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Si chiama Nato in una vigna ed è il vino tutto Pavese di Gerry Scotti

Vinitaly

Si chiama Nato in una vigna ed è il vino tutto Pavese di Gerry Scotti

Tra le tante curiosità dell'ultimo Vinitaly ha indubbiamente catturato l'attenzione di molti la presentazione della linea di vini di Gerry Scotti, vini prodotti per lui dalla cantina Giorgi, importante realtà dell'Oltrepo Pavese. Il marchio di Gerry è “Nato in una vigna”, ed è autobiografico, perché, come ha raccontato lo stesso conduttore televisivo durante la conferenza stampa di presentazione, a sua mamma si sono rotte le acque mentre si riposava all'ombra dei melograni vicino alla vigna dove stavano lavorando suo marito e suo suocero.

Garbato e spiritoso come sempre, Gerry Scotti non ha dato l'impressione di essersi avvicinato al mondo del vino per sfruttare il suo essere Vip, accusa che troppo spesso i “puristi” di questo settore lanciano ai nomi noti che vi si avvicinano, ma quanto per un ritorno alle origini, un tributo al nonno che aveva una vigna a Camporinaldo, frazione di Miradolo Terme, provincia di Pavia. E si commuove mentre racconta come, finchè suo nonno è stato in vita, suo padre, giornalista al Corriere della Sera, prendesse ferie e permessi in coincidenza con i lavori da fare in vigna!

Da almeno 10 anni Gerry Scotti periodicamente annunciava di voler entrare in questo mondo, e in questo tempo è stato avvicinato da cantine di ogni regione d'Italia, spesso in grandi difficoltà, che contavano di usare il suo “faccione” per risollevarsi: trovo decisamente interessante che abbia voluto intraprendere questo percorso legandosi alla sua terra, ad una cantina dell'Oltrepò Pavese, territorio tanto vocato quanto in ritardo dal punto di vista della comunicazione e della percezione che dà di sè. Non a caso è stato accolto con grande entusiasmo dal Consorzio Tutela Vini OltrepoPavese.

La linea “Nato in una vigna” per il momento prevede 3 vini, anche se è già stata anticipata l'uscita di uno spumante per fine anno. I vini in questione sono:
Regiû, capofamiglia, un rosso Barbera DOC.
Mesdí, mezzogiorno, un bianco Riesling DOC.
Pumgranin, melograno, un rosato Pinot Nero DOC.

Vini che Gerry definisce democratici, e per prezzo, che non supererà i 10 €, e per bevibilità, che deve essere alla portata di tutti. L'etichetta di ognuno dei vini è un selfie di Gerry con in mano di volta in volta un bicchiere del vino in questione.
Curioso anche come è nato il contatto tra il conduttore televisivo e la cantina Giorgi: in un camerino a Roma, mentre si stava preparando per entrare in scena con Rudy Zerbi, quest'ultimo riceve una telefonata da Fabiano Giorgi, delle omonime cantine, ed il buon Gerry si intromette nella telefonata chiedendo una cassa di vini: da lì nasce il contatto che ha poi portato a questo progetto. Per concludere, due note sul Regiû, che ho assaggiato con più attenzione: è un barbera fermo, vinificato in acciaio ed affinamento in parte in acciaio ed in parte in barriques di rovere francese. Nel bicchiere è di colore rosso rubino, di buona intensità, ancora con qualche riflesso porpora. I profumi prevalenti sono di viola, prugna, frutti rossi, tra cui spicca la ciliegia, mirtilli, a cui si aggiungono leggere striature speziate, ad esempio di liquirizia. Al sorso è di buona personalità, equilibrato e persistente.

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