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Ca' del Bosco cresce a doppia cifra ma sul futuro incombe la gelata primaverile

Un grande 2016 ma sul 2017 incombono i danni prodotti dalle gelate primaverili notturne che potrebbero aver compromesso il 30% delle vigne in fioritura precoce. Ca' del Bosco, che ha lambito i 100 ettari di vigneti di proprietà, chiude un bilancio 2016 ricco e con grandi soddisfazioni.
I ricavi sono balzati del 10% a 34,2 milioni, il Mol del 17,4% a 12,3 milioni e l'utile netto a 8,8 milioni, +35,7%. L'utile rappresenta il 26% dei ricavi. Le bottiglie prodotte nel 2016 sono state di 1,8 milioni.

I vigneti di proprietà sono cresciuti di 21 ettari e quelli in conduzione sono calati di 3 ettari a 106. Nel complesso sono 203,6 ettari, circa il 10% in più sull'anno prima.
Ora però la musica cambia. Bisogna fare i conti con le gelate che, in alcune colline della Franciacorta, ha compromesso fino al 70% della produzione.
Ci vorrà però ancora qualche mese per valutare la capacità di ripresa delle vigne dalle gelate notturne: non accadeva da circa mezzo secolo. Ciò bisognerà valutare la consistenza della seconda fioritura.

I riflessi negli anni
“Dovremo rivedere in misura rilevante - sottolinea Maurizio Zanella, presidente della franciacortina Ca' del Bosco - le previsioni per i prossimi esercizi, tagliando le vendite e spalmandole su alcuni anni: il tentativo è di limitare la carenza di vino sul mercato”.

Ciò però comporterà inevitabili riflessi sulla crescita degli anni prossimi. Sicuramente non a due cifre come nel 2016 e negli anni precedenti. E probabilmente si dovrà ridurre la pressione sull'export.
Si dovrà anche rivedere il planning degli investimenti, quello dei 50 milioni in dieci anni finora seguito.

Ca' del Bosco fa parte del gruppo Santa Margherita. La multinazionale veneta la controlla con il 60%, Maurizio Zanella conserva il 25% e la sorella Emanuele il restante 15%.

IL BILANCIO 2016

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