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Zonin: obiettivo Usa con i vini piemontesi

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Zonin: obiettivo Usa con i vini piemontesi

Cantina Zonin chiude un anno positivo nonostante la debolezza della sterlina. L'azienda di Gambellara rilancia sulla crescita all'estero e sui vini classici italiani, dal Chianti al Valpolicella fino ai Pinot e al Montepulciano. Nel 2016 Zonin ha realizzato ricavi consolidati per 193 milioni (i dati però non sono definitivi), in progresso rispetto ai 186 dell'esercizio precedente. Sul dato ha inciso lo scivolamento della sterlina. Per esempio la controllata britannica ha aumentato le vendite di 3 milioni di pound ma al cambio ne ha persi 6. Senza l'effetto valutario Zonin avrebbe doppiato la boa dei 200 milioni di ricavi.

Buono il 2016
“Il 2016 è stato un anno di soddisfazioni - commenta il presidente Domenico Zonin -. In particolare sul fronte internazionale: oggi i mercati esteri pesano per l'86% sul fatturato del gruppo, ma intravediamo ancora margini di miglioramento”. Per esempio l'anno scorso il mercato americano ha realizzato vendite per 66 milioni di dollari e l'obiettivo è ora quello di puntare a 100 milioni. In particolare, con un progetto che fa leva sul vino di Castello del Poggio: dalla tenuta nell'astigiano escono Barbera e Moscato Docg, Dolcetto e Grignolino Doc. “L'obiettivo triennale è di passare da 300mila case a un milione” sottolinea l'imprenditore veneto. Quanto al mercato britannico “è ancora in sviluppo ma ha rallentato il passo”. La Cina invece è partita da poco “e continua il suo percorso”.

Il Prosecco non si ferma
Il driver dello sviluppo di Zonin è il Prosecco che pesa per il 40%, poi seguono tutti gli altri. Ma il gruppo di Gambellara ha un'offerta talmente ricca da temere ben poco: le tenute della famiglia Zonin contano su 2mila ettari di vigna, più 90 negli Stati Uniti. Le tenute sono dislocate nelle sette regioni italiane a maggiore vocazione vitivinicola: Veneto, Friuli, Piemonte, Lombardia, Toscana, Sicilia e Puglia. Il Prosecco traina il vino italiano e i rossi? “I fermi sono stabili su tutti i mercati. Solo l'Amarone è in crescita nel Nord Europa”.

Nuova generazione
Quale la strategia dei prossimi anni? “Non vogliamo aumentare il numero delle bottiglie - sostiene Zonin - ma puntare sulla marca e sulla crescita dei prezzi”. Insomma, più valore al vino. “Di fatto il rinnovamento del marchio Zonin dopo molti anni é un'innovazione - sostiene il presidente - segno anche della nuova generazione che guida l'azienda. Ma non tanto per l'immagine del pack, quanto per il fatto che lo sosteniamo soprattutto con la nuova linea dei “Classici”, le denominazioni italiane dove, nel Triveneto, da sempre affondano le radici della nostra famiglia”.

Infine la partnership con Autogrill. “Apriremo altri quattro wine bar con Autogrill - anticipa Zonin -. Quelli già operativi vanno molto bene e intendiamo andare avanti”. Sono in programma wine bar nelle città a gestione diretta? “Vedremo. Oggi non sono in agenda”.

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