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La Bottega del vino a Verona: 18mila bottiglie ed etichette rare

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La Bottega del vino a Verona: 18mila bottiglie ed etichette rare

Il castello di Verona su cui batte il sole a mezzogiorno apre i cassetti della memoria sulla città scaligera che avvolge in tutto il suo storico splendore l'Arena. Giulietta e Romeo richiamano al “verone” il celebre balcone da tutti ammirato. Meno storia, meno fascino, ma, oggi, da 50 e più anni pari attrattiva, la fiera del vino, la più importante, la più celebre: il Vinitaly. Una kermesse che raduna a sé 130 mila visitatori provenienti da più di 140 paesi. Una città accesa, vibrante per 4 giorni e 4 notti, senza un momento di pausa. O meglio, e qui si giunge al bello, il momento di pausa converge verso un'ottima e conviviale parentesi di lavoro.

La direzione è quella del vicolo Scudo di Francia dove secoli fa risiedeva il consolato francese e dove ora vive con impeto, forza e vigore l'Antica Bottega del Vino. Bottega classe 1890 fronte strada, luogo di incontro e ristoro, luogo di vendita e mescita del nettare di bacco, che più nettare non si può. Luogo quindi di culto, meta di pellegrinaggio enoico, circolo tanto di letterati ed artisti quanto di gente comune che ritrova piacere nella compagnia e nella allegra brigata di un'osteria. A poche centinaia di metri dall'Arena la bottega diviene punto di ritrovo, nome corrente come riferimento di una mondanità tanto da conoscere quanto da raccontare. Storie, aneddoti, curiosità, cronisti che arricchiscono l'atmosfera, appassionati che si confrontano sui vini appena assaggiati e la bottega è lì caposaldo inamovibile fedele attraverso i secoli.

Più di 3mila referenze

Più di 18mila bottiglie più di 3mila referenze, grandi formati, collezioni rare, qualche bottiglia unica. Carta vini che carta non può essere chiamata piuttosto libro, tomo, volume da sfogliare con cura attenzione e rispetto. Con lo stesso rispetto si avvicina l'oste, Luca Nicolis, ospite attento, mite, cordiale, che preferisce più ascoltare che parlare. Intende anche i sottovoce più pacati e lievi, coglie gli sguardi più discreti, individua desideri ed anticipa le richieste. Ristoratore comprovato, chef di rango e di esperienza, colto e fine esegeta dell'ospitalità. Luca invita, accoglie, mette a proprio agio, regola ed accorda gli strumenti di un'orchestra dalle qualità palesi ed evidenti.

Maître, sommelier, commis, si muovono con maestria e rigore, osservano ed intervengono all'uopo, senza invadere, sorriso ben presente. La Bottega oggi è macchina rodata e puntuale emissaria delle famiglie dell'Amarone d'Arte che ne hanno acquisito la proprietà e dato nuova e fulgida vita.

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