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Salute, salvaguardia e bizzarrie gourmet: le tre parole d’ordine…

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Salute, salvaguardia e bizzarrie gourmet: le tre parole d’ordine di Taste

Anche il cibo, come la moda, ha le sue tendenze che conquistano i palati e fanno parlare di sé. A mettere in fila queste tendenze ci pensa ora Pitti Immagine, la società fiorentina che (guarda caso) organizza le fiere della moda e che firma il Taste di Firenze, salone delle eccellenze agroalimentari in programma alla Stazione Leopolda dall'11 al 13 marzo.
Per l'edizione numero 12 di Taste, Pitti Immagine ha ideato tre percorsi destinati a incuriosire e attrarre i visitatori e li ha battezzati “Sono buoni e fanno bene”, “Sapori a rischio di estinzione” e “Bizzarrie da gourmet”: ciascuno raggruppa una serie di prodotti che interpretano e declinano il trend.

Buoni che fanno bene

Sotto il cappello dei prodotti buoni che fanno bene ci sono quelli attenti al benessere e alla salute, come i senza glutine o senza lattosio, ma anche quelli a base di cereali altamente digeribili o poveri di grassi che mantengono gli standard di prelibatezza. Si va dalla linea di panettoni in chiave salutista a marchio Agrumato, alla crostata di nocciola e confettura di lamponi fatta dalla pasticceria di Mauro Alemanni con farina di Tritordeum, cereale ad alta digeribilità utilizzato anche per i Krumiri Mauro; dal formaggio ‘Senza' prodotto dall'azienda Bertinelli con caglio vegetale, senza conservanti e additivi, lattosio e glutine, ai prodotti senza glutine del forno veronese Brio Gluten free bakery, fino al vino vegano della cantina siciliana Marilina.

A rischio di estinzione

Nella categoria “Sapori a rischio di estinzione” ci sono tra gli altri lo ‘Spaccasassi sott'olio' dell'azienda marchigiana Rinci, pianta aromatica conosciuta come finocchio marino che cresce lungo le coste mediterranee, e i prodotti dell'azienda agricola Sapori Vesuviani che recupera produzioni tipiche come i pomodorini del Piennolo del Vesuvio o l'albicocca del Vesuvio.

Bizzarrie gourmet

Infine, nel percorso dedicato alle bizzarrie da gourmet troviamo il foie gras d'anatra in torcione di Fabio Barbaglini, prodotto da quasi 20 anni solo per la ristorazione e ora destinato anche al consumo familiare, oppure la Lumaca Madonita, azienda con il più grande allevamento di lumache in Italia.
Per il resto, Taste riconferma la formula che l'ha fatto crescere in questi anni, arrivando a ospitare in questa edizione 380 produttori di nicchia (+12% rispetto al marzo 2016), anche se il driver vuole rimanere la qualità più che la quantità dell'offerta.
Confermata anche la doppia formula - apertura per gli operatori le mattine di sabato 11 e domenica 12 marzo e per il pubblico i due pomeriggi e l'intero lunedì - che ha dimostrato di funzionare (15.500 presenze all'ultima edizione, di cui 5.000 buyer) e i Taste ring, dibattiti nell'arena cultural-gastronomica animati dal gastronauta Davide Paolini.

Tendenza caffè

Come avviene per le fiere del Pitti, anche Taste sceglie un tema-guida, che in questa edizione è il caffè, al quale vengono dedicate mostre, installazioni, presentazioni di libri, contest e talk, strizzando l'occhio al trend della hipster coffee culture. Un'altra tendenza da cavalcare.

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