottiglie prodotte sono 6.000, con un tenore alcolico del 12,5 %. La sboccatura della bottiglia assaggiata è di maggio 2016. E' il Metodo Classico che Antonella e Piero hanno dedicato al papà, Trento Cribellati.
Nel bicchiere si presenta di un bellissimo giallo paglierino dai riflessi dorati, solcato da un perlage finissimo e persistente. Al naso è un trionfo di sensazioni, dalla pasticceria, con note di agrumi canditi, persino di cassata siciliana, ai ricordi infantili di zucchero filato, ed ecco le erbe aromatiche, il fieno, per passare alla frutta: pesche gialle di Romagna, albicocca, fichi, ananas maturo, frutto della passione. Penetrante lo zafferano, inconfondibile l'anice stellato. In bocca è di grande struttura, avvolgente, riempiente, persistente nei sapori di frutta secca, sapido e potente. AIS lo propone con un'insalata di pasta, mazzancolle ed avocado.
Prezzo in enoteca: € 25 - 30

Bruno Verdi – Canneto Pavese (PV)
La famiglia Verdi fa vino a Canneto pavese dalla fine del '700: sette generazioni di viticoltori che hanno passato il testimone a Paolo fin dal 1985 a causa della prematura scomparsa di papà Bruno, a cui è intitolata l'azienda. Il primo vino in bottiglia è merito proprio di Bruno e di Alfredo, nonno di Paolo. L'azienda oggi è portata avanti, oltre che da Paolo, dalla sorella Monica e dalla moglie Enrica. Negli ultimi tempi molto importante l'inserimento in azienda del giovane Jacopo, agronomo e figlio di Paolo, segno che il futuro dell'azienda è già ben tracciato. Gli ettari vitati sono una decina, con una produzione di circa 90.000 bottiglie, divise su 12 etichette. Dall'ultima vendemmia, 2016, Paolo ha deciso di avvalersi anche dell'enologo Stefano Testa. La filosofia di Paolo si può riassumere in questa frase: “Il rispetto della vigna, della vite e del vino uniti a cuore, passione e testa”. I vitigni coltivati sono Riesling Renano e Chardonnay tra i bianchi, Pinot Nero, Croatina, Barbara, Uva Rara e Ughetta di Canneto tra i rossi. Di seguito racconto il Vergomberra, Metodo Classico di Paolo Verdi, cosa che lo ha reso particolarmente contento, perchè lui è famoso soprattutto per gli eccezionali vini rossi che produce, fra tutti il Cavariola, ma sostiene da sempre che anche a Canneto Pavese vi sono alcuni vigneti eccezionalmente vocati per produrre Metodo Classico.

Oltrepò Pavese Metodo Classico Extra Brut Vergomberra DOCG 2011
Prende il nome dalla frazione, Vergomberra, in cui ha sede l'azienda. E' un uvaggio di Pinot Nero al 70% e di Chardonnay al 30%. Il tenore alcolico è del 13 %. La produzione è di 5.850 bottiglie. La prima annata prodotta da Paolo è stata il 1981, La vinificazione è in cemento: un 15 % del mosto viene posto in barrique austriache della Stiria a fermentare. Il vino base non è filtrato. Dopo il tiraggio le bottiglie restano in catasta sui lieviti per circa 50 mesi. La sboccatura della bottiglia assaggiata è del luglio 2016. Di colore giallo paglierino, appena accennati i riflessi dorati, ha una bollicina perfetta. Al naso il bouquet è variegato, dal fieno alla crosta di pane, con pasticceria, vaniglia, cioccolato bianco e nocciola. Tante le note floreali: biancospino, sambuco, camomilla, margherita bianca e rosa bianca. Piacevole la pesca bianca e un delicato accenno di fragolina di bosco. Al sorso è deciso, fresco e sapido, con una lieve nota amarognola ed un'ottima persistenza. AIS lo abbina ad un risotto con le fragole.
Prezzo in enoteca: € 18 – 20

I RIASSAGGI
Da questa settimana parte una nuova sezione della mia rubrica, I Riassaggi, in cui andrò ad assaggiare le nuove annate di vini recensiti negli scorsi anni, indicando anche il link della precedente recensione. Saranno vini legati all'articolo in essere, per cui in questo caso si tratta di 2 Metodi Classici dell'Oltrepò Pavese.

Conte Vistarino – Pietra de' Giorgi (PV)
La famiglia Giorgi di Vistarino è proprietaria dalla metà del XV secolo di un'ampia tenuta agricola nel comune di Rocca de' Giorgi in Oltrepo Pavese. La proprietà si estende oggi per 826 ettari, di cui 200 vitati. Vitigno simbolo dell'azienda è il Pinot Nero, con oltre 140 ettari vitati. Alla guida dell'azienda oggi vi è Ottavia Giorgi di Vistarino, donna del vino, determinata ed affascinante.
Al seguente link trovate il mio precedente articolo con una dettagliata storia dell'azienda ed una recensione dell'Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Conte Vistarino 1865 DOCG 2009: nel mio riassaggio parlerò dell'annata 2011.Voglio però dedicare poche righe per ricordare il vile sabotaggio subito dalla cantina Conte Vistarino qualche settimana fa: nottetempo degli ignoti si sono introdotti nell'azienda ed hanno sversato circa 5.300 ettolitri di vino, con un danno di oltre mezzo milione di euro. Atto vandalico, sabotaggio, intimidazione mafiosa: in ogni caso ad Ottavia, che non si è persa d'animo ed ha subito reagito, tutta la mia solidarietà.

RIASSAGGIO:
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut Conte Vistarino 1865 DOCG 2011
Il nome, 1865, rivendica con orgoglio che nel 1865 veniva prodotto dalla cantina Conte Vistarino il primo Metodo Classico secco italiano. Si tratta di un Pinot Nero in purezza, con un tenore alcolico del 13 %, prodotto in circa 7.000 bottiglie. La vinificazione è in acciaio. Resta in catasta sui lieviti per circa 50 mesi, a cui seguono 6 mesi in bottiglia dopo la sboccatura. Nel bicchiere è di colore giallo paglierino, con una leggerissima sfumatura dorata. Letteralmente esplosivo il suo perlage, di grande finezza e persistenza. Molti i profumi con cui divertirsi: crosta di pane, croissant e pasticceria, fiori primaverili, sambuco e zagara. Tante le note fruttate, nespole e giuggiole, agrumi, prugna gialla, ma anche kiwi, ananas e pompelmo. Il sorso è cremoso, morbido ed equilibrato, con grande pienezza e persistenza. AIS lo abbina con un risotto alle rane.
Prezzo in enoteca: 25 Euro

Giorgi – Canneto Pavese (PV)
Le cantine Giorgi risalgono al 1875. Di generazione in generazione la famiglia Giorgi ha sempre più sviluppato la cantina, soprattutto dal 1970 in poi, grazie ai fratelli Gianfranco ed Antonio. Oggi l'azienda è gestita anche dai figli di Antonio, in particolare Fabiano, coadiuvato da Eleonora ed Ileana. Le bottiglie prodotte si avvicinano ad 1,5 milioni, grazie a quasi 60 ettari di vigneti di proprietà ed a circa 300 conferitori di uve. Azienda molto innovativa nel marketing, declina l'Oltrepò Pavese in quasi tutto il mondo.
Al seguente link trovate il mio precedente articolo con una dettagliata storia dell'azienda ed una recensione dell'Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut Giorgi 1870 DOCG 2008: nel mio riassaggio parlerò dell'annata 2012.

RIASSAGGIO: Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut Gran Cuveé Storica Giorgi 1870 DOCG 2012
Pinot Nero in purezza, prodotto in circa 20.000 bottiglie con un tenore alcolico del 12,5 %. Dopo la vendemmia tra fine agosto ed inizio settembre, la vinificazione è in acciaio. Permanenza sui lieviti per almeno 36 mesi. La sboccatura della bottiglia in assaggio è del 18/11/2016.
Di colore giallo paglierino con leggere striature dorate, ha un perlage raffinato e persistente. Al naso si caratterizza per i profumi di fiori di campo, di bucaneve, di gelsomino e sambuco, ma anche di fieno secco e mentuccia. Oltre alle note agrumate, importanti sono i sentori fruttati, a partire dalla pesca, dalla susina bianca, fino all'albicocca e alla nocciola. Frutta secca, mandorla soprattutto, senza dimenticare una piacevole pausa al te verde. In bocca è vibrante, sapido, cremoso e di buona struttura. AIS lo abbina con una quiche con uova, asparagi e menta
Prezzo in enoteca: 16-20 Euro

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