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Pasqua guarda agli Usa e corteggia i Millennials (soprattutto le quote…

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Pasqua guarda agli Usa e corteggia i Millennials (soprattutto le quote rosa)

Le cantine Pasqua sfiorano nel 2016 i 50 milioni di euro di fatturato (48,3 milioni esattamente, +18%) e ora, dopo due anni di crescita a due cifre, puntano al consolidamento e a migliorare ancora l'Ebitda (nel 2016 pari a circa 5 milioni con un +19,7% sul 2015).
L'azienda veneta dispone di 300 ettari di vigneti, di cui 100 di proprietà. Lo scorso anno ha venduto 15 milioni di bottiglie con il Nord America, che si conferma il primo mercato con 17 milioni di euro di ricavi. Ad oggi sono 53 i mercati coperti (90% l’export) con trend in crescita nell'area Scandinava, in Canada e Regno Unito.
In accelerazione anche la Cina (+70%) ma si tratta di un processo di penetrazione appena iniziato. E proprio sul Far East è in atto un progetto strategico. Pasqua ha, infatti, siglato con il suo partner storico Dalian Dego Biotech un memorandum of understandig per il controllo del 51% della società che si
occuperà della vendita online in quel mercato e che oggi fattura appena 500mila euro.
Mentre il piano sull'Italia è quello di potenziare la distribuzione (ma non i volumi) anche attraverso la selezione di partner di qualità nel canale tradizionale. Per Vinitaly l’ad Riccardo Pasqua ha promesso alcune novità di prodotto.

Pianeta America
Focus sul mercato americano per Pasqua. Anche con una ricerca sui nuovi consumatori. Si stima che i giovani Millennial siano 80 milioni negli Stati Uniti (rappresentano un terzo dei bevitori adulti americani), 11 milioni in Italia e 21,8 milioni in Giappone.
In termini di spesa, nel 2015, i Millennial avrebbero investito, secondo una ricerca Episteme, più in prodotti legati al vino rispetto alle altre categorie. Nel complesso hanno superato i genitori nel consumo di vino, sviluppando al contempo una cultura enologica più matura e raffinata.
Un altro dato significativo è il Fattore D: il vino, da sempre considerato un prodotto tipicamente maschile, vede il genere femminile diventare protagonista nel consumo di alcolici in tutti i mercati analizzati. Tra i Millennial le donne hanno sorpassato gli uomini nel consumo di prodotti vinicoli:
l'indagine le descrive proattive, determinate, intenditrici e decisori d'acquisto.

Qualità a Oriente
In Giappone i Millennial hanno ereditato il culto della qualità, ma vivono con poco e devono scegliere attraverso il rapporto qualità e prezzo. Qui il vino è al centro di progetti educativi sul bere di qualità e moderatamente rispetto, ad esempio, ai superalcolici.
L'indagine di Episteme, dopo aver tracciato le specificità dello stato attuale nelle diverse aeree geografiche, ha esplorato alcune tendenze che stanno prendendo forza sui mercati. Tra queste ad esempio la crescita delle vendite del rosè. “E' stato stimato che il 10% del vino venduto a livello mondiale è pink mode - ha commentato Riccardo Pasqua – questo stile di consumo risponde al desiderio dei Millennial di sperimentare, di abbinare il vino ad una situazione di convivialità non necessariamente legata ad un pasto. In generale il vino è considerato un prodotto naturale e quindi sano, rispondendo quindi perfettamente a quell'esigenza di naturalità e salute specifica dei Millennial”.

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