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Anche Gaja conquistato dall'Etna: nuovi vigneti e partnership con Graci

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Anche Gaja conquistato dall'Etna: nuovi vigneti e partnership con Graci

Angelo Gaja sbarca in Sicilia e scommette sull'Etna, acquistando alcuni vigneti insieme al produttore siciliano Alberto Graci.
Gaja e Graci hanno acquistato 21 ettari di terreno suddivisi in due contrade, di cui una quindicina già vitati (Nerello Mascalese) nel territorio di Biancavilla. E' prevista l'acquisizione di altri vigneti o terreni, come anche la costruzione di una cantina.

La notizia è arrivata questa mattina nel corso della presentazione ufficiale, nella cornice di Radicepura a Giarre, di Sicilia En Primeur, l'appuntamento di riferimento del vino siciliano a livello internazionale che propone i vini dell'annata 2016.

A caldo, il presidente del Consorzio Doc Sicilia Antonio Rallo ha detto: “E' un segnale importante e un riconoscimento per la Sicilia che un prestigioso produttore come Angelo Gaja, che ha fatto della qualità il tratto distintivo, abbia deciso di investire sull'Etna”. Peraltro anche Donnafugata, lo scorso settembre, ha rilevato la cantina Terre dell'Etna in contrada Statella a Randazzo.

Il traino dell'enoturismo
Nel corso della presentazione della 14esima edizione di Sicilia En Primeur, a cui partecipano 49 tra le principali aziende vitivinicole delll'isola, il presidente di Assovini Sicilia Francesco Ferreri si è soffermato “sugli investimenti degli ultimi 3 anni nella promozione dei brand siciliani: circa 15 milioni di euro, principalmente diretti su Stati Uniti, Canada, Giappone, Svizzera ma anche sui mercati emergenti”.
Inoltre l'enoturismo in Sicilia ha generato un'economia locale che ha fatto nascere nuove strutture ricettive. “Le aziende di Assovini Sicilia – ha detto Ferreri - hanno registrato nel 2016 un incremento di turisti del 35%, hanno stretto accordi con operatori turistici nel 62% dei casi, offrono un'attività ricettiva alberghiera per il 40% dei casi e ristorativa per il 69%”.

La performance
Dopo aver ricordato con preoccupazione il lieve arretramento dell'export dei vini fermi italiani, Rallo ha sottolineato la performance della Doc Sicilia, +11% nel 2016. E +60% nel quadriennio 2013-2016“.
Peraltro si è alla vigilia di una modifica della Igt Terre Siciliane che la filiera vitivinicola ha chiesto per la protezione e il rilancio dei due vitigni di riferimento, il Nero D'Avola e il Grillo.
“Dalla vendemmia 2017 – ha detto Rallo - queste due varietà non le troveremo più nelle etichette della Igt Terre Siciliane ma in una delle 18 Doc siciliane per il Nero D'Avola e in una delle 8 Doc per il Grillo che prevedono queste tipologie nei loro disciplinari di produzione“.

Rischio zero
Il buon stato di salute della Doc Sicilia si ritrova anche nei dati di
UniCredit che segue le aziende siciliane del vino in molte fasi della loro vita, compresa l'internazionalizzazione. “ Le imprese del vino della regione attive di Unicredit sono 1.066 – ha sostenuto, a margine della presentazione, Salvatore Malandrino, direttore regionale Sicilia di UniCredit – che corrispondono a una quota di mercato del 36% considerando solo le aziende di trasformazione. Gli impieghi vivi ammontano a 86 milioni, con una quota di mercato del 27%. In Sicilia le sofferenze sono molto più basse della media nazionale. Direi quasi inesistenti“.

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