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I Fabaro a Poirino: cent’anni di Rubatà

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I Fabaro a Poirino: cent’anni di Rubatà

Era finita la guerra, la Prima mondiale, e Antonio Fabaro tornava dal fronte a Poirino, nei pressi di Torino. Si costruì un forno ed iniziò a preparare il pane. Il prossimo anno i Fabaro festeggeranno i 100 anni di un'attività che non si è mai arrestata e che ora può contare sul lavoro delle nipoti di Antonio, Rosaria e Antonella, con i rispettivi mariti, Alfredo Del Mastro e Franco Fumero. Cognomi tipici del territorio, così come è tipica la produzione ottenuta con le farine di piccoli mulini del Piemonte.
I grissini, innanzi tutto, a partire dai rubatà. Ma anche grissini che cambiano pur mantenendo il rapporto con le produzioni tipiche: i Fabaro realizzano varianti al bagnetto verde (una delle salse che accompagnano il bollito piemontese), alla bagna caoda e, a seconda delle stagioni, con l'asparago, il peperone e anche il marrone di Garessio (Cuneo). I titolari spiegano che, in occasione della presentazione internazionale della tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino – una Dop – l'organizzazione aveva chiesto di realizzare grissini alla tinca: esperimento da archiviare, ammettono Rosaria e Alfredo.
Ma la loro produzione – che ha meritato il riconoscimento regionale di “artigiani della qualità” e quello provinciale di “Maestri del gusto” – spazia tra i diversi tipi di pane piemontese, dalla biova al bocconcino, dalla foglia al barbarià, un miccone di farina di segale e frumento. E poi, sempre seguendo le stagioni, pane di mais 8 file, asparago e peperone.

Negli anni alla panetteria si è aggiunta la pasticceria fresca, sempre rispettando la tradizione locale. Dunque le paste di meliga, i brut e bun, i canestrelli di Poirino, il pan meria (fatto con granturco, latte, zucchero, uova e uva sultanina). Ovviamente, avvicinandosi a Pasqua, inizia la produzione di colombe che parteciperanno all'iniziativa “Una Mole in primavera”, con oltre 30 pasticceri che arriveranno a Torino da tutta Italia per far conoscere i dolci tipici di ogni tradizione pasquale del Bel Paese, dalla Lombardia alla Basilicata, dal Veneto alla Sicilia, dalla Toscana alle Marche. Il primo ed il 2 aprile sarà possibile degustare ed acquistare colombe, cioccolato ed ogni variante regionale dei dolci di primavera.

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