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Il mercato americano trascina il boom di Santa Margherita

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Il mercato americano trascina il boom di Santa Margherita

Il mercato americano volàno del boom di Santa Margherita. Nel 2016 i ricavi del gruppo vinicolo veneto balzano da 118 a 157 milioni, quasi il 33% in più, con un Ebitda di 54,6 milioni. La crescita è abbastanza diffusa su tutti i mercati ma l’avvio di Santa Margherita Usa, con 62 addetti mobilitati per la commercializzazione diretta dei brand della scuderia, hanno fatto schizzare i ricavi a stelle e strisce di quasi il 70%.

In Italia, nonostante un mercato stagnante, l'incremento delle vendite è stato dell'8,9%, in Germania del 7,8%, in Svizzera del 13,2% e in Russia gli acquisiti dei vini del gruppo sono più che raddoppiati. Nell’area Asia-Pacifico, l’Australia cresce ancora a doppia cifra (+14,4%) a fronte di un tasso d'incremento medio dell'area del 9%. “Un risultato ancora più eclatante - spiega l’azienda guidata dall’ad Ettore Nicoletto - se si considera il ruolo di Paese produttore dell'Australia e dei nuovi accordi commerciali fra i produttori australiani e la Cina, il mercato di riferimento dei prossimi anni”.

L’anno scorso Santa Margherita ha venduto 19 milioni di bottiiglie. In portafoglio spiccano Pinot grigio, Prosecco e Franciacorta con Ca' del Bosco, eppoi i vini dell'Alto Adige, i rossi toscani.

Usa al Top
Gli Usa si confermano la prima area di sbocco per i vini di Santa Margherita con il 52% delle vendite a valore; l'Italia, col 29,6%, è il secondo mercato; seguono Canada, 5,7%, Emea al 4,8% e Asia-Pacifico al 4,1%.
Questi risultati hanno rafforzato la spinta agli investimenti degli ultimi dieci anni: nel 2016 sono stati investiti 27,5 milioni finalizzati al potenziamento della Cantina “centrale” di Fossalta di Portogruaro, con un moderno impianto di imbottigliamento che verrà inaugurato quest'anno, e all'acquisto di nuovi terreni e vigneti in diverse aree dell’Italia, fra le quali Refrontolo, nel cuore della Docg Conegliano Valdobbiadene.

Scelta onerosa
“Il 2016 – commenta il presidente Gaetano Marzotto – ha confermato la validità di operare direttamente nel mercato statunitense. E con tutti i brand del gruppo. Si è trattato di un investimento molto importante, 14 milioni di euro soltanto in questa prima fase, ma che è strategico per la crescita. Poi mi piace sottolineare anche la crescita in Italia nel 2016 che ha confermato i buoni risultati degli anni precedenti”.
E nel 2017? “Saremo impegnati su molti versanti – risponde Nicoletto –. Proseguirà la fase di sviluppo negli Usa, facendo conoscere sempre di più i vini del nostro mosaico enologico. Soprattutto avremo ulteriori novità sul versante produttivo. In particolare, l'avvio definitivo della nuova linea di imbottigliamento nella Cantina di Fossalta di Portogruaro permetterà a Santa Margherita di continuare a crescere”.

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