Food24

Ecco perché con Mozart pomodori e zucchine crescono meglio (la seconda…

seconda vita di Peppe Vessicchio

Ecco perché con Mozart pomodori e zucchine crescono meglio (la seconda vita di Peppe Vessicchio)

Peppe Vessicchio ha abbandonato il palcoscenico. Ha posato la bacchetta, è sceso dal podio, si è inchinato all'orchestra e ha voltato pagina al suo spartito, per un istante di silenzio. Ha chiuso con gli show televisivi, per il momento, almeno, ma non con la musica. Semmai adesso si tiene distante da quel genere che ha praticato a lungo, la canzone leggera spesso condizionata dalle leggi del mercato, «stupidamente compiacente e insapore, quella che accarezza scelte remunerative», precisa. Il suo pane quotidiano, insomma, che a fine carriere gli ha procurato qualche amarezza («è in corso un contenzioso con la Rai che finirà davanti al giudice») ma che il Maestro ha rimpiazzato con Bach e soprattutto Mozart con i suoi poteri armonici.
Musica cosiddetta “colta” che rappresenta solo il 3% del mercato discografico e che Vessicchio somministra in purezza, 24 ore su 24, a intere coltivazioni di pomodori datterino, zucchine fiorite di alcune masserie del Salento e a pregiati vigneti abbruzzesi. Perché, come anticipa il titolo del suo libro, scritto con Angelo Carotenuto, “La musica fa crescere i pomodori” (Rizzoli).

Zucchine e pomodori come le vacche del Wisconsin
A Copertino, con la complicità di 7 agricoltori, il direttore d'orchestra, insieme al medico Michele Carone, nutre 4 ettari di terreno con sonate, rondò e frequenze pure. E non è per dire: il compositore ha considerato tutti i fenomeni fisici del suono (organizzato polifonicamente secondo la Regola dell'Ottava), il movimento delle sue voci nell'aria, la condotta delle parti che compongono l'armonia, per dedurre in maniera empirica, ma chiaramente fondata, che tutte le composizioni di Mozart (ma anche alcune di Shostakovich e Bartok) producono effetti benefici sul suolo coltivato a pomodori e zucchine, dalle parti aeree arrivando alle radici.
Sapore intenso. Profumo della polpa percepibile annusando la buccia. E' stato come per le vacche del Wisconsin: uno studio dimostrò che producevano più latte ascoltando Mozart. I raccolti sono più ricchi, i vegetali più vigorosi anche se di dimensioni poco inferiori e i terreni non hanno bisogno di alcun trattamento. Nessuna “sterilizzazione” debilitante prima di essere lavorati, nemmeno fitofarmaci durante la crescita con grande stupore degli agronomi di zona.

Fre&man, marchio per i prodotti da agricoltura non convenzionale
Dalle sperimentazioni di Vessicchio, che in fondo sono un'ennesima ricerca di armonia, è nato il marchio FREMAN, Frequenze e Musica Armonico-Naturale, creato per identificare i prodotti derivati dalle colture che usufruiscono degli innovativi “non-trattamenti convenzionali”. Contro il mercato che detta condizioni. I risultati sono evidenti: ne dà conferma Gianluca Rosafio, l'imprenditore agricolo che per primo, nel 2014, ha avviato le ricerche con il Maestro inondando di musica le sue serre, a pochi chilometri da Lecce. Ma anche il neurobiologo Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio internazionale di Neurobiologia vegetale dell'università di Firenze che con i suoi studi ha già dimostrato la sensibilità delle radici dei vegetali a specifiche frequenze. Un oncologo del Policlinico Gemelli ha invitato Vessicchio a collaborare a uno studio per sostenere con la musica gli effetti gravosi della chemioterapia.

Gli effetti delle onde sonore sul vino
Sempre con Michele Carone, indagando in particolare le relazioni tra musica e benessere, il Maestro è arrivato alla conclusione che alcune frequenze sono in grado di intervenire sui composti del vino: all'ultimo Vinitaly con bottiglie di Montepulciano d'Abruzzo Rosarubra, prodotte da Riccardo Iacobone, fondatore della tenuta biodinamica di Pietranico, ha dimostrato che le onde sonore influenzano il vino sia sul piano organolettico sia su quello dei suoi legami chimici. Del resto “tutta la materia è frequenza”. Un terreno già battuto in passato, ma sembrava solo leggenda: nelle vigne di Montalcino della tenuta Il Paradiso di Frassina, l'Università di Firenze ha condotto una ricerca sui grappoli d'uva esposti al suono di Mozart. Il processo di maturazione è risultato più rapido e le viti meno soggette a malattie.

Cosa sarà che fa crescere gli alberi: la felicità?
«Io credo che le note di una polifonia siano come elementi chimici con specifiche valenze e che quando i legami sono giustamente rispettati ne viene fuori un composto, una medicina che interagisce con le nostre cellule, con gli atomi da cui siamo costituiti, influenzando le loro funzioni». Ecco la chimica musicale di Vessicchio. Riflessioni e visioni di un uomo in perenne ricerca, che non dà più nulla per scontato: «Ho voluto ritrovare il coraggio, ricostruire dentro di me uno spazio di compressione creativa. E ripensando a Lucio (Dalla), mi sono chiesto Cosa sarà che fa crescere gli alberi: la felicità?».

I cantanti di Sanremo con pomodori insapore
Il libro attraversa tutta la vita del musicista: Peppe bambino con l'orecchio sulla porta chiusa della stanza del fratello maggiore per ascoltarlo suonare la chitarra, gli studi al conservatorio di Napoli e il primo pianoforte comprato nel 1978, arrivato dalla Bielorussia. Nel 1985 la prima scrittura da maestro sostituto in una produzione Rai, il Fantastico 6 di Pippo Baudo. Le notti con gli occhi sul Manuale di armonia di Arnold Schönberg e un quartetto d'archi con un computer piazzato al centro degli studi di Va' pensiero, su Rai3, programma di Andrea Barbato e Oliviero Beha. In tivù non si era mai visto. Le lezioni ai ragazzi di Amici, il primo Sanremo. E l'ultimo, quello al quale ha partecipato come ospite. Senza rimpianto: «Questa per me è una seconda vita in cui non c'è posto per i pomodori belli, regolari, come quelli da agricoltura industriale. Senza più sapore, come impone il mercato. Ecco, i brani degli ultimi festival di Sanremo sono stati proprio così, pomodori tutti molto simili tra loro. Sono state annate con introduzioni informi, sempre più brevi, con una totale assenza di chiusure. E a me tornavano in mente gli Eagles e la loro Hotel California: 52 secondi di chitarra, poi il canto. Musica controcorrente».

Vessicchio, Mozart e le fragole
Martedì prossimo, Peppe Vessicchio sarà in Basilicata. E non davanti a un'orchestra, ma in un campo di fragole: «Mi ha chiamato Gianluca, serve aiuto per un amico agricoltore. Il suo terreno, tanti ettari, richiede trattamenti chimici troppo spesso. Il trend è preoccupante. Evidentemente, le sue fragole hanno bisogno di Mozart».

© Riproduzione riservata