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Vini piemontesi, artemisia e altre erbe locali: nasce l'Istituto…

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Vini piemontesi, artemisia e altre erbe locali: nasce l'Istituto del Vermouth di Torino

Dopo anni di polemiche, spesso molto accese, il mondo del Vermouth trova un'intesa e le principali aziende del settore danno vita all'Istituto del Vermouth di Torino. Lo scopo dell'Istituto è di valorizzare, promuovere ed elevare la qualità del Vermouth di Torino e la diffusione sui mercati attraverso il lavoro sinergico di tutti i produttori.
Tra i soci fondatori figurano Carpano e Cinzano, Giulio Cocchi e Gancia, Martini & Rossi e Tosti, Chazelettes e Sperone. In totale sono 16, ma a loro potranno aggiungersi altri produttori purché condividano gli obiettivi e le attività di promozione. Ma le ricadute positive dell'Istituto si vedranno anche sul mondo agricolo da cui provengono i principali ingredienti del vermouth, a partire dal vino per arrivare agli estratti di erbe e spezie.
La storia del vermouth è legata a Torino ed al Piemonte. Nell'allora capitale sabauda si sviluppò, nel XVIII secolo, una sorta di aristocrazia dei vermouttieri che approfittarono anche del ruolo giocato da Torino sulla scena internazionale per far conoscere il vermouth in tutte le principali capitali e città europee. Nel tempo, però, sono cambiate le lavorazioni e quando la bevanda torinese è stata inserita tra le denominazione geografichecomunitarie (1991), non sono state indicate le caratteristiche ed i processi produttivi per distinguere il Vermouth di Torino da tutti gli altri. Dopo una continua battaglia, però, il 22 marzo scorso il ministero delle Politiche agricole ha accolto la richiesta presentata dalla Regione Piemonte ed ha riconosciuto l'indicazione geogragica Vermouth (o Vermut) di Torino. “Un vino aromatizzato – si legge nel decreto – ottenuto in Piemonte a partire da uno o più prodotti vitivinicoli italiani, aggiunto di alcol, aromatizzato prioritariamente da Artemisia unitamente ad altre erbe, spezie”.
E' anche previsto dal disciplinare un Vermouth superiore per un prodotto con un titolo alcolometrico non inferiore a 17% vol, composto di vini prodotti in Piemonte pari ad almeno il 50% ed aromatizzato, anche se non esclusivamente, con erbe – diverse dall'assenzio – coltivate o raccolte in Piemonte.

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