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Appuntamento in Valle d’Aosta per il concorso dei Vini estremi

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Appuntamento in Valle d’Aosta per il concorso dei Vini estremi

Tra i tanti eventi del Vinitaly appena concluso merita una citazione la presentazione dell'edizione 2017 del concorso dei vini organizzato dal Cervim – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana – nel PalaExpo, il padiglione della Regione Lombardia.
Conosciuto da sempre come Concorso Internazionale dei Vini di Montagna, dalla scorsa edizione ha cambiato nome, diventando Mondial des Vins Extrêmes.
L'edizione del 2016 del concorso è stata quella di più grande successo della sua ormai lunga storia, con 738 vini, 300 aziende partecipanti di 16 paesi, alcuni presenti per la prima volta, come Croazia, Libano e Pricipato di Andorra. La media delle ultime edizioni era di 600 vini, 210 aziende di una decina di paesi.
A coronamento del grande successo dell'edizione 2016, il concorso è entrato a far parte di Vinofed, la Federazione Mondiale dei grandi Concorsi Enologici, che ne riunisce ben 15.
Roberto Gaudio, presidente del Cervim, che quest'anno festeggia i trent'anni dalla sua fondazione, ha ricordato quali sono i vini ammessi a partecipare al concorso: tutti i vini prodotti da uve di vigneti che presentano difficoltà strutturali permanenti quali:
- altitudine superiore ai 500 metri s.l.m., ad esclusione dei sistemi viticoli in altopiano;
- pendenze del terreno superiori al 30 %;
- sistemi viticoli su terrazze o gradoni;
- viticolture delle piccole isole.
Le selezioni si terranno in Valle d'Aosta d'Aosta dal 6 all'8 luglio, mentre l'appuntamento per il pubblico, con l'esposizione-degustazione dei vini in concorso e le premiazione è per il 25-25 novembre, sempre in valle d'Aosta, a Forte Bard, all'interno della seconda edizione della manifestazione “Vins Extrêmes”.
Durante la presentazione, l'Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, ha voluto ricordare come la viticoltura di montagna, definita anche viticoltura eroica, rappresenti un'attività di presidio territoriale, di tutela del territorio, etica, con costi da sostenere maggiori, che necessita di modalità comunicative diverse.
Qui l’intervista a Roberto Gaudio, presidente del Cervim.

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