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Il Giappone riapre le porte alla carne italiana: Per i gourmet anche…

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Il Giappone riapre le porte alla carne italiana: Per i gourmet anche ossibuchi e brasati “ready made”

Alla maggiore fiera agroalimentare dell''Asia, il Foodex, sono arrivate 170 aziende italiane da 16 regioni: quest'anno si nota in particolare una spinta verso il biologico e il salutistico nell'offerta di prodotti nuovi “made in Italy“ per il consumatore giapponese, spesso in direzione dell'”easy meal” e dello “smart eating”, in un mercato che sta anche riaprendo alcune porte che si erano chiuse. “Un mercato che e' il decimo in termini di sbocco per le nostre esportazioni agroalimentari e il secondo più importante dopo gli Stati Uniti al di fuori dell'Europa”, ha sottolineato il presidente dell'Ice Michele Scannavini - Un mercato in crescita che potrà svilupparsi ulteriormente quando sarà firmato l'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Giappone”.

Il Giappone riapre le porte alla carne italiana: Per i gourmet anche ossibuchi e brasati ready made

Al di la' dei marchi più importanti che gia' hanno una presenza consolidata, parecchie aziende si affacciano per la prima volta sul Sol Levante. E a volte ritornano. Dopo 15 anni di divieti iniziati a causa del morbo della mucca pazza in Europa e al termine di estenuanti negoziati, l'accordo bilaterale e' stato raggiunto alcuni mesi fa: il Giappone sta quindi tornando a importare carni bovine dall'Italia. Dice Gian Luca Vercelli dell'omonimo gruppo: “E' un mercato interessantissimo che finalmente si riapre. Ci siamo attrezzati, dedicando investimenti specifici negli ultimi mesi, per venire incontro alla normativa giapponese, che richiede la tracciabilita' individuale non solo dei tagli di carne, ma di tutte le frattaglie. Siamo pronti con prodotti che sono innovativi anche per l'Italia: oltre ai tagli tradizionali di carne di vitello per la ristorazione, proponiamo tagli confezionati nel sacchetto da forno, pronti ad andare direttamente nel forno. Ottimi arrosti ossobuco, brasati e spezzatino, da gustare in casa senza dover necessariamente essere uno chef”.
“Siamo una azienda lombarda specializzata in prodotti senza glutine - afferma Andrea Giai, amministratore delegato di Farmo -. Vogliamo raggiungere i supermercati di alta gamma. In Oriente i prodotti senza glutine sembrerebbero una assurdità in quando qui si mangia a base di riso, ma abbiamo percepito che sono percepiti come prodotti veramente salutistici. In più utilizziamo ingredienti innovativi come i legumi. Un esempio: una pista di lenticchie rosse ad alto contenuto proteico, adatta a tutte le diete alimentari, in particolare a quelle vegetariane e vegane. Altra innovazione che proponiamo: una “easy pasta” pronta al consumo in 7 minuti aggiungendo acqua bollente”.
Nel Padiglione Italia da 1.500 metri quadri alla Makuhari Messe, le piu' numerose sono le aziende italiane presente sono attive nel comparto vini. “Questa e' la nostra prima volta al Foodex: contiamo che il Giappone diventi il primo Paese di export nell'area asiatica - afferma Laura Del Ben, export manager di Piera Martellozzo di San Quirino (Pordenone) - Tra l'altro abbiamo lanciato una linea di spumanti biologici. Un prodotto fresco, giovane, facile da consumare, rivolto a target di consumatori emergenti”.
Del Ben tiene in mano “il nostro gioiello della corona: una vendemmia 2015, blend di vitigni intorno al Friuli, in serie limitata di 7mila bottiglie dall'etichetta completamente bianca. Bottiglie numerate ed etichettate a mano. Il messaggio che vogliamo dare e' quello non solo dell'eccellenza del vino ma anche quello dell'artigianalita' italiana”. Con queste bottiglie, aggiunge, “abbiamo vinto recentemente la medaglia d'oro al Sakura: un premio che ha una grande risonanza mediatica in quanto la giuria e' composta esclusivamente da donne. La nostra azienda e' una azienda donna: la titolare e' una donna e tute le posizioni chiave in azienda sono ricoperte da donne”.

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