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Niente zucchero per gli autisti di Tir, uva per i dentisti, carciofi…

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Niente zucchero per gli autisti di Tir, uva per i dentisti, carciofi per i manager: la dieta giusta per ogni mestiere

Niente zucchero bianco per gli autotrasportatori, uva e coriandolo per fabbri e dentisti, nocciole e scalogno per gli impiegati, carciofi e mandorle per manager e imprenditori. Ogni mestiere ha la sua dieta “perché il rischio alimentazione è uno dei rischi che il datore di lavoro ha l'obbligo di valutare in base al testo unico 81/2008 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, sottolinea Eleonora Buratti. Sociologa aziendale e scrittrice romagnola che ha dato alle stampe, assieme a Carlo Giolo, economo diestista e consulente d'impresa, un manuale pionieristico in Europa: “La dieta dei mestieri. Rischio Alimentazione”.

Manuale operativo per le aziende
Non un libro di ricette, non l'ennesima dieta alla moda, ma un manuale operativo che racchiude in 226 pagine cinque anni di ricerche e 400 testi per spiegare come la salute e la prestazione del lavoratore dipendano strettamente da ciò che mangia. Cibo funzionale e wellness aziendale sono concetti molto in voga, ma lo sforzo dei due autori è prettamente scientifico-educativo: la prima parte del volume è dedicata ai principi cardine universali (o quasi) di una sana dieta quotidiana e la seconda parte è declinata invece sulla corretta alimentazione per 16 diversi mestieri . “Se in azienda sono previsti i “Dispositivi di protezione individuale” (DPI) noi introduciamo invece una “m” in più parlando di DPIM “Dispositivi di protezione immunitaria”, perché ci sono sostanze che aiutano il nostro organismo ad affrontare meglio i rischi del lavoro”, spiega l'autrice.

La dieta del manager
Da qui il suggerimento di assumere cibi ricchi di magnesio, come mandorle dolci, carciofi crudi e anacardi, alle figure dirigenziali ad alto rischio stress da lavoro correlato. A chi - negli studi dentistici, nell'industria chimica e nella metallurgia - respira costantemente metalli pericolosi quali il mercurio, è consigliato assumere alimenti chelanti come l'uva, l'alga clorella, le clementine, il coriandolo. Il parrucchiere a rischio asma bronchiale e dermatite da contatto è bene si nutra di kiwi, cavolo, origano, the verde, prodotti ricchi di vitamina C e antiossidanti. All'impiegato conviene astenersi dai fosfati di potassio (E340), dai mono e digliceridi degli acidi grassi (E471) e dagli antiagglomeranti a base di silicio (E551) che abbondano nelle bibite e nelle merende tentatrici nei distributori automatici in ufficio. Meglio consumare scalogno, carote, pomodori secchi nonché more, ribes e mirtilli, che contrastano difficoltà respiratorie dovute alle polveri di toner e stampanti, il calo della vista da videoterminale e le difficoltà circolatorie alle gambe indotte dalla sedentarietà.

Perdita di produttività del 20% con una cattiva alimentazione
In questo primo libro (Altromondo Editore) è analizzata la dieta adatta per l'80% delle professioni più comuni, ma Buratti ha già in programma una seconda edizione per completare la casistica. “E spero di tradurlo in tedesco, perché in Germania il tema è di grande attualità e sarei fiera che l'Italia tornasse a fare da apripista nel Vecchio Continente, perché siamo la patria della medicina e della sicurezza sul lavoro: fu il carpigiano Bernardo Ramazzini, tre secoli fa, il primo medico a studiare la correlazione tra mestieri, salute e alimentazione”, ricorda la scrittrice.
La strada, in realtà, è ancora tutta da spianare anche in Italia, sebbene sia la stessa ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) a dichiarare che una cattiva alimentazione durante le ore lavorative porti a perdite di produttività fino al 20% e i dati Inail certifichino che buona parte degli infortuni avviene nelle ore postprandiali. “Ho lavorato un decennio in aziende che si occupavano di salute e sicurezza sul lavoro e ho raccolto testimonianze di imprenditori che raccontavano che dopo pranzo avrebbero potuto chiudere l'azienda per la scarsa produttività dei dipendenti”, riferisce l'autrice. Ribadendo che in ballo non c'è il dimagrimento del lavoratore o l'imposizione di regimi alimentari, ma la questione di rischi emergenti legati a sonnolenza, stress, intossicazione che vanno affrontati partendo dal piatto, perché l'alimentazione è prima di tutto una scienza.

Interesse di imprese e Pa
E la sicurezza e la salute del lavoratore sono oggi un approccio a 360 gradi che le aziende del terzo millennio stanno facendo proprio non solo per i dettami della legge ma anche sotto l'ombrello del welfare. “Se nel 2010, quando per la prima volta presentai alla fiera di Bologna “Ambiente Lavoro” il mio primo studio sul legame tra cibo, stress e mansione professionale, mi guardavano come un Ufo oggi invece c'è grande interesse, tra le imprese e la pubblica amministrazione”, conclude Buratti. Che sta portando il manuale ”La dieta dei mestieri. Rischio Alimentazione” in giro per l'Italia e lo presenterà a Milano il prossimo 8 marzo all'Aifos, in occasione della festa della donna, in un convegno che - come testimonia il titolo “Mangia Lavora Cura” - mira ad affrontare trasversalmente i temi della sicurezza di genere.

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