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Vinitaly: al via l’accordo con 1919 gigante della vendita O2O di vino…

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Vinitaly: al via l’accordo con 1919 gigante della vendita O2O di vino in Cina

Più business, buyer esteri, digitale. Stati Uniti e Cina nel mirino. Con queste credenziali si aprirà il 9 aprile (ma l’anteprima sarà il giorno precedente con Opera Wine, la manifestazione sulle 100 eccellenze del vino italiano organizzata insieme a Wine Spectator) la 51ma edizione di Vinitaly. “La” fiera del vino risponde alle sollecitazioni di un nome storico dell’enologia italiana (Angelo Gaja aveva proposto l’istituzione di una fiera B2B a Milano) spingendo l’aspetto commerciale e allargando alla città e oltre - e comunque fuori le mura della fiera - le iniziative consumer. Un fuori-salone che già l’anno scorso è stato un successo e che stima per quest’anno numeri ancora maggiori.

L’accordo con i cinesi

Sul fronte business è soprattutto dalla Cina che arriveranno novità. Appena rientrati dalla felice incursione a Chengdu dove si è tenuta la quarta edizione di Vinitaly all’interno del China Food and Drinks Fair for Wine and Spirits, uno degli eventi principali per il settore, i responsabili di Vinitaly hanno annunciato una partnership con 1919, gigante della distribuzione O2O (online to offline) di vino e spirit in Cina. La piattaforma - che garantisce la consegna a domicilio del vino acquistato online in 19 minuti e che offre sconti per ogni minuto di ritardo - opera in 500 città cinesi e movimenta oltre 5mila esercizi commerciali. E’ presente in tutte le provincie del grande paese. Tratta i prodotti di 1500 marchi. L’accordo con Vinitaly International apre le porte di questo immenso mercato ai produttori italiani. «1919 è il vero pioniere del commercio O2O - sottolinea Stevie Kim, direttore generale di Vinitaly International - ho visitato il loro flagship store in Chengdu ed è assolutamente impressionante. Grazie a quest’accordo confidiamo di avanzare in maniera sostanziale sulla strada che già stiamo perseguendo per l’educazione dei consumatori al vino italiano».

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1919 sarà a Opera Wine e 40 vini italiani saranno presentati a loro 100 buyer, interessati a vendere sul mercato cinese etichette con un buon rapporto qualià-prezzo.

L’ingresso in Women of the Wine & Spirits

Ma l’intesa con 1919 non sarà l’unica novità portata da Stevie Kim e Gianni Mantovani, il dg di Verona Fiere. Nei giorni della fiera sarà anche sancito l’ingresso di Vinitaly nel Women of the Wine & Spirits, il network lanciato in Usa da Deborah Brebìnner - autrice del bestseller Women of the Vine: Inside the World of Women Who Make, Taste, and Enjoy Wine - che aggrega le donne impegnate in questo settore. Sarà l’avamposto europeo di questa rete di donne che organizza ogni anno un simposio ma che durante il resto dei mesi mantiene contatti, organizza eventi, sostiene ricerche e fa tutto quanto possibile per sviluppare la presenza femminile in un mondo ancora prevalentemente maschile. Così nell’advisory board europeo sono entrate anche Stevie Kim e la regina dell’Amarone Marilisa Allegrini: sono in buona compagnia, accanto a Maggie Henriquez, ad di Krug, Beatrice Cointreau, proprietaria di Admirable Wines, Stephanie MacLeod, Master Blender di John Dewar & Sons Ltd e Jancis Robinson, Master of wine e la più influente critica enologica del Regno Unito.

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