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Aria nuova in Valpolicella tra disciplinari, Anteprime, calici e…

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Aria nuova in Valpolicella tra disciplinari, Anteprime, calici e produzioni eco-sostenibili

Valpolicella (Marka)
Valpolicella (Marka)

Gli ultimi mesi sono stati di grande fermento in Valpolicella, a partire dalle modifiche al Disciplinare della DOC Valpolicella ripasso: a distanza di sei anni dalla nascita della Denominazione, l'assemblea straordinaria del 14 dicembre 2016 ha sancito il cambio del nome in Valpolicella Superiore Ripasso ed una serie di modifiche nel segno di un miglioramento qualitativo sia nel vigneto sia in cantina.
Un passaggio necessario dato il Valpolicella Ripasso è diventato il primo vino della Valpolicella in volume, con una crescita nell'ultimo quinquennio del 46,7%, ed un grande successo sui mercati internazionali, a partire da Stati Uniti, Regno Unito, Germania, altri mercati UE, Svezia, Russia e Cina. “Il Valpolicella Ripasso – sottolinea a questo proposito Christian Marchesini, presidente del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella – è un motore importante per la Denominazione, sia sotto il profilo commerciale sia nel più delicato ambito degli equilibri produttivi delle Dop Valpolicella. Con circa 26 milioni di bottiglie all'anno e un ottimo rapporto qualità/prezzo, rappresenta il driver degli altri vini in molti mercati dove l'Amarone resta il prodotto di lusso per le occasioni speciali”.

Andiamo a vedere le modifiche più significative del nuovo disciplinare: il Valpolicella Ripasso fino ad ora si è ottenuto dal contatto del Valpolicella base sulle vinacce residue dell'Amarone per circa 15/20 giorni. La macerazione del vino Valpolicella con vinacce fermentate di uve appassite precedentemente utilizzate per la produzione dell'Amarone (o del Recioto) permette di ottenere un vino con maggior struttura, alcolicità e rotondità rispetto al Valpolicella base. Nel nuovo disciplinare viene introdotto il termine Superiore nel nome della Denominazione, per cui NON si utilizzerà più il Valpolicella base ma solo il Valpolicella Superiore, ottenuto da uve con migliori requisiti qualitativi rispetto al base. Altre modifiche fanno chiarezza sulla tecnica di cantina, sempre con l'obiettivo di innalzare e uniformare la qualità verso l'alto. L'operazione di ripasso verrà definita dal nuovo disciplinare come rifermentazione in un'unica soluzione, eliminando la pratica diffusa del “doppio ripasso”. Le vinacce utilizzate dovranno includere una frazione liquida di vino atto a divenire Amarone o Recioto compresa tra il 10% e il 15% rispetto al totale di vino Valpolicella da ripassare: viene escluso il taglio, cioè l'utilizzo nel ripasso di vino finito declassato. Le vinacce dovranno avere un residuo zuccherino minimo di almeno 10 g/L e l'operazione di ripasso dovrà avere una durata minima di tre giorni.

Se ci spostiamo alla fine dello scorso gennaio, grande interesse come sempre ha suscitato Anteprima Amarone, giunta alla XIV° edizione e dedicata all'annata 2013. Nelle sale del Palazzo della Gran Guardia a Verona il pubblico formato da giornalisti, operatori ed appassionati ha potuto assaggiare oltre 150 vini presentati dalle 78 cantine partecipanti.

Tra le curiosità, un calice “istituzionale” in ci versare l'Amarone: si tratta di un modello della VDglass selezionato da una commissione di esperti perchè in grado di esaltare le caratteristiche del nobile vino rosso veronese.

I partecipanti sono stati circa 2.800, fra cui quasi 250 giornalisti provenienti dall'Italia e da 16 paesi esteri (Australia, Austria, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Kazakistan, Olanda, Polonia, Russia, Spagna, Stati Uniti e Svizzera).

Voglio ricordare qualche vino assaggiato – di Zanoni Pietro e Massimago parlerò diffusamente tra poco – sempre tenendo presente che in molti casi si trattava di campioni da botte.

Albino Armani: Amarone Cuslanus 2013 campione da botte. In vendita dalla primavera 2018, è fruttato, equilibrato, in parte già pronto. Promette bene.
Cantina di Soave: Amarone Rocca Sveva 2013 Riserva, tradizionale, potente e concentrato.
Corte Archi: in bottiglia ma non ancora in vendita, è leggermente vinoso, fresco e intensamente fruttato. Deve solo arrotondarsi un po'.
Corte Rugolin: in vendita da settembre, è molto intenso sia nei profumi che nei sapori.
Corte Sant'Alda: in vendita da settembre, si preannuncia un vino estremamente elegante.
Falezze: campione da botte, sul mercato dal novembre '19, suscita grandi aspettative.
Le Marognole: in vendita già dal prossimo giugno '17, si rivela di complesso ed elegante.
Marco Mosconi: campione da botte, in vendita dal gennaio '18. Di grande piacevolezza, equilibrato, grande frutto e legno non invasivo.
Valentina Cubi: ennesima conferma dello stile di Valentina, da bersi con piacere.
Zymè: campione da botte, in vendita dal 2020. Credo anche questa volta Celestino abbia fatto centro, producendo un vino notevolmente intenso e complesso.
Prima di presentare le aziende Pietro Zanoni e Massimago e di raccontare l'interessante progetto Espressioni-Domini Veneti della Cantina Valpolicella Negrar voglio ricordare il convegno organizzato lo scorso 28 febbraio dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella, dal tema Sostenibilità in vigneto: esperienze e prospettive in Valpolicella.

Il convegno è stata l'occasione per presentare i risultati del progetto “Riduci Risparmia Rispetta”, iniziato 5 anni fa. “Riduci Risparmia Rispetta” è un vero e proprio protocollo per la produzione sostenibile dei vini, si rende manifesto con un marchio RRR da apporre sulle bottiglie delle aziende che lo praticano. Durante il convegno una ventina di azienda hanno ricevuto i primi certificati per le bottiglie del Valpolicella DOP 2016, che hanno così potuto fregiarsi del marchio RRR.

Come ha detto Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, “...la sostenibilità a tutto tondo è al centro delle attività del Consorzio, insieme alla tutela e alla promozione. Essere arrivati a una certificazione di area sintetizzata in un marchio è un risultato molto importante che permette ai Vini Valpolicella di essere al passo con le richieste dei consumatori, sempre più esigenti in fatto di salubrità dei prodotti, e al contempo di tutelare il territorio di produzione e i suoi abitanti. Oggi il Protocollo interessa 63 aziende e 600 ettari. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a certificare il 60% della superficie vitata. Abbiamo deciso anche di prevedere dei benefit per le aziende certificate. Teniamo molto a questo traguardo su cui in Europa si sta cimentando soltanto l'Austria”.

Tra le tante iniziative legate al progetto, interessante il lavoro di Grafiche Seven, azienda del gruppo francese Autajon, specializzato nella realizzazione di packaging ed etichette con all'attivo diverse iniziative sulla sostenibilità, che ha deciso di condividere ed investire in “Riduci Risparmia Rispetta”: ha realizzato una carta ottenuta anche con gli scarti di lavorazione dell'uva.

Torniamo ora ai produttori di cui voglio parlare.

Azienda Agricola Zanoni Pietro – Verona, fraz. Quinzano
La famiglia Zanoni coltiva la vite e produce vino da inizio '900: vendevano uva e vino in cisterna.
Pietro, tecnologo alimentare, torna a Quinzano per rilanciare l'azienda del padre, che conduce con la collaborazione della moglie Luisa. È proprio Pietro a decidere nel 1998 il cambiamento radicale dell'azienda, ovvero imbottigliare i propri vini ed uscire con proprie etichette sul mercato. Nel 2000 escono le prime bottiglie di vini curati interamente da lui. Nel 2006 viene realizzata la nuova cantina e sede aziendale. L'azienda dispone di 6,5 ha di vigneto con cui si producono 22.000 bottiglie. Prossimamente entrerà un altro ettaro in produzione, con l'obiettivo di arrivare a 25.000 bottiglie. I vigneti più vecchi hanno quarant'anni, i più giovani già in produzione sono del 2011. Sono situati in 3 diversi appezzamenti sulle colline a nord di Verona. Le viti sono allevate a spalliera, tranne gli impianti più recenti che sono guyot ad alta densità. Nella conduzione dei vigneti si attua la lotta integrata, l'inerbimento del terreno e la concimazione organica. Pietro presta grande attenzione all'identità del territorio, non a caso i vini prodotti, 5, sono solo quelli delle Denominazione della Valpolicella. Della parte enologica si occupa personalmente Pietro, mentre per quella agronomica si avvale della consulenza di Igor Bonvento.

Amarone della Valpolicella DOCG Zovo 2013 – non ancora in vendita
L'etichetta prende il nome dalla località in cui si trova il vigneto, Zovo, con viti di età dai 15 ai 40 anni. L'uvaggio è costituito al 40 % da Corvina e Corvinone, al 15 % da Rondinella e al 5 % da Oseleta. Vendemmia nella terza settimana di settembre, circa 100 giorni di appassimento in fruttaio e vinificazione in acciaio con tre settimane di macerazione. Affina in barrique per 24-30 mesi e per 3 anni in bottiglia. È stato imbottigliato nella primavera del 2016, circa 8.000 bottiglie.

Colpisce per l'intensità e la delicatezza dei profumi, che spaziano dai petali di fiori appassiti alla mela cotogna e alla composta di pere, ma soprattutto tanti frutti rossi, more, amarene e prugne. Appagante la nota balsamica, senza tralasciare spezie come il pepe nero e la cannella. In bocca è caldo e morbido, sicuramente con margini evolutivi interessantissimi.
Prezzo in enoteca: € 33-35 (è quello dell'annata ora in vendita, 2011)

Massimago – Mezzane di Sotto (VR)
A condurre l'azienda è la giovane Camilla Rossi Chauvenet. Siamo a Mezzane, in una zona della Valpolicella un po' più selvaggia rispetto ad altre, con un microclima ideale per la coltivazione della vite. Dal 1883 l'antico cru “maximum agium” (Massimago), un complesso territorio di vigne e ulivi su terreni calcarei disposti su pendii collinari fino a 350 metri s.l.m., appartiene alla famiglia Cracco, bisnonni di Camilla da parte di mamma. È un territorio con acque surgive, una zona di refrigerio in cui ci si rifugiava quando a Verona faceva molto caldo. I nonni ed i genitori di Camilla hanno sempre conferito le uve, non hanno mai fatto vino, anche se il desiderio c'era. È stata Camilla a dare una svolta totale: appartenente ad una vera e propria dinastia di avvocati, ha sempre vissuto a Verona e Padova, fino a quando non è andata a Montpellier per studiare Agronomia. Il sogno della sua vita era decisamente costruire la sua azienda vinicola e non continuare la tradizione forense di famiglia.

Massimago nasce nel 2003, azienda vitivinicola improntata alla sostenibilità in vigna ed in cantina. Gli ettari vitati coltivati sono 14, di cui 12 di proprietà, per una produzione di circa 60.000 bottiglie, ripartite su 8 etichette diverse. Per la parte enologica ci si avvale di Enrico Nicolis, mentre è la stessa Camilla a seguire quella agronomica. Nel 2011 è iniziata la conversione biologica nel 2011, completata nel 2014. L'amarone 2014 sarà il primo biologico.

Amarone della Valpolicella DOCG 2013 – non ancora in vendita
E' ottenuto da un uvaggio di Corvina al 65 %, Corvinone al 30 % e Rondinella al 5 %. Le uve sono lasciate in appassimento per 80 giorni, per poi effettuare la vinificazione in acciaio. L'affinamento è in legno, per 24 mesi, per il 70% in botte grande e per il 30 % in barrique. Per essere precisi, le uve provengono da 4 parcelle diverse, si effettuano 4 microvinificazioni diverse, affinamenti separati e solo dopo si effettua l'assemblaggio. È imbottigliato per ora senza etichetta, e resta in bottiglia almeno 12 mesi prima della messa in commercio. La produzione è di 10.000 bottiglie.
assemblano.
Di grande interesse al naso, sia in verticale che in orizzontale: sicuramente confettura di mora e marmellata di rose, si caratterizza per le note balsamiche e speziate, tamarindo, caffè, cioccolato, chiodi di garofano, pepe rosa, cuoio e liquirizia. L'ampiezza è confermata anche da garofano, cannella, china, finocchietto selvatico ma anche dal dolce del Ferrero Rocher. In bocca è delicato, morbido ma potente, avvolgente e deciso. Dal grande avvenire.
Prezzo in enoteca: € 48-55 (è quello dell'annata ora in vendita, 2011)

Per concludere voglio raccontare il Progetto Espressioni della linea Domini Veneti della Cantina Valpolicella Negrar
Espressioni – Domini Veneti – Cantina Valpolicella Negrar
La Cantina Valpolicella Negrar è una realtà cooperativa sita a Negrar, fondata nel 1933.
La linea Domini Veneti contraddistingue da anni i vini più rappresentativi della filosofia produttiva della cantina. Ho già parlato della Cantina Valpolicella Negrar, in particolare per il loro Recioto.

Veniamo ora al progetto Espressioni: la zona “classica” di produzione del Valpolicella è formata da cinque distinte aree geografiche ciascuna delle quali in grado di produrre vini ben caratterizzati. Espressioni è un lavoro di ricerca ultra decennale che ha avuto come risultato la produzione di 5 cru Amarone, ciascuno rappresentativo di una delle suddette aree. Caratteristica importante è che le uve provengono da vigneti singoli situati nelle parte più alte ed estreme di ogni vallata. Le uve sono sottoposte ad appassimento naturale. Sino ad ora sono state prodotte 3 annate, il 2005, il 2008 ed il 2010. Progetto di grande valenza culturale, perché sviluppa il legame Amarone-territorio. Ho potuto degustare tutti i 5 cru del 2010. Di seguito i miei appunti di degustazione.
Dal punto di vista dei colori, i tre amaroni San Rocco, Mazzurega e Villa sono molto simili tra loro, mentre Castelrotto e Monte sono decisamente più scuri ed intensi.
1) AMARONE MONTE - Areale di Sant'Ambrogio di Valpolicella
Il vigneto di Monte è nel punto più alto della vallata, circa 440 metri s.l.m. I suoli, di origine sedimentaria, sono calcarei, con rocce di scaglia rossa da cui si estrae la famosa pietra locale.
Grande frutta rossa matura ed in confettura, fiori appassiti, cioccolato, pepe nero e spezie dolci, bilanciate da una lieve nota eterea. Una sottile striatura balsamica si fa apprezzare. In bocca è morbido e fresco, equilibrato, piacevolmente persistente.
2) AMARONE CASTELROTTO - Areale di San Pietro in Cariano
È il comune che chiude a sud la Valpolicella classica e confina a nord con i Lessini. I suoli di quest'area sono di origine alluvionale. Il vigneto è a Castelrotto, a circa 150 metri s.l.m.
Al naso piace un tocco di etereo, per poi passare alla frutta rossa sotto spirito ed ai fiori di rosa appassiti. Evidente il caffè ed un tocco balsamico. Al sorso è morbido, dai tannini setosi, caldo ed equilibrato, direi quasi delicato.
3) AMARONE MAZZUREGA - La vallata di Fumane
I terreni sono costituiti da rocce calcaree stratificate. Il vigneto di Mazzurega è a 460 metri s.l.m., in una zona dalle elevate escursioni termiche. Profumi fini e leggermente dolciastri, confetto, caramella Rossana, panettone, cipria, ma anche frutta rossa e fiori. Caffè e cacao ma anche note di cuoio e tabacco. Si caratterizza per intensità e morbidezza, elegante nei tannini, levigati ed armonici. Struttura e complessità, chiara la percezione dell'appassimento, ma con grande delicatezza.
4) AMARONE SAN ROCCO - La Vallata di Marano
Il vigneto San Rocco si trova a 510 metri s.l.m., su terreni basaltici di origine vulcanica. Profumi di ciliegia matura, spezie dolci, tanta noce moscata, note balsamiche ed un chè di etereo. Non mancano caffè e cacao. È grasso, ampio, ricco, elegante nei tannini. Caldo e morbido, si caratterizza prevalentemente per le speziature.
5) AMARONE VILLA - La Vallata di Negrar
Il vigneto di Villa si trova a 280 metri s.l.m., su terreni argillo-limosi.
Vino meno grasso dei precedenti, più lineare, forse un po' più austero, con prevalenza di frutta rossa matura, tamarindo, rabarbaro e china. Deciso anche il pepe nero. I tannini sono decisi.

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